Insalate in busta: la comodità è pericolosa?

24 novembre 2016

Chi non ha mai comprato insalata pronta in busta alzi la mano. Certo, sarebbe sempre opportuno acquistarla fresca dal nostro banco di fiducia, ma la comodità di avere ortaggi già predisposti all’uso e al condimento attrae e ci porta spesso a propendere per la versione in busta. E se vi dicessimo che la plastica dei sacchetti, unita all’umidità, non fa altro che alimentare il rischio di salmonella? A rivelarlo è una ricerca dell’Università di Leicester. Gli studi hanno dimostrato infatti che i batteri presenti nelle foglie di insalata in busta si moltiplicano assai velocemente, nutrendosi del liquido rilasciato dalle foglie stesse una volta tagliate: da 100 a 100 mila in soli in cinque giorni, anche se conservata in frigorifero.

lavare l'insalata

Arrivati a questo punto, lavarla con l’acqua non sarà più sufficiente. I germi sono potenti e numerosi quanto basta per contrarre l’infezione. Cosa fare quindi? Siamo costretti a rinunciare del tutto alla praticità del bell’e pronto, a cui va almeno riconosciuto il fatto di salvare pranzi e cene last second? Per fortuna no ma è bene adottare tutte le precauzioni. Vi consigliamo di non tenere l’insalata in busta troppo a lungo nel frigorifero, di comprare quella con data di scadenza più distante possibile e cercare di consumarla il giorno stesso dell’acquisto.

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