Guida Michelin 2017: chi vince e chi perde

15 novembre 2016

Due parole prima di svelare quello che è successo oggi alla presentazione della Guida Michelin Italia del 2017 a Parma. Ogni tanto, a scadenza regolare, nell’ambiente dell’alta cucina ci si chiede se la guida Rossa stia perdendo la sua importanza. Se la lista dei Word’s 50 Best Restaurants sia in effetti la più ambita dai cuochi, più delle stelle Michelin, e se anche i gourmet si stiano stancando dei giudizi di una guida un po’ vecchiotta, storia e memoria dell’alta gastronomia francese e del mondo intero. La risposta secondo me è semplice. La risposta è no.

michelin

Certo che la 50 Best è oggi la lista più ambita dagli chef. Allo stesso tempo però, non è possibile fare un paragone tra un elenco che premia 50 su 100 nomi in tutto il globo e una guida che indica in modo capillare tutti i ristoranti validi, provati in anonimato in molte zone del mondo, città per città. E certo che la Rossa è ormai vecchia, se per vecchia si fa riferimento alla sua età: la prima edizione ufficiale infatti risale al 1900, questa è la 62esima per l’Italia. Ma nessun’altra guida nel mondo ha una storia e un prestigio tale da cambiare in modo radicale la storia di un ristorante, anche dal punto di vista economico.

heinz beck, niko romito, marco bolasco

heinz beck, niko romito, marco bolasco

Inutile prenderci in giro, la Guida Michelin è ancora la guida più importante di tutte. Anche in Italia. Quest’anno la formula di presentazione è cambiata: la conferenza stampa si è tenuta oggi a Parma (era sempre stata programmata su Milano) mentre per questo pomeriggio sono previste degustazioni di prodotti locali, poi la premiazione ufficiale al Teatro Reggio e infine una cena di gala.

christian milone

christian milone

Sembra quindi che la Michelin stia cercando di evolversi, di avere un rapporto diverso con il territorio, di modificare le vecchie abitudini per dimostrare di non essere poi così immobile. Vediamo nel dettaglio cosa è successo.

Perdono due stelle

Devero (Cavenago di Brianza – MB) per un cambio di chef, Oliver Glowig (Roma) per chiusura.

Perdono una stella

La Casa degli Spiriti (Costermano – VR), Castello di Trussio (Dolegna del Collio – GO), Maso Franch (Giovo – TN), Aquila Nigra (Mantova), Unico (Milano), La Locanda di Piero (Montecchio Precalcino – VI), Al Tramezzo (Parma), Il Cecchini (Pasiano di Pordenone), Antica Osteria al Teatro (Piacenza), Il Sole di Ranco (Ranco – VA), Il Flauto di Pan (Ravello – SA), All’Oro (Roma), Giuda Ballerino (Roma), Orso Grigio (Ronzone – TN), Vo (Torino), Il Povero Diavolo (Torriana – RN), L’Accanto (Vico Equense – NA).

Nuove stelle

giulio terrinoni

giulio terrinoni

Vistamare (Latina), La Veranda (Bardolino – VR), Dal Corsaro (Cagliari), Accursio (Modica – RG), Pietramare (Isola di Caporizzuto – KR), Quintessenza (Trani – BAT), Veritas (Napoli), Il Mosaico (Ischia – NA), Piazzetta Milù (Castellammare di Stabia – NA), The Corner (Roma, stella confermata per Marco Martini), Magnolia (Roma), Bistrot 64 (Roma), Per Me (Roma), Assaje (Roma), Aminta Resort (Genazzano – RM), Il Pievano (Gaiole In Chianti – SI), Lux Lucis (Forte dei Marmi – LU), La Leggenda dei Frati (Firenze), Lume (Milano), Felix Lo Basso (Milano), La Tavola (Laveno Mombello – VA), 21.9 (Piobesi d’Alba – CN), Zappatori (Pinerolo – TO), La Madernassa (Guarene – CN), Nostrano (Pesaro – PU), Da Francesco (Cherasco – CN).

Nuovi due stelle

enrico bartolini

enrico bartolini

Danì Maison (Ischia – NA), Seta (Milano), Locanda Margon (Ravina – TN), Terra (Sarentino – BZ), Enrico Bartolini – Mudec (Milano).

Tre stelle

massimo bottura

Gli 8 tre stelle in Italia sono tutti confermati: Osteria Francescana (Modena), Enoteca Pinchiorri (Firenze), Le Calandre (Rubano – PD), La Pergola (Roma), Reale (Castel di Sangro – AQ), Dal Pescatore (Canneto sull’Oglio – MN), Da Vittorio (Brusaporto – BG), Piazza Duomo (Alba).

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