I 5 errori che fanno fallire (quasi) ogni dieta

22 novembre 2016

Perdere peso e mantenere la linea acquisita durante tutto l’anno, possibilmente senza eccessivi sforzi, è il sogno di ognuno di noi. E se il metabolismo basale, riflettere sul termine dieta, che non significa soltanto regime alimentare dimagrante ma anche un modo di vivere in parte frutto di una vita equilibrata in parte dote genetica di gran valore, non è dalla nostra, ecco che le rincorse all’ultima dieta in voga a Hollywood, piuttosto che la ricerca di erbe miracolose o addirittura l’attenzione spasmodica verso quelle chimere conosciute come alimenti dimagranti, diventano un chiodo fisso, specialmente in prossimità della tanto temuta prova costume. Occorre allora fare un passo indietro e riflettere sul termine dieta, dal greco δίαιταdìaita, ovvero modo di vivere, il che rimanda a una serie di riflessioni, riassunte sotto lo stesso enigma: perché il 90% delle diete seguite, per quanto rigida sia la disciplina adottata, alla lunga non funzionano? Ecco alcune possibili risposte su cui ragionare.

  1. calendarioFretta. Il fattore tempo è decisamente fondamentale. Le promesse di corpi longilinei in meno di una settimana, nascoste sotto il segno delle tanto gettonate diete last minute, sono degne di un marinaio. Tornando al significato della parola stessa, un modo di vivere sano, connesso a un regime alimentare equilibrato, tarato sul proprio organismo e sul tipo di vita che si conduce richiede un approccio armonico sia dal punto di vista degli ingredienti e delle cotture predilette, sia dai giusti tempi con cui ci si prefigge di raggiungere l’obiettivo. Ridurre lo sforzo a pochi giorni di privazioni non fa altro che sfasare il metabolismo, affaticare l’organismo e metterlo in allarme per una presunta carestia in corso. Il risultato? Al primo sgarro si tornerà punto e a capo, assistendo al temutissimo effetto yo-yo che porterà con se la vanificazione del sacrificio e, probabilmente, un paio di chili in più. Come si suol dire, la fretta vuole calma.
  2. carboidratiCarenza di carboidrati. La reazione istintiva quando si litiga con la bilancia è quella di dare la colpa ai carboidrati, senza fare distinzione alcuna. Capro espiatorio di tutti i mali, ecco che, a partire dal famoso lunedì in cui tutte le diete iniziano, sono tagliati di netto dalla spesa settimanale. Chi sponsorizza i regimi a bassissimo contenuto di queste sostanze, invece fondamentali, dimentica spesso di elencare gli effetti collaterali, che possono essere alquanto dannosi. Giusto per ricordarne alcuni, la sensazione di nausea costante, la disidratazione (è proprio la perdita d’acqua a causare il primo decremento di massa corporea), la debolezza e le scarse prestazioni fisiche. Come ogni tipo di privazione, non rientra nella giusta filosofia secondo cui bello e sano vanno di pari passo, e se in un primo momento lo specchio può dare soddisfazioni, occorre tenere a mente che il fisico alla lunga soffre e può incappare in incidenti di percorso non trascurabili, senza dimenticare che tutte le privazioni di questo genere portano prima o poi ad una resa. Una soluzione? Scegliere i migliori carboidrati in circolazione. Quindi via libera a pane e pasta integrali, introdurre avena, quinoa e bulgur tra le proprie abitudini e spaziare tra le numerosissime varietà di verdura e legumi che la stagione ci offre.
  3. DietaFame. La stragrande maggioranza delle diete falliscono per un semplicissimo motivo: non mangiamo abbastanza. Chiaramente si parla di diete fai-da-te, in cui ci improvvisiamo medici di noi stessi e, con tanta presunzione, saltiamo a piè pari molte considerazioni importanti per costruire un regime bilanciato e aderente alla nostra quotidianità. Succede spesso, quindi, che si ingeriscano poche calorie rispetto al fabbisogno giornaliero, un po’ per ignoranza, un po’ per il fattore risultato immediato di cui sopra. Il primo periodo la soddisfazione di vedersi già più alleggeriti fa superare il brontolio allo stomaco, ma è matematicamente impossibile, se non patologico, prolungare nel lungo termine tali regimi ipocalorici. A meno che non ci si incaponisca, perdendo qualsiasi piacere legato al cibo pur di vedersi sempre più magri e controllati, arriverà sempre il giorno in cui la panetteria vicino casa sfornerà la pizza più fragrante e saporita mai prodotta, davanti la quale tutte le privazioni fino a quel momento sostenute saranno solo un lontano ricordo.
  4. dieta dello sportivo (2)Scarso (o errato) allenamento. Anche in questo caso, equilibrio è la parola d’ordine. L’assenza totale di esercizio o, al contrario, l’ossessione di praticare tanto sport per potersi permettere un regime alimentare più calorico sono settaggi mentali completamente errati, specie se ci si avvicina a una dieta per perdere peso. Il movimento deve rientrare nello stile di vita sano che porta al successo e al benessere: ecco che corsa, camminata o pedalate in bicicletta rappresentano l’allenamento aerobico che fa bene al cuore, che aiuta a eliminare le tossine accumulate e che favorisce il buon funzionamento dell’organismo. Tuttavia, non va mai dimenticato il potenziamento muscolare, sia per costruirsi una certa forza fisica, sia perché è proprio questo allenamento a svegliare il metabolismo basale e a favorire lo smaltimento della massa grassa a favore della magra. Quindi, senza farsi prendere dall’ansia, salutiamo l’ascensore, abbandoniamo l’auto almeno nei weekend e troviamo un allenamento per i nostri muscoli che sia di nostro gradimento e che unisca il piacere a una salutare sudata.
  5. colazione dieta dello sportivoQuestione di timing. Quando si intraprende una dieta, ci si deve ricordare di mangiare spesso. Sembra un paradosso, in realtà una delle strategie più consolidate per dare una sferzata a nostro organismo e istigarlo a darsi una mossa per bruciare calorie è quello di non far passare troppo tempo tra un pasto e l’altro. In generale è consigliabile intervallare i tre pasti principali con spuntini il più possibile salutari, come frutta, verdura cruda, yogurt magro o cracker integrali, in modo da non lasciare l’organismo a digiuno per più di cinque ore. Con un po’ di autocontrollo, quindi, il fisico resterà attivo e alimentato a dovere, senza arrivare a sentire troppa fame. Altro fattore determinante, che sempre il tempo interessa, è rappresentato dagli orari in cui si assumono certi cibi piuttosto che altri. Con un po’ di buon senso e l’aiuto di un dietologo se i chili da perdere sono più dei due o tre che ogni donna si sente di troppo, verrà naturale consumare una sostanziosa colazione la mattina, momento in cui il fisico ha più bisogno di energia ed è svuotato dalle ore di sonno, preferire un pranzo ricco di carboidrati buoni e proteine sane, per poi tenersi leggeri la sera, prima di dormire.

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