Riapre il Luneur a Roma: ecco cosa si mangerà

28 ottobre 2016

Chi non è nato a Roma, o chi non ha trascorso nella Capitale l’adolescenza potrebbe essere curioso e interessato alla notizia.  Per i romani di nascita invece la news sarà tra le più sconvolgenti dell’anno. Riapre Luneur. Il luna park dell’Eur. Via delle Tre Fontane, 100. Per ora per più di un mese. O forse fino a Natale (la cartellonistica parla chiaro: ci sarà un villaggio di Natale). Poi dalla primavera in pianta stabile. Un sonno lungo 8 anni, negli ultimi tempi (da fine anni ’90) in realtà, il parco non aveva brillato per attrattiva e cura.

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Il luna park più longevo di Italia, nato nel 1953 , risorge a nuova vita. Alla presentazione non siamo mancati. Un po’ non sapendo cosa aspettarci. Un po’ aspettandoci una Coney Island in salsa Roma Sud. Il parco è sicuramente dedicato ai più piccoli, per gran parte è già pronto a partire, sul retro qualche attrazione è rimasta ai box: non ancora attiva, rimane avvolta in un alone di mistero e cellophane. Casa stregata, Alberone, Jumbo l’elefante, la grande Civetta che sovrasta la parte centrale del parco, Bruco Mela, Barcamatta, qualche dinosauro. Molti ricordano alcuni scorci rimasti invariati negli anni. Qualche attrazione è stata rimaneggiata nel tempo, qualche angolo è tutto nuovo.

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Giochi, ludoteca, spazi esperienziali per un pubblico tra gli 0 e i 12 anni. Alcuni giochi strizzano l’occhio alla disabilità e permettono proprio a tutti di divertirsi. Se si ama passeggiare poi c’è la più grande istallazione del mondo in fatto di girandole. Colora le aiuole. E se tira abbastanza vento lo spettacolo riesce: un gran bello spettacolo. Una fiumana di cuccioli d’uomo cammina per le viuzze intorno al grande laghetto centrale. Non mancano i palloncini, i clown, la parata con gli elfi, i re, le regine, i cavalieri. Un’aria di festa che speriamo si mantenga invariata per i mesi a venire.

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Gli orari di apertura rimangono una incognita, sicuramente i battenti apriranno di buon mattino e la chiusura non oltrepasserà di molto il tramonto del sole.  Un biglietto di ingresso piccolo 2,5€, le lunalire (1, 2 o 3) per accedere alle attrazioni, con tanto di limite di altezza consentito o previo accompagnatore. Quest’ultimo non disdegnerà, siamo certi, di salire sui vagoncini e incastonarsi nelle poltroncine. E visto che la permanenza qui si farà lunga, ci siamo interessati dell’offerta gastronomica. Grandi colossi come Algida e Mc Donald’s per chi proprio non può fare a meno di uno spuntino brandizzato. 3 proposte artigianali per chi volesse un approccio slow o non può rinunciare al classico cibo da luna park. Ecco dove trovarli:

  1. fol-a-luneurFol – pop corn. Lo snack da luna park. Con l’articolo determinativo. Se non l’unico, quasi. Bissa qui dopo l’indirizzo di Via di Ripetta. Un chioschetto minimale in cui tutto è a vista, e le ordinazioni si fanno alla finestra. Sorridente il personale ci spiega il concept. Si parte dal mais Mushroom che viene scoppiato ad aria, senza olio o grassi. La copertura glassa i chicchi uniformemente. I cartocci hanno varie dimensioni, dal cono al pacco al party: da dividere con gli amici.
    fol-a-luneur-2E i gusti spaziano dal salato al dolce con qualche punta di arditezza. Caramello o caramello salato, cappuccino, fondente o bianco, cocco, After8, mandorle o pistacchio, croissant (!), pizza margherita, crema di formaggio o bacon, paprika, peperoncino, arrabbiata o amatriciana, menta piperita, tartufo e mojito. Fate attenzione agli abbinamenti. Non strafate.
  2. gidelda-luneurDolceria – Giselda. Anche qui uno spin-off della sede principale. La prima a Viale di Trastevere 52, la seconda proprio nel bel mezzo del parco. Sul bancone una quantità abbondante di meringhe, woopie, crostatine. Ciambelle e un servizio caffetteria alacre e cortese. A differenza dell’indirizzo trasteverino qui l’offerta si limita, se così si può dire, alla sola pasticceria. Il giusto mezzo tra il gusto americano della decorazione e i dolci italiani.
    gidelda-luneur-2Il chiosco da dimensioni contenute, forse per la gran ressa di gente: un grande bancone centrale, di lato una intera parete dedicata alle caramelle gommose, un frigo per le bibite. E dulcis in fundo, il carretto dello zucchero filato. Rosa alla fragola. Il contraltare del pop-corn, l’ode al saccarosio. Abbondante e appagante.
  3. burbaca-luneurCivetteria – Burbaca. L’indirizzo in zona ostiense – Via del Porto Fluviale, 5- è già aperto ma non ha ancora inaugurato (ci andremo: stay tuned). Viterbo, Potenza sono operativi e ricettivi a Matera manca poco. Qui nel parco il progetto è bipartito: un chioschetto/caffetteria al lato del laghetto, uno spazio ampissimo sul fondo accanto al tirannosauro rex. Con due terrazze dedicate, vista casa stregata. Rimarrete affascinati dal gioco di pailletes in cima al locale. Non dite che non eravate stati avvisati.
    burbaca-luneur-2Per ora l’offerta del chiosco ci si limita alle ultime sillabe del nome. Bakery: muffin, ciambelle e biscotti. Bagles farciti, tramezzini e altre sfizioserie. Cafè: ovvero caffetteria, infusi e bibite. Se state aspettanto i Bur-ger, il vero e proprio ristorante aprirà a breve e il menu ricalcherà quello ricco e corposo della casa base. Sicuramente la proposta più Coney Island del nostro Luna Park.

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E non avevamo dimenticato la ruota panoramica. Coloratissima e romantica. Dall’alto dicono si veda fin giù a Ponte Milvio.

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