Come degustare un’ottima birra in 15 semplici mosse

28 novembre 2016

Sapreste distinguere una Leffe Blonde da una Leffe Triple? E una Leffe Royale Cascade Ipa da una Leffe Rituel 9°? Intuitivamente valuterete il colore, gli aromi e infine il gusto delle birre. In poche parole vi affiderete ai vostri sensi. La degustazione altro non è che un’analisi sensoriale che permette di valutare le caratteristiche di una birra attraverso vista, olfatto, gusto e sensazioni boccali. Scopriamo allora come degustare un’ottima birra in 15 semplici mosse.

  1. bicchieri birraScelta del bicchiere. Ogni stile di birra ha il suo bicchiere, tuttavia per facilitarvi il compito potreste decidere di utilizzarne uno prettamente da degustazione capace di rendere ancor più evidenti le caratteristiche delle birre.
  2. Analisi visiva: la schiuma. La schiuma è davvero importante in quanto svolge una funzione protettiva. Analizzandola bisogna tenere conto del colore, della consistenza, della persistenza e dell’aderenza al bicchiere.
  3. Analisi visiva: la birra. Dopo la schiuma, si passa al liquido vero e proprio della birra. In questo caso il colore ci fornirà indicazioni sui malti utilizzati, la limpidezza invece ci dirà soprattutto se è stata sottoposta a filtrazione.
  4. Analisi visiva: fluidità. Roteate il bicchiere e fate girare la birra che si presenterà più o meno fluida. Questa tecnica servirà a farvi un’idea del corpo della birra che andrete poi a verificare al momento dell’assaggio.
  5. Analisi olfattiva: intensità. Dopo l’analisi visiva, mettiamo il naso nel bicchiere per apprezzare aromi e profumi. Prima però bisogna valutare l’intensità degli stessi. Ci sono birre che esprimono sensazioni intense e altre che invece risultano meno esuberanti.
  6. Analisi olfattiva: il riconoscimento degli aromi. Le sensazioni olfattive di una birra derivano dalle materie prime o dall’azione dei lieviti.  Per descrivere tali profumi faremo dei collegamenti con il nostro bagaglio di memoria. Avremo ad esempio sentori dovuti ai malti che possono ricordarci il miele o il tostato; grazie ai luppoli avvertiremo note erbacee, resinose, terrose, di frutta tropicale eccetera; sensazioni floreali o fruttate deriveranno dalla fermentazione.
  7. Analisi olfattiva: complessità. Si tratta di una valutazione prettamente quantitativa delle sensazioni odorose di una birra che andremo a definire più o meno complessa in base alla ricchezza e alla varietà del profilo aromatico.
  8. Analisi olfattiva: difetti. Muffa, cartone, solfuri sono alcuni dei difetti più evidenti che si possono riscontrare. Esistono poi delle sensazioni gradite solo in determinati stili. L’esempio classico è il profumo di banana matura, tipico delle Weizen ma assolutamente fuori luogo in quasi tutte le altre tipologie di birre.
  9. Analisi gustativa: l’assaggio. Finalmente è giunto il momento dell’assaggio. Impegniamo tutte le papille gustative e il palato con la tecnica del palleggio passando la birra da un lato all’altro della bocca al fine di valutarne gusti e sensazioni tattili.
  10. Analisi gustativa: valutazione intensità e persistenza. Una birra può risultare in bocca, come al naso, più o meno intensa. Per quanto riguarda invece la persistenza ci baseremo sulla durata delle sensazioni gustative e boccali.
  11. Analisi gustativa: equilibrio. Mentre gli odori sono migliaia, i gusti che riusciamo a percepire sono solo 5. Umami e salato sono riscontrabili in rarissimi casi in una birra. Generalmente andremo a valutare l’equilibrio tra il dolce dovuto ai malti e l’amaro apportato dai luppoli. L’ultimo gusto da tenere in considerazione è l’acido che può interagire con gli altri due.
  12. Analisi delle sensazioni boccali. La tecnica del palleggio ci permette di capire quanto sia corposa una birra. Avvertiremo inoltre l’eventuale astringenza della stessa e percepiremo la presenza dell’anidride carbonica. Riusciremo poi a farci un’idea dell’alcol contenuto grazie alla sensazione di calore che la birra esprimerà una volta bevuta.
  13. Analisi retrolfattiva. Bevendo sentiremo nuovamente gli aromi della birra ma questa volta per via retrolfattiva. Con tutta probabilità ritroveremo le stesse sensazioni che abbiamo avvertito al naso ma non sono escluse sorprese.
  14. birraValutazione dell’armonia. Per armonia di una birra si intende la coerenza tra le sensazioni derivanti dalle diverse analisi sensoriali. Vista e olfatto ci forniscono informazioni che ci consentono di farci un’idea di ciò che troveremo al momento dell’assaggio. Se tali previsioni verranno confermate al gusto parleremo di una birra armonica.
  15. leffe-royaleValutazione finale. Siamo giunti alla fine della nostra degustazione ed è il momento di dire la nostra. Il degustatore non si limiterà ad esprimere il proprio gradimento personale ma valuterà la birra in maniera oggettiva, anche in base all’aderenza allo stile dichiarato.

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