Chef e Pizza Chef Emergente Nord 2017: ecco i vincitori

30 novembre 2016

Dopo il trionfo dell’edizione romana, Cooking for Art ha stupito anche a Milano: per la prima volta allo spazio W37, si è tenuta la tre giorni di cibo di eccellenza e di alta cucina organizzata da Witaly, con il giornalista e critico gastronomico Luigi Cremona e Lorenza Vitali in testa. Tre giorni di eccellenze alimentari ma anche di competizioni tra chef e pizza chef emergenti del Nord Italia che ci hanno lasciati con una certezza: i giovani talenti aumentano in modo esponenziale e con loro cresce anche la tecnica culinaria.

Chef Emergente Nord Italia

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Gli chef emergenti che abbiamo visto dietro i fornelli di Cooking for Art Milano sono stati 16, tutti under 30, che per tre giorni hanno cucinato, dando il meglio di sé, e hanno raccontato la propria filosofia in cucina. I vincitori sono stati Michele Lazzarini del ristorante di Norbert Niederkofler St. Hubertus di San Cassiano (BZ), che come piatto finale ha preparato una Tartare di coregone, sambuco e vino di Terlano. Ex equo, invece, Davide Caranchini del Materia di Cernobbio e Stefano Bacchelli del Tosca di Ginevra. Il primo ha creato un piatto con Ravioli di formaggio caprino e purea di zucca fermentata, estratto di cavolo nero e succo di pepe nero di Sarawak, mentre il secondo ha giocato con i sapori presentando dei Bottoncini di anguilla con gel di carpione e consommé di cipolle.

Pizza chef Emergente Nord Italia

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I migliori giovani pizzaioli del settentrione, invece, si sono affrontati davanti a una giuria di maestri della pizza (napoletani e non) d’eccezione: a valutare l’operato dei pizza chef emergenti Nord Italia, infatti, c’erano pizzaioli del calibro di Ciro Salvo, Gino Sorbillo, Guglielmo Vuolo insieme a esperti del settore come Enrico Bianchini, Giancarlo Casa, Davide Fiorentini e Corrado Scaglione (oltre alla sottoscritta!). Sabato e domenica abbiamo visto sfilare un totale di 8 pizzaioli in gara per la finale con un tema fisso, la pizza margherita. In queste prime due giornate i migliori sono stati Nicolò Servadei della pizzeria O’ Fiore Mio di Faenza e Matteo Finazzi del Brian di Caorle per prima giornata, Matteo Attianese della Cascina dei Sapori di Rezzato e Indrit Haraciu di Berberé Milano si sono invece qualificati nella seconda giornata.

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Dopo il confronto ad armi pari con la margherita, la finale di lunedì, invece, ha lasciato spazio alla fantasia. A vincere alla fine è stato Nicolò Servadei con una pizza veg composta da bieta croccante, cavolo viola, patate, zucca, barbabietola e completata con un goccio di agro di mosto. Insieme a lui ha vinto anche Indrit Haraciu che con soli ingredienti biologici ha conquistato il palato dei giurati. Zucca di Chioggia, fiordilatte, porcini e parmigiano a scaglie 24 mesi erano gli ingredienti della pizza presentata.

Le migliori botteghe di Milano

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Noi di Agrodolce, invece, abbiamo voluto dare un riconoscimento alle 100 botteghe che ogni giorno con il proprio lavoro fanno assaporare ai milanesi e non prodotti di grande qualità. Tra queste, la bottega milanese che ha vinto il premio Miglior location è stata Peck, in via Spadari. Il premio Miglior servizio è stato assegnato alla pasticceria Panarello, che da molti anni in diversi punti vendita sparsi per la città delizia i passanti con il suo cannoncino. L’ultimo premio attributo da una giuria composta di editor di Agrodolce riguardava invece la Miglior selezione dei prodotti: il vincitore è la Baita del Formaggio, in via Paolo Sarpi. La parola finale sulla migliore Bottega di Milano è stata lasciata al pubblico, che ha votato sulle pagine social di Witaly la propria bottega del cuore: si tratta di Salumi e formaggi dei fratelli Giancola, in via San Gottardo, amato per la selezione dei prodotti ma anche per la cortesia infinita di chi sta dietro al banco.

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