Le guide di Agrodolce: dove mangiare a Chinatown

28 novembre 2016

Ogni città che si rispetti ha le sue zone di confine. Chinatown a Milano è stata per tanto tempo una zona della città di cui parlare, da visitare, ma non troppo: il vecchio borgo degli Ortolani viveva grandi contrasti. Oggi è una realtà in fermento quanto e più di prima: oltre ai tanti negozi di abbigliamento e alimenti esotici ci sono bar, ristoranti, librerie, palestre, karaoke: basta non fermarsi alle apparenze per scoprire che anche tra le chincaglierie brillano dei diamanti, specialmente quelli mangerecci.

  1. vecjo friulOstarìe Vecjo Friul (via Rosmini, 5). Nonostante il nome, di friulano resta solo l’insegna, un galletto posto all’ingresso delle vecchie trattorie al confine verso la Slovenia. Dentro l’osteria, il ritmo è un misto tra la vecchia trattoria di quartiere – con il legno e le bottiglie alle pareti e i tavoli stretti – e il baretto del jazz di qualche angolo di mondo. Il Vecjo lo trovate sempre tra i tavoli e i gruppetti di musica, che allietano le serate tra un piatto di formaggi del Boscasso e qualche vino di nicchia. Il posto perfetto per rilassarsi dopo una giornata frenetica.
  2. Corey'sCorey’s Soul Chicken (via Paolo Sarpi, 53). Chinatown non sarebbe la stessa se non facesse dell’accoglienza la propria marca distintiva. Ecco perché Corey’s Soul Kitchen non poteva scegliere altro posto: un gigante americano che, rispolverata la ricetta di famiglia, si mette ai fornelli per friggere alette e patatine fritte – quelle fantastiche tagliate grosse e con la buccia – non poteva andare altrove che da queste parti. Provatelo insieme all’insalata di patate con maionese, senape e spezie, oppure con i fagioli al pomodoro piccante: li avrebbe adorati anche Bud Spencer.
  3. Hua Cheng (via Giordano Bruno, 13). Non saremmo a Chinatown se non si potessero provare anche ottimi ristoranti cinesi. Uno fra tutti merita una menzione d’onore: se non vi fate intimorire da un ambiente spartano e da un menu redatto con numeri, lettere e ideogrammi, il più è fatto: dalla medusa agli intestini di maiale, dalle zuppe ai tanti piatti a base di tofu, dovrete solo lasciarvi guidare dalla curiosità senza grande timore di alleggerire troppo il portafoglio.
  4. Ravioleria SarpiRavioleria Sarpi (via Paolo Sarpi, 27). Il posto di cui tutti hanno parlato negli ultimi mesi, e a ragione. Frutto della collaborazione tra un simbolo di italianità, quel Walter Sirtori che ha fatto della ricerca di prodotti di qualità e territorio il proprio marchio di fabbrica, e un giovane italo-cinese di studi eccellenti, oggi spaccia a bordo strada i migliori ravioli della città: solo ingredienti sceltissimi, solo preparazioni espresse o quasi, solo mani esperte a chiudere i ravioli e tagliare le verdure del ripieno. La fila – anche quella purtroppo – fa parte dell’esperienza.
  5. cantine isolaCantine Isola (via Paolo Sarpi, 30). Uno di quei posti che fanno di Milano un posto da vivere per strada. Un posto piccolo, tante bottiglie che spuntano dagli scaffali, quell’aria trascurata di chi sa di avere un fascino senza tempo: alle Cantine Isola basta poco per essere ricordati per sempre. Fermarsi per un bicchiere rapido, una chiacchiera in compagnia, una bottiglia per la cena, e poi via: ad una certa si chiude bottega, la notte è giovane.
  6. giuliano1Da Giuliano (via Paolo Sarpi, 60). Parliamo di pizza, ma non quella napoletana. Pizza al trancio, come si mangia da queste parti, con coltello, forchetta e tanta mozzarella a straripare dalla pasta lievitata, sempre croccantina sul fondo. Le uniche concessioni, le dimensioni: mezza, normale, abbondante. Per il resto, birra e qualche affettato a far compagnia alla serata.
  7. Hallbar (via Paolo Sarpi, 60). Il bar che gioca a fare il grande: apertura diversa dal solito, ma soprattutto cucina vera e propria che sfornella ogni giorno 5 o 6 piatti diversi, di stagione e di gusto. Oltre al brunch della domenica, quello che merita sono il gusto della tavola e quei concertini che non ti aspetti.
  8. tang gourmetTang Gourmet (via Paolo Sarpi, 17): qui gli avventori hanno la possibilità di accomodarsi all’interno, ma chi passa nella via o aspetta di ritirare la propria ordinazione può ammirare i cuochi al lavoro attraverso l’ampia vetrina che affaccia sulla cucina. Da Tang Gourmet ravioli e noodles sono fatti in casa, spesso preparati solo al momento dell’ordinazione. I prezzi sono mantenuti bassi grazie al servizio essenziale: si ordina alla cassa, si paga e si attende il piatto al tavolo che ciascuno apparecchia da sé.
  9. Mt. Time. Il forno orientale di via Paolo Lomazzo 10, è un luogo particolare. Le pareti e l’isola centrale sono arredate da decine di dolcetti dagli ingredienti insoliti, fra cui fagioli, tè matcha e persino carne affumicata: ideale per chi ama il gusto agrodolce. Tutti i dolci, sfusi o confezionati, sono preparati e impacchettati nel laboratorio sul retro.
  10. qqteaQQTea (via Paolo Sarpi, 47). Il bubble tea è una specialità originaria di Taiwan che sta conoscendo sempre più estimatori in città. In questo locale, specializzato in bevande variopinte, potrete trovare un ottimo Milk Bubble Tea e anche la variante violacea e delicata al taro.

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