Natale: il kit di sopravvivenza per preparare qualsiasi cocktail

23 dicembre 2016

Meno di due giorni a Natale: regali, vini, cibo, addobbi, albero, presepe, centrotavola, vischio, pesce fresco, tutto quasi pronto, ma se voleste bere qualcosa prima del cenone? Se arrivano gli amici per una partita a tombolone e l’unica bevanda è il solito prosecchino dolce? Avete pensato a come organizzarvi? Avete controllato i bicchieri e rimpinguato le scorte di ghiaccio? E gli alcolici, avete controllato che non ci sia solamente il marsala per fare lo zabaione da servire con il panettone? Per fortuna ci siamo noi a farvi la lista della spesa per il kit di sopravvivenza da cocktail sotto Natale.

  1. ghiaccioGhiaccio. Ne avete messo in freezer? Non è abbastanza. Ne avete comprato una busta? Non è abbastanza. La misura giusta di solito è quella della vasca da bagno di casa: se è riempita di ghiaccio, allora siete a posto. Altrimenti è il caso di fare un salto allo spaccio sotto casa o di riempire tutti i vostri polaretti a forma di pinguino, babbo Natale, ciambella o fiorellino che sia. Se manca il ghiaccio, è inutile leggere il resto.
  2. bicchieri da cocktailBicchieri. Servire un cocktail – qualunque cocktail – è una forma d’arte: se il supporto della forma d’arte è un bicchiere di plastica cominciamo male. In fondo, anche il miglior piatto di Bottura avrebbe qualcosa in meno se non fosse servito su una ceramica della Hering Berlin. A mali estremi si accettano soluzioni di ripiego quali plastiche rigide e da festa, ma una attrezzatura minima comprende bicchieri tumbler alti e bassi, flûte e coppette da cocktail: Bond non avrebbe mai bevuto un Martini servito in un bicchiere da vino bianco.
  3. alcoliciAlcolici. Avere la stessa scelta di alcolici del vostro bar di fiducia è irreale, ma un buon padrone di casa sa cosa desiderano i suoi ospiti: tra un Americano di benvenuto e un Negroni da fine serata non corre troppa strada. Allora assicuratevi di avere a disposizione un buon bitter, del vermouth rosso, un gin come si deve, dello spumante, rum, whisky, vodka e tequila. Se poi foste già forniti anche di brandy, triple sec, cognac e grappa, potrete fare concorrenza alla maggior parte dei vostri bar di fiducia.
  4. bevandeSoft drink. Visto che parliamo di cocktail, avrete bisogno anche di qualche liquido non alcolico da miscelare. Ci vuole spazio e organizzazione, ma non trascurate di sistemare a portata di mano succo di pesca e di arancia, crema di cacao e di latte, sciroppo di canna, soda e una bevanda a base di chinotto: dallo spritz al Bellini, dall’Americano al Negroni, dal Cuba Libre all’Alexander fino al White Russian, più o meno siete in grado di gestire gran parte delle voglie alcoliche del parentame in visita.
  5. cocktailFrutta. Il fatto che esistano delle versioni ufficiali dei cocktail rende la vita del barista molto più semplice rispetto a quella del cuoco: se nell’Americano bisogna mettere la scorza di arancia non ci sono scuse, non metterla rende la preparazione una cosa diversa per definizione. Quindi non fatevi cogliere in errore dal maestrino di cocktail di turno, salvate un paio di arance e di limoni dalle decorazioni natalizie a centro tavola, procuratevi tre o quattro lime e un pacchetto di zucchero di canna, tenete da parte qualche grano di pepe, un cetriolo e della menta fresca e vedrete che quella scorzetta e quello spicchio cambieranno tutto.
  6. accessori da cocktailAccessori. Avete i bicchieri, gli alcolici e tutto il resto? È il momento di fare la differenza e chiedere un bel regalo per Natale: suggerite un muddler, un bar spoon, uno strainer, un bello shaker e un dosatore. Ne sarete felici voi e tutti i vostri affezionati bevitori.

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