Come (non) vuole la tradizione: panettoni e pandori con olio di palma

22 dicembre 2016

Pandori e panettoni. Di questi tempi non ne avremmo mai abbastanza. Morbidi, eterei, dolci. Sempre meglio se artigianali, alveolati, lievitati per ore, anzi, giorni ma – diciamocelo – buoni sempre, senza eccezione, anche quelli che troviamo impilati tra gli scaffali dei supermercati.da qualche anno si producono, oltre ai pandori e ai panettoni tradizionali, anche versioni farcite con ogni sorta di ripieno Perché se è vero che la produzione industriale pecca di qualità, è altrettanto vero che la ricetta rimane quella tradizionale di burro, uova e lievito, con tanto di disciplinare a regolarne gli ingredienti, permessi e non. Eppure c’è qualcosa che non torna. Fateci caso: alle numerosissime scatole di marchi di pandori e panettoni più o meno conosciute, se ne sono aggiunte, negli ultimi anni, altre altrettanto numerose di (pseudo) pandori e panettoni ripieni di ogni sorta di farcitura. Da Balocco e il panettone con crema al cioccolato a Motta, con quello alla crema gianduia e gocce di cioccolato, fino a Bauli con il suo pandoro ripieno di crema al limoncello. E ancora Dais con il panettone al pistacchio e Maina che offre, oltre a quello classico, perfino il panettone alla zuppa inglese, proprio per non farci mancare nulla.

pandoro e panettone

Che dice il disciplinare in questi casi? In sostanza permette ai vari dolci arricchiti con creme e cremette di chiamarsi pandoro e panettone in relazione al peso dell’impasto base tradizionale, che non deve essere inferiore al 50%. Ma oltre a far storcere il naso a chi, panettone e pandoro li esige, al massimo, con canditi il primo e zucchero a velo il secondo, tutti questi ripieni rendono gli irresistibili dolci natalizi ancora più grassi e calorici. Complici i vari ingredienti, tra cui spicca il tanto temuto, criticato, ripudiato olio di palma. Paradossale se si pensa che è il disciplinare stesso a vietare l’uso di grassi diversi dal burro e dal burro di cacao. Eppure sul mercato si trovano anche panettoni vegani, come quello Schar, che contiene margarina vegetale, composta da palmisto, olio di colza e, appunto, olio di palma. E voi? Rimanete fedeli alla ricetta classica o cederete alla tentazione di provare le cremose alternative almeno una volta?

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