Care’s 2017: alta cucina in Alta Badia dal 22 al 25 gennaio

11 gennaio 2017

Mangiare è una delle attività umane con il maggior impatto sull’ambiente. La caccia, la raccolta, l’allevamento e l’agricoltura hanno cambiato il volto stesso del pianetaal via dal 22 al 25 gennaio care's, il food festival legato all'etica e alla tutela ambientale: in pochi ci pensano ma quando ordiniamo al ristorante un merluzzo pescato a due oceani di distanza o acquistiamo cacao e banane, potremmo richiedere prodotti di monoculture che hanno distrutto un habitat naturale. Il confine fra utilizzo e sfruttamento è sottile: tutti dovremmo imparare a prenderci cura del pianeta che ci garantisce tanto le gioie per il palato quanto la semplice sopravvivenza. In particolare, lo dovrebbero imparare (sopratutto alcuni) chef che, giorno per giorno, scelgono cosa proporre nel loro menu. È questo il motivo che ha portato Norbert Niederkofler, due stelle Michelin per il ristorante St. Hubertus a San Cassiano e Paolo Ferretti a organizzare Care’s, la manifestazione fra le Dolomiti che prende la cucina e ne fa uno spunto per parlare di etica, di risorse energetiche e di tutela ambientale.

Norbert Niederkofler

Norbert Niederkofler

L’edizione zero si è svolta un anno fa, raccogliendo l’entusiasmo degli chef e dei giornalisti presenti; nel 2017 l’evento si sdoppia, con quattro giorni di incontri in Alta Badia a gennaio e altrettanti quattro giorni sull’isola di Salina, nel mese di maggio. Dal 22 al 25 gennaio, fra i comuni di Corvara, La Villa, San Cassiano e i rifugi Lagazuoi e Jimmy, si riuniranno 30 chef da 16 paesi e 6 continenti diversi per imparare a utilizzare fonti energetiche alternative, in modo da risparmiare acqua, riutilizzare gli scarti e riciclare i rifiuti. Le alte vette delle Dolomiti faranno da scenario a pranzi e cene aperti al pubblico, a lezioni di sci e a degustazioni guidate da esperti sommelier. I piatti proposti saranno preparati da chef a chilometro zero, come lo stesso Niederkofler o Alfio Ghezzi della Locanda Margon di Trento. Altri invece accorreranno dall’altra parte del mondo, come nel caso di Jock Zonfrillo, ricercatore in Australia dell’autentica cucina aborigena. Ci saranno anche Filippo La Mantia, cuoco siciliano approdato a Milano; Giancarlo Morelli, patron del Pomiroeu di Seregno e co-ideatore di Care’s; Cristina Bowerman della romana Glass Hostaria; Vladimir Mukhin dal White Rabbit di Mosca, Christian Puglisi del Relae di Copenhagen e tanti, molti altri.

Filippo La Mantia

Filippo La Mantia

La Ciasa della Cultura di La Villa, dal nome genuinamente ladino, ospiterà i due eventi dedicati ad argomenti di rilevanza globale. Il 23 gennaio si parlerà infatti di Alimentazione e salute: risposte innovative al cambiamento climatico, mentre il giorno successivo si discuterà di Architettura, design e nuove tecnologie al servizio del well-living. Durante la manifestazione saranno inoltre assegnati 3 Young Ethical Talent Awards, riservati rispettivamente a un giovane chef o pasticciere, a un sommelier e a un direttore di sala. Il Social Responsability Award sarà invece consegnato a una personalità già affermata e che quotidianamente dà prova di impegno sociale e rispetto etico. Ma seppur colorato da premi, cene e aperitivi, il Care’s dell’Alta Badia non vuole essere solo un momento gourmet e aggregativo: gli chef sono ufficialmente invitati d’ora in poi a non essere più solo testimonial di prodotti, piatti e ricette, bensì a diventare ambasciatori di un vero e proprio cambiamento globale, che parte dal piatto servito in tavola.

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