Guida Michelin: è davvero crisi?

18 novembre 2016

In molti hanno la sensazione che la guida ai ristoranti e alberghi d’Italia della Michelin (62ª edizione presentata al Teatro Regio di Parma il 15 novembre) stia perdendo potere e prestigio.la michelin esce dall'immobilismo e si apre ad alcune novità. il mondo dell'alta cucina sospetta una crisi Perché? Cosa sta succedendo ai piani alti della gastronomia? In verità niente. Proprio niente. Tutto procede come sempre. Il balletto delle guide è iniziato a settembre e terminato appunto a novembre. Si sono alternate come ogni anno il Gambero Rosso, L’Espresso, la Michelin, e poi Identità Golose, Slow Food, Pecora Nera, i 100, e altre ancora. A seguire si è discusso, persino litigato, a volte gioito. Non è cambiato proprio niente. Anzi no, alcune cose sono cambiate: l’Espresso ha tolto i voti da 1 a 20 e ha lasciato solo i cappelli, da 1 a 5.

michelin

La Michelin ha rinnovato la location per la release, da Milano a Parma. Ha introdotto un nuovo simbolo: oltre alle stelle e allo storico Bib Gourmand che indica un ristorante con un buon rapporto qualità prezzo, compare il piatto. La pre-stella, diciamo. Il suo significato è semplice: qui si mangia bene.

Guida Michelin 2017

Poi ancora: ha concesso singole stelle con una certa generosità soprattutto nella Capitale, ha organizzato una grande festa di gala coinvolgendo giornalisti e grandi chef per tutta la giornata della presentazione, ha assegnato due premi speciali, uno per il miglior giovane chef a Federico Gallo, Locanda del Pilone ad Alba, e un premio alla carriera al Ristorante San Domenico di Imola. E ha chiamato a consegnarli il cuoco più punk rock del globo: David Muñoz di Diverxo (Madrid). Fino a ieri, la cosa più rock della Michelin erano le 2 stelle a Gianfranco Vissani. Infine, but not least, ha dato ampio spazio agli sponsor, ad Alfa Romeo in particolare, che infatti domina la copertina della guida Rossa macchiandola indelebilmente con un grosso pallino blu. Onta e disonore agli occhi dei puristi.

michelin

Per questo, forse, in molti hanno avuto la sensazione di una perdita di prestigio: perché darsi così tanto da fare? Cosa nascondono queste scelte? Perché vestirsi di sponsor paganti in modo così manifesto? La risposta a parer mio è molto più semplice. La crisi delle guide cartacee, reale ormai da più di qualche anno, rende più difficile mantenere il lavoro di un gruppo che paga a stipendio i suoi ispettori, formula in effetti propria solo della Rossa Michelin. Quindi che ci sia una probabile difficoltà dal lato economico è facilmente immaginabile. Ma per quanto riguarda il prestigio della Rossa?  

michael-ellis

La percezione che abbiamo noi addetti ai lavori sul web è ben diversa da qualsiasi presunta crisi della Guida. Per esempio: il motore di ricerca più usato del mondo, Google, in Italia dice che la ricerca con le keyword “Guida Michelin 2017” mostra oltre 2.500.000 risultati online. L’Espresso con la stesse chiavi (Guida Espresso 2017) ne ha 589.000, il gambero Rosso 422.000. Su Agrodolce abbiamo pubblicato articoli dedicati alle 3 guide principali per il 2017 e a parità di titoli e di lancio sulle pagine dei nostri social, la Michelin è riuscita a muovere numeri che arrivano fino a 10 volte tanto rispetto ai competitors. Dal punto di vista dell’attenzione dedicata da parte del pubblico, di qualsiasi genere, sembra quindi che la Michelin sia ancora fermamente salda al primissimo posto.

baronetto

Ora però, difesa la causa della Rossa, voglio anche io sbattere i piedi per terra, i pugni sul tavolo e dare la mia personalissima opinione sulla distribuzione delle stelle, grattugiate su Roma in abbondanza e negate invece a ristoranti assolutamente pari peso, a mio parere, altrove. Per esempio mi sarebbe piaciuto vedere:

  1. 3 stelle a Mauro Uliassi per il suo Uliassi a Senigallia
  2. 2 stelle a Matteo Baronetto al Cambio di Torino
  3. 2 stelle a Berton al ristorante Berton di Milano
  4. 2 stelle all’Imàgo dell’Hotel Hassler di Roma
  5. 2 stelle a Roy Caceres al Metamorfosi di Roma
  6. 1 Stella a Mathias Perdomo per il suo Contraste di Milano
  7. 1 Stella per Essenza di Eugenio Boer, sempre a Milano

Fate anche voi una wish list. Secondo me la Rossa più temuta terrà conto dei nostri desideri. O forse no.

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