10 posti imperdibili per mangiare in Basilicata

23 novembre 2016

Il rischio più concreto che corre chi vive in Basilicata è quello di assuefarsi alle sue bellezze, all’intensità dei suoi profumi e dei suoi sapori. Al contrario, chi arriva da fuori è talmente sorpreso da luoghi misconosciuti e dalla genuina ospitalità lucana che potrebbe perdere di vista la reale dimensione delle cose. Da lucano che da anni vive lontano, posso invece godere di una posizione privilegiata per volgere lo sguardo al panorama gastronomico della regione. Tranne poche eccezioni, le sperimentazioni e la creatività sono ingredienti rari da queste parti, l’offerta è ancora incontaminata, radicata com’è alla tradizione fatta di materie prime e prodotti tipici inconfondibili. Ecco dunque 10 posti imperdibili per mangiare in Basilicata.

  1. antica-osteriaAntica Osteria Marconi (via Marconi 233 – Potenza). È l’indirizzo gourmet per eccellenza: l’Antica Osteria Marconi, a Potenza, propone una cucina di altissimo livello partendo da ingredienti d’eccellenza e non solo locali. Lo chef Giuseppe Misuriello apporta estro e abilità tecnica alla preparazione dei suoi piatti. Menu degustazione a partire da 35 euro, cantina fornitissima con particolare attenzione alle realtà vinicole del Vulture. Non manca una carta di birre artigianali. Impossibile non iniziare con l’ormai celebre Zuppetta di patate, tartufo, porcini, crudo di gamberi, fiori, pepe di Sichuan e scorza di limone candita. Oltre agli ottimi primi piatti, degne di nota sono le carni cotte lentamente a basse temperature; la proposta dei dessert non delude le aspettative.
  2. cibo potenzaCibò (piazza della Costituzione Italia 44 – Potenza). Restiamo nel capoluogo per far visita a Cibò: locale poliedrico che dal mattino al dopocena è un punto di riferimento in città per gli amanti delle cose buone. Da un lato bottega, con autentiche delizie provenienti da splendide realtà artigianali di tutta Italia; dall’altro caffetteria che sa trasformarsi rapidamente in bistrot e ristorante per il pranzo e la cena. Menu sempre diverso basato su prodotti straordinari, selezionati con passione da Giuseppe Calabrese, per gli amici Peppone, che si aggira tra i tavoli a dispensare consigli e battute in un’atmosfera rilassata che rende Cibò ancor più accogliente.
  3. fandango-scaleraFandango (via delle Querce 15 – Scalera, Potenza). Nel piccolissimo borgo di Scalera, frazione di Filiano, paese famoso per la produzione del pecorino, il Fandango è la coraggiosa sfida di Salvatore Gatta, uno dei pizzaioli di stampo napoletano più apprezzati al di là dei confini della Campania. Impasto che non ha nulla da invidiare a quello delle più quotate pizzerie partenopee e condito con ingredienti di qualità con una speciale vocazione all’uso delle eccellenze del territorio: caciocavallo podolico, salame pezzente, soppressata, peperoni cruschi. Dopo la pizza lasciate un po’ di spazio per i semifreddi della casa e non ve ne pentirete.
  4. al-becco-della-civettaIl Becco della Civetta (vico Primo Maglietta 7 – Castelmezzano, Potenza). Le chiamano Dolomiti Lucane per via della somiglianza con le più famose vette del Triveneto. In questo scenario straordinario sorgono due borghi incantati: Pietrapertosa e Castelmezzano, uniti da cavi d’acciaio per un’esperienza incredibile chiamata Volo dell’Angelo. Se invece preferite restare coi piedi ben saldi a terra ma godere comunque del panorama, il consiglio è di far visita al Becco della Civetta. Avrete modo di appagare tanto la vista quanto il palato grazie a una genuina cucina tipica: degni di nota i primi di pasta fresca e l’agnello del parco delle Dolomiti lucane con patate ed erbe aromatiche.
  5. le-baccanti-2Le Baccanti (via Sant’Angelo 58-61, Matera). Lasciamo la verde e lussureggiante provincia di Potenza e ci dirigiamo verso i calanchi e le case scavate nel tufo di Matera. La città è in pieno fermento per questa lunga vigilia che precede il 2019, anno in cui sarà capitale europea della cultura. Il rischio che i Sassi diventino un concentrato di ristoranti acchiappa turisti è scongiurato grazie a realtà già consolidate come Le Baccanti. Il locale, che da solo vale la visita, è una grotta che si sviluppa in lunghezza fino a quelle che erano le stalle. Le pareti presentano cavità e protuberanze naturali o ricavate dall’uomo. Anche qui cucina strettamente legata al territorio; il gradito benvenuto è rappresentato dal famoso pane di Matera condito con olio di Majatica di Ferrandina. Per primo, se volete assaporare qualcosa di veramente tipico, consigliati i capuntini con cicorielle e peperoni cruschi di Senise su passatina di fave. Tra i secondi, oltre alle proposte di carne, non mancano piatti di pesce; da non trascurare la selezione di formaggi locali.
  6. ristorante-francescaRistorante Francesca (vico Bruno Buozzi 9 – Matera). Altro gioiello incastonato trai Sassi è il Ristorante da Francesca. Atmosfera intima con azzeccate scelte cromatiche, come le sedie viola che creano un inaspettato ma piacevole contrasto con le pareti chiare scavate nel tufo. Cucina lucana leggermente rivisitata. Impossibile non cedere alla tentazione dei tantissimi antipasti proposti. Buoni i primi, così come le carni, particolarmente apprezzata la tagliata di vitello, da abbinare magari ad un buon Aglianico del Vulture.
  7. la-locandieraLa Locandiera (corso Umberto I 194 – Bernalda, Matera). Da Matera ci spostiamo verso il mar Ionio. In piena Magna Grecia, a pochi chilometri dalle Tavole Palatine, c’è Bernalda, uno dei centri più suggestivi della provincia e paese frequentato spesso dal regista Francis Ford Coppola, la cui famiglia era originaria di queste parti. La Locandiera è il regno delle sorelle Gallotta: una trattoria nella sostanza ma con l’anima da grande ristorante. Cucina di terra, tradizionale, saporita: si va dalla ciambotta alle orecchiette con mollica cime di rapa e salsiccia pezzente, fino alla pastorale di agnello cotta in pignata. Ricette complesse realizzate con maestria e una particolare attenzione alla presentazione dei piatti. Imponente la carta dei vini con diverse bottiglie di pregio.
  8. la-mangiatoiaLa Mangiatoia (via Giotto 23 – Rotondella, Matera). Da anni sulle guide Slow Food, La Mangiatoia è l’indirizzo più indicato per chi vuol spingersi in quell’ultimo pezzo di Basilicata, a ridosso dello Ionio, prima dell’inizio della Calabria. Una trattoria a conduzione familiare per godere di ospitalità e sapori casalinghi, ingredienti genuini e un rapporto qualità-prezzo davvero convincente. Da provare i Frizzul con la mollica o il pastizz’, un calzone ripieno di carne di maiale.
  9. luna-rossaLuna Rossa (via Marconi 18 – Terranova di Pollino, Potenza). Se la gran parte dei ristoranti della Basilicata non si discosta dalla tradizione, lo chef Federico Valicenti riesce addirittura a scavare fino a toccare le radici della gastronomia lucana. Vero e proprio filosofo del cibo o, come ama definirsi, cibosofo, alla Luna Rossa Valicenti propone ricette tramandate nei secoli per via orale. Preparazioni che rivelano quanto geniale sia, nella sua semplicità, la cucina della fame, di cui il mischiglio è un esempio illuminante: una pasta realizzata con farine di cereali antichi e legumi. Abile a sfruttare la straordinaria biodiversità del Parco Nazionale del Pollino e delle zone circostanti, Valicenti nutre un rispetto profondo per le materie prime tanto da usare con parsimonia perfino il sale. Una sezione del menu è dedicata alle ricette medievali. Altri piatti invece, particolarmente elaborati, vanno prenotati in anticipo, tra questi il Grattonato (trippa tritata con uova, pepe, formaggio, allungato in brodo di carne) e la Coscia d’a zita (coscia di agnello, con spezie tipica dei pranzi nuziali).
  10. ristorante-da-peppeDa Peppe (corso Garibaldi 13 – Rotonda, Potenza). Restiamo nel Parco Nazionale del Pollino per l’ultima tappa del nostro tour in Basilicata. Rotonda è un piccolo centro al confine con la Calabria ed è famoso, dal punto di vista gastronomico, per la melanzana rossa e il fagiolo poverello. Tipico della zona è anche il paddraccio, un formaggio caprino. Tutti questi prodotti eccezionali sono i protagonisti assoluti dell’ampia selezione di antipasti della casa. Per primo da provare i ravioli alle punte d’ortica; per secondo invece carni locali di allevamenti non intensivi o, in alternativa, il baccalà. A unire idealmente il nord ed il sud della regione la carta dei vini con l’immancabile Aglianico del Vulture.

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