L’Editoriale di Agrodolce: Caro 2017, ti scrivo

1 gennaio 2017

Caro, anzi carissimo 2017. Non vorremo metterti ansia, d’altronde sei appena arrivato. Mentre prendi posto in tutti i calendari del mondo, forse è il caso di scambiar un paio di battute leggere su quello che ci aspettiamo da te. No, ripeto, nessuna pressione. Si tratta in fondo di un piccolo elenco di cose che vorremmo per il tempo a tua disposizione, e che potrebbe tornarti utile durante lo scorrere dei mesi. Il tema è ovviamente gastronomico, quindi no politica, no decessi vip, no terremoto, no terrorismo. Su queste pagine si parla di robe da mangiare.

Massimo Bottura

Massimo Bottura

Il tuo collega uscente, il 2016, è stato un anno significativo dal nostro punto di vista: per la prima volta nella storia della The World’s 50 best Restaurants, un italiano di nome Massimo Bottura è stato eletto il miglior cuoco del mondo. Non era mai successo. C’è stata poi la prima versione all’aria-aperta del Salone internazionale di Slow Food (aka Salone del Gusto), da sempre chiuso nel Lingotto e a pagamento, quest’anno dislocato per tutta la città di Torino. Gran bella festa.

guida l'espresso 2017

Il 2016 è stato anche l’anno in cui la Guida de L’Espresso ha rivoluzionato i voti (da ventesimi a cappelli da 1 a 5), l’italianissimo Giovanni Passerini a Parigi è stato eletto dalla guida più cool d’Europa, Le Fooding, miglior cuoco di Francia, e, nota negativa, ci ha lasciato l’inventore dell’ovetto kinder, William Salice, che ogni bambino italiano ha amato a partire dal 1972.

Lista

Tu cosa pensi di fare? Voglio dire, credi di essere all’altezza o magari migliore del tuo predecessore? Noi naturalmente lo speriamo e per aiutarti a partire col piede giusto, eccoti la nostra lista dei desideri. E buon lavoro, 2017.

  1. Desideriamo: la fine della guerra tra vegani e carnivori
  2. O magari no, che a volte è divertente
  3. Maggiore consapevolezza globale rispetto al consumo consapevole di carne
  4. Meno allevamenti intensivi
  5. Più allevamenti etici
  6. Più Ramen per tutti
  7. Piu Tom Yam per tutti
  8. Più Pho per tutti
  9. Più rispetto per le cucine asiatiche e per le cucine del resto del mondo
  10. E, di conseguenza, meno egocentrismo degli italiani sulla nostra cucina
  11. Che NON È necessariamente la migliore del mondo
  12. Desideriamo non leggere mai più commenti sui ristoranti stellati del tipo:”Questi idioti pagano 200 euro per uscire con la fame e passare dallo zozzone a prendersi il panino”. Ecco, facciamo basta?
  13. Ognuno coi soldi ci fa quello che vuole
  14. Più rispetto per le cose che non si conoscono o che non si apprezzano
  15. Meno dibattiti sciocchi relativi alle ricette regionali
  16. Ci vuoi una punta d’aglio nell’Amatriciana? E METTICELA!
  17. Meno Cake Design e più torte della nonna
  18. Meno Cake Design e più pastarelle della domenica
  19. Meno Cake Design e più pizza al taglio alla romana
  20. Scoprire finalmente se si dica arancino o arancina
  21. Molti più arancini o arancine per tutti
  22. E più dignità per i Supplì, che se la cavano come le arancine in quanto a palle di riso fritte
  23. Più spazio alle nuove tendenze gastronomiche
  24. Ma senza dimenticare le cucine tradizionali
  25. Più fuoco nelle cotture
  26. Meno bassa temperatura. Molto, molto meno
  27. Meno chips a inizio pasto
  28. Meno spume
  29. Spugne
  30. Vellutate
  31. Creme
  32. Piccioni
  33. Nasturzi (finiranno prima o poi)
  34. Più brodi fatti in casa
  35. Più minestre nelle trattorie
  36. Più ristoranti di carni alla griglia di altissima qualità
  37. Desideriamo un incremento sostanziale dei mercati del contadino
  38. Desideriamo che la spesa delle famiglie venga fatta con criterio
  39. Con più cibi comprati direttamente da chi li produce
  40. E meno cibi preconfezionati e precotti
  41. O surgelati
  42. E molto meno spreco
  43. Vorremmo lezioni di educazione alimentare nelle scuole sin dalla materna
  44. Orti urbani per poter mostrare ai bambini di città che la frutta nasce effettivamente sugli alberi e la verdura è in effetti un prodotto della terra
  45. Maggiore consapevolezza sul bere ma sopratutto sul bere di qualità, sia vino sia birra sia miscelati
  46. Desideriamo che tutti capiscano che la qualità del cibo è GIUSTO pagarla
  47. Perché altrimenti chi la persegue non sopravvive
  48. E uccidere le eccellenze gastronomiche nazionali è un suicidio culturale
  49. Desideriamo che tutti capiscano che ogni grande prodotto e ogni grande pasto è un’esperienza memorabile
  50. In grado di cambiare la percezione della vita. In meglio.

Auguri per un magnifico anno da tutta la redazione di Agrodolce.

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