Temporary beer: 5 birre invernali da assaggiare

5 gennaio 2017

Una personalissima selezione delle migliori birre invernali, due dal Belgio e tre dall’Italia, da stappare durante i mesi freddi e arrivare felici e contenti alla primavera.alcune birre sono reperibili solo durante i mesi invernali Le prime tre, per questione di disponibilità, sono da considerarsi puramente invernali, se non precisamente natalizie; in fondo alla lista invece, troverete due chicche disponibili tutto l’anno, realizzate dai birrai Bruno Carilli per Toccalmatto e Marco Valeriani per Hammer, che, insieme ad altri 23 mastri birrai provenienti da tutta Italia, sono candidati al premio Birraio dell’Anno. Vi abbiamo incuriosito? Ecco un elenco di 5 birre artigianali da sorseggiare durante il lungo periodo invernale.

  1. pere-noel-birraPère Noël, De Ranke. Un grande classico dal Belgio che sfida le tradizionali kerst con il marchio di fabbrica De Ranke, la luppolatura. Che è comunque modesta ma evidente, se comparata ad altre birre natalizie. Ambrata, con un grande cappello di schiuma, la Père Noël di Nino Bacelle (birraio belga di origini italiane) stupisce con un naso di scorza d’arancia candita mixata a sentori erbacei che si sprigionano poi in bocca al primo sorso. E ancora, e ancora e ancora perché – è innegabile – questa birra da 7 % è decisamente beverina.
  2. birra-de-dolle-2Stille Nacht, De Dolle Brouwers. Il mito attorno a questa birra belga, disponibile solitamente da novembre in avanti ed esaurita nel giro di pochi mesi, rischia di oltrepassare la sostanza di ciò che è. Metto le mani avanti: è favolosa, da collezione e, pur essendo imprevedibile, è comunque e sempre una birra, fatta per essere bevuta e non venerata. La 2016 al naso ha un bouquet capolavoro di zucchero candito, pesca, ananas e albicocca disidratata; in bocca ritorna dolce ma leggermente acida, in supporto a una bevuta potente, con la frutta ad aprire le danze, dapprima secca, infine sotto spirito.
  3. Cintura d’Orione, Birrificio del Forte. Dalla meravigliosa costa toscana, in particolare da Pietrasanta in provincia di Lucca, arriva una birra simbolo delle festività invernali, proposta infatti solo in questo periodo dell’anno. Si chiama Cintura d’Orione che, come le altre del Birrificio del Forte, porta un nome altisonante ed estremamente legato alla cultura marinara. Ambrata, con la dolcezza della frutta caramellata, dell’uva passa, dei frutti canditi e del miele – senza tralasciare i 10 gradi alcolici – riesce a celebrare l’inverno nel migliore dei modi.
  4. gran-cru-birra-2Grand Cru, Toccalmatto. Una tripel italiana in puro stile belga, fatta però con un lievito saison, che regala una birra avvolgente, speziata, fruttata e dal lungo finale secco. Beverina, con ben 9 % e un alcol che si avverte, inutile negarlo, ma solo se tra un sorso e l’altro si temporeggia, chiudendo gli occhi e sognando un’abbazia (perché è questo che induce a fare). È quello che ci si aspetta dal birrificio Toccalmatto, che ci sta abituando bene agli ibridi di classe, in barba alla rigidità stilistica. (Disponibile tutto l’anno)
  5. Killer Queen, Hammer. Nel periodo invernale molti birrifici propongono birre speziate, tendenti al dolce e con una gradazione alcolica importante. Ve ne ho consigliate quattro, a mio parere, tra le migliori; l’ultima però è decisamente diversa. La Killer Queen del birrificio Hammer è una Double Ipa intensa, dal colore appena ramato. Chi ha confidenza con gli stili birrari sa che la promessa di questa birra è di schiaffeggiare a suon di luppoli, ma non è esattamente così. L’amaro è sicuramente un elemento importante ma ha più il ruolo di final boss dopo un lungo viaggio che di apripista. Prima di percepire le note aromatiche dei molti luppoli usati, infatti, questa birra passa in rassegna uno stuolo di agrumi, un esercito di frutta tropicale e in bocca anche un bel malto biscotto. Resina e amaro, a chiudere, sono la conferma che serve al palato dopo i bagordi delle festività. (Disponibile tutto l’anno).

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