Roma riscopre il cottìo: il 23 dicembre al Mercato Pinciano

21 dicembre 2016

Un tempo a Roma si faceva così:il cottìo è la tradizionale vendita del pesce che precede il cenone della Vigilia il giorno dell’antivigilia ci si alzava la mattina presto e si andava ai mercati generali dove, il 23 e il 24 dicembre, avveniva quello che era definito il cottìo, la tipica vendita all’asta del pesce a poche ore dal cenone della Vigilia. Era un evento che richiamava tutti, senza distinzione di rango: si abbassavano le barriere sociali e ognuno, dal più ricco al ciabattino, si barcamenava tra i banchi in cerca del pesce migliore. E se per il ricco problemi non ce n’erano, i popolani dovevano arrangiarsi alla bell’e meglio. C’era poi chi, il pesce, proprio non poteva permetterselo. Anzi, a quei tempi, nell’Ottocento, era un lusso concesso a pochi: i venditori, allora, prendevano e donavano gratuitamente cartocci di frittura.

pesce fresco

Una bella storia, un’occasione di condivisione rimasta impressa ancora nelle menti nostalgiche dei nostri nonni, poi persa col passare degli anni. Fino a oggi. Francesco Pesce e Fabrizio Darini, gli organizzatori del food festival annuale Culinaria, hanno deciso – grazie al patrocinio del Comune di Roma e dell’Arsial, l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio – di riportare in auge quest’usanza ormai scomparsa, rendendola allo stesso tempo solidale e attraente. Un cottìo 2.0 potremmo definirlo. L’appuntamento è per venerdì 23 dicembre dalle ore 12:00 alle ore 15:00 al Mercato Pinciano di via Giovanni Antonelli a Roma.

Roy Caceres

Roy Caceres

A essere protagonista sarà, ovviamente, il pesce, che passerà nelle sapienti mani di due guest star d’eccezione: Roy Caceres di Metamorfosi e Giulio Terrinoni di Per Me, entrambe realtà ai vertici della gastronomia romana, tra le più interessanti e vivaci sulla scena. Insieme a loro anche gli chef di tre trattorie del territorio, Urbana 47, Enzo al 29 e L’Oste della Bon’Ora che realizzeranno ricette della tradizione insieme ai coprotagonisti dell’evento: oltre al pesce infatti, insaporiranno le varie preparazioni anche i fagioli borbontini (provenienti da Borbona, comune del reatino colpito dal sisma, con lo scopo di sostenere le aziende agricole laziali delle zone terremotate). Forchetta in una mano e portafoglio nell’altra, i partecipanti potranno assaggiare i piatti preparati in cambio di una donazione libera, destinata alla Comunità di Sant’Egidio. Un’iniziativa originale, che coniuga l’aspetto solidale e la tradizione di una consuetudine che fu; il tutto reso speciale da un tocco gourmet (che non guasta mai).

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