Roma: le 12 (+2) migliori nuove aperture del 2016

20 dicembre 2016

Come ogni anno, anche il 2016 ha portato una ventata di novità nel panorama della ristorazione a Roma. In un mercato avido di nuove aperture, ma non sempre pronto ad accoglierle, cerchiamo di stilare una lista delle proposte più interessanti che sono nate, o si sono affermate, in questi ultimi mesi. Nessuna classifica, solo 12 indirizzi (più 2) in ordine sparso, che per originalità, qualità o coraggio imprenditoriale, hanno aggiunto qualcosa all’offerta della Capitale.

  1. panificio-bonci-mercato-centrale-3Mercato Centrale (Stazione Termini). L’apertura più consistente e rumorosa del 2016: il format vincente del Mercato Centrale di Firenze riproposto a Roma Termini. I nomi coinvolti sono noti e di grande affidabilità: Bonci, Liberati, Glowing, Callegari e altri. Investimento importante, sfida senza dubbio coraggiosa e il merito di aver dotato la stazione Termini di un’offerta gastronomica di tutto rispetto.
  2. sbanco22Sbanco (via Siria, 1). Anche qui c’è lo zampino di Stefano Callegari con le sue pizze dall’impasto eccezionale e i condimenti audaci. I fritti in poco tempo sono già diventati una vera leggenda; selezione di birra artigianale ampia e di grande pregio curata da Marco Pucciotti (già titolare di Epiro e Barley Wine) e infine, in cucina, la giovane chef Sarah Cicolini che permette a Sbanco di andare ben oltre la proposta tipica di una pizzeria.
  3. la-punta-agaveria-romeAgaveria La Punta (via di S. Cecilia, 8). Dopo una serie di viaggi in Messico per approfondire la conoscenza della gastronomia locale e dei distillati (mezcal soprattutto), i ragazzi del Jerry Thomas e del Freni e Frizioni si sono lanciati in questo progetto congiunto. L’obiettivo: portare a Roma quanto di buono hanno appreso nel paese centro americano. Scontato il buon risultato per i miscelati, sorprendentemente all’altezza anche l’offerta culinaria con piatti classici ed altri rivisitati.
  4. pigneto 1870Pigneto 1870 (via del Pigneto, 25). Dopo la chiusura di Inopia, Andrea Dolciotti ha cambiato quadrante cittadino andando ad arricchire l’offerta dell’isola pedonale del Pigneto. Locale informale con circa 25 coperti e altrettanti all’esterno, una proposta ristretta e attenta alla stagionalità dei prodotti. Ricette in cui lo chef dà sfogo alla creatività e alla sua ben nota abilità tecnica nelle cotture e nella trasformazione delle consistenze delle materie prime. Ulteriore punto a suo favore il menu degustazione a soli 38 euro.
  5. zuma sushiZuma (via della Fontanella di Borghese, 48). Il decimo ristorante della catena di Rainer Becker e Arjun Waney rappresenta un’incoraggiante spiraglio di internazionalità a Roma. Location di grande prestigio all’ultimo piano di Palazzo Fendi in pieno centro e con due terrazze dalla vista mozzafiato. Qualità del cibo, servizio attento e prezzi sorprendentemente accessibili sono il format di Zuma riproposto fedelmente anche a Roma.
  6. fass & caskFass & Cask (via Fanfulla da Lodi, 3/a). Una realtà originale e diversa nell’ambito dei locali di birra artigianale, Spazi ampi distribuiti in diverse sale ed un piacevole giardino esterno. Come suggerisce il nome, le birre vengono spillate solo ed esclusivamente a pompa dai fusti o a caduta dalle botti. Per quanto riguarda il cibo l’idea è di riproporre l’offerta di una fraschetta con carne e salumi genuini, latticini, formaggi e verdure di piccole aziende.
  7. solo-crudo-prati-2Solo Crudo Prati (via Federico Cesi, 22). Non bastava vegano, addirittura crudista! Solo Crudo a Prati è un ottimo esempio di locale che riesce a far cadere ogni tipo di pregiudizio. Una valida alternativa per tutti: piatti belli a vedersi e soprattutto gustosi, a prova di onnivoro. Estremamente convincente anche la proposta a pranzo con un menu a prezzo molto competitivo.
  8. o'vinoO’vino (via Pesaro, 8). Se ci fosse un premio per il rapporto discrezione-qualità, questa osteria lo vincerebbe a mani basse. Nessuna comunicazione urlata ed una presenza su web e social che definire timida è un eufemismo. Ci perdoneranno per averli inseriti in questa lista? O’vino bada alla sostanza e riesce a stupire e conquistare il pubblico grazie ad un’ottima cucina che rivisita la tradizione romana, senza paura di proporre ricette originali.
  9. mama yaMaMa-Ya Ramen (via Ostiense, 166/a). Con notevole ritardo rispetto ad altre città europee, anche a Roma cominciano a sorgere locali dedicati al ramen, la tipica zuppa giapponese con noodles in brodo di carne o pesce. Tra questi vi è MaMa-Ya, che avvalendosi della consulenza dello chef stellato Kotaro Noda (Bistrot 64), propone un buon ramen riponendo la giusta attenzione alle materie prime e alla loro stagionalità.
  10. Tordomatto (1)Tordomatto (via Pietro Giannone, 24). Un gradito ritorno, lo chef Adriano Baldassare è di nuovo a Roma reduce dalla sua esperienza in India. Il suo nuovo ristorante, Tordomatto, si trova al Trionfale e propone una cucina di alto livello a costi tutto sommato contenuti, con una buona carta di vini naturali e un servizio non troppo formale. I grandi classici dello chef sono ancora attuali, ma da Zagarolo a Mumbai la strada è lunga ed inevitabilmente il menu ne esce arricchito.
  11. filodolioFilodolio (via Tripolitania, 147). Mentre la conoscenza e l’attenzione nei confronti del vino sono da qualche decennio patrimonio della nostra cultura, c’è molto da fare per l’olio extravergine. Filodolio, nuovo ristorante del quartiere africano, con un approccio quasi didattico pone al centro della sua offerta proprio gli oli italiani evidenziandone le differenze dei profili aromatici in un menu focalizzato sul corretto abbinamento con gli ingredienti.
  12. ellaElla Frisa Urbana (via Marco Aurelio, 30). Il primo merito di Ella è quello di aver puntato su una zona di pregio come il Celio, in cui esiste già qualcosa di interessante ma che necessita di un lancio definitivo. Locale di ristorazione veloce, ampia scelta di ricette creative adagiate su friselle pugliesi ed una vocazione tutta al femminile nella scelta dei prodotti. Inoltre Ella è anche una factory con l’obiettivo di aiutare e ospitare produttori e artigiani in cerca di supporto o semplicemente di una vetrina.

Menzioni speciali

giulio terrinoni

Come promesso la lista sarebbe stata di 12 indirizzi più un paio di menzioni speciali, ovvero due importanti realtà che si sono consacrate durante quest’anno ma che, ad esser precisi, hanno aperto i battenti sul finire del 2015. Per Me di Giulio Terrinoni (vicolo del Malpasso, 9): sembra la storia di quei cantanti che lasciano il gruppo per il proprio progetto solista e fanno subito centro con album fantastico. Per Me è la grande prova di personalità di uno chef già affermato come Giulio Terrinoni, che mette al centro sé stesso uscendo dalla comfort zone della sua precedente esperienza da Acquolina. Risultato: stella Michelin al primo anno di attività.retrobottega

Retrobottega (via della Stelletta, 4) è stata una delle novità più convincenti: uno staff giovane ma dall’esperienza importante, gestisce questo laboratorio gastronomico in maniera molto informale. Gli chef sono a contatto diretto con i clienti ed il servizio, ridotto ai minimi termini, consente di tenere molto calmierati i prezzi a fronte di una qualità elevata. Aperto tutto il giorno, proposta variabile e menu degustazione molto intrigante.

Da questa lista, sicuramente non esaustiva, balza agli occhi un dato lampante: nella gran parte dei casi più che di nuove aperture si tratta di ri-aperture o progetti paralleli di chef o imprenditori già affermati. Insomma la ventata di novità, nella sostanza, va un po’ ridimensionata.

Clicca qui per visualizzare la mappa

Lascia il tuo commento

I commenti degli utenti