Cucina giapponese: cos’è un okonomiyaki?

29 novembre 2016

Sebbene la cucina giapponese sia ricca di proposte culinarie, sia dolci che salate, degne di essere conosciute e assaggiate, spesso l’interesse degli occidentali si limita esclusivamente al sushi e al ramen.non solo sushi e ramen: la cucina giapponese si compone di tantissimi piatti e ricette Ma c’è un piatto che in Giappone va per la maggiore: stiamo parlando dell’okonomiyaki, anche chiamato Okonomi-Yaki, tipico delle zone di Kansai e Hiroshima. Si tratta di una frittella a base di farina di frumento e altri ingredienti, tra cui uova, acqua e foglie di verza, ricoperta in diversi modi, dalla carne alla verdura, in base alla regione di provenienza. Nato prima della Seconda Guerra Mondiale, si suppone che l’okonomiyaki sia il parente più prossimo di una ricetta simile, che veniva però preparata solo in occasione delle celebrazioni buddiste di Funoyaki; successivamente passò dall’essere uno snack per bambini a un vero e proprio pasto principale, da preparare a casa o da mangiare in locali specializzati che, agli inizi degli anni ’40, si concentrarono principalmente a Osaka e nella zona di Hiroshima, dove possiamo trovarli tutt’oggi.

okonomiyaki

Come dicevamo, l’impasto dell’okonomiyaki si diversifica da zona a zona: a Kansai e Osaka la base di farina di frumento si arricchisce con nagaimo (varietà di patata dolce), acqua, uova e cavolo oltre a cipolle, carne di maiale, pesce e formaggio. In quel di Hiroshima gli ingredienti dell’okonomiyaki sono gli stessi ma invece di essere mescolati come a formare una frittata, vengono cotti a strati; in più il gusto del cavolo è molto più presente. A Tokyo, nonostante l’okonomiyaki non sia poi così diffuso, la preparazione è simile a quella di Osaka con una sola differenza: nell’impasto, al posto dell’acqua, viene usato il brodo dashi. In tutti i casi, la maionese fa da regina.

okonomiyaki

Viene usata in dosi massicce nei vari tipi di okonomiyaki insieme all’omonima salsa, la okonomiyaki appunto, caratterizzata dal sapore deciso e marcato, dovuto alla presenza di soia e funghi shiitake. Ma l’impasto non è il solo ad essere ricco e sostanzioso, anche la preparazione è davvero particolare: si cucina infatti su una griglia rovente o direttamente a tavola sul teppan, griglia portatile, grazie alla quale ognuno può elaborare il proprio pancake giapponese come meglio crede, togliendo o aggiungendo i componenti in base a gusti e preferenze. Viene poi girato con una spatola apposita (nella versione di Tokyo si usano le bacchette). Come viene servito? Nella zona di Kansai e Hiroshima, l’okonomiyaki si taglia a dadini mentre a Tokyo lo si divide a spicchi: non a caso è chiamato pizza alla giapponese. Assolutamente da provare. E voi? Quale tra le varianti elencate assaggereste per prima?

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