Com’è l’Osteria Bartolini, nuova apertura di Bologna

12 gennaio 2017

Una sfida che parte dal mare e arriva in città, una storia che inizia lungo le coste della Romagna e giunge qualche mese fa nel centro storico bolognese, all’ombra di un platano tra storie di famiglia e piatti dal gusto semplice: un format che ha già avuto successo a milano marittima e cesenatico arriva a bologna l’Osteria Bartolini (piazza Malpighi, 16), un nuovo tassello di una puzzle che incrocia imprenditori, pescatori e amanti della buona tavola. Una carriera da architetto quella di Andrea Bartolini che oggi si lega inscindibilmente alla cucina e a una storia familiare fatta di ricordi e ristorazione. Terrazza Bartolini a Milano Marittima e La Buca di Cesenatico, oltre alle due Osterie Bartolini che li accompagnano nelle medesime città, sono ristoranti che hanno saputo ritagliarsi nel corso degli anni una nomea unica e una clientela affezionata. Una proposta differente nei menu, è vero, ma un filo conduttore: la scelta di ingredienti semplici, pesci pescati freschi, l’abilità culinaria per esaltarli, sapori veri e una forte connotazione territoriale.

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Questo filo conduttore non abbandona nemmeno il nuovo locale bolognese di Andrea Bartolini che insieme all’amico, ancor prima che compagno di battaglia Mycol Baraldi, ha saputo ricreare in città tutto il sapore del suo mare. Il successo di pubblico in questi primi mesi di apertura ha indubbiamente accolto positivamente la nuova osteria bolognese, dimostrando che c’è ancora voglia di scoprire e di sperimentare. Quanto al menu inutile dire che la carta d’identità vincente è sempre il fritto, i bolognesi già affezionati dei ristoranti della riviera, possono tirare un sospiro di sollievo: non manca anche in questa sede ed anzi è più ricco che mai. Un fritto croccante e freschissimo, il pesce arriva tutti i giorni da pescherecci scelti appositamente ed è per questo che molte proposte del menu variano spesso, per lasciare spazio a novità ed esperimenti.

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Non solo fritto, ovviamente, la sfida per l’Osteria Bartolini a Bologna era proprio quella di conciliare tutte le anime dei locali della riviera, dalle proposte più sofisticate della Terrazza Bartolini, a quelle più semplici dell’Osteria del Gran Fritto. Risotto alla moda di una volta, specialità del babbo Marcello, Sarda fritta spinata, pomodoro aromatico e capperi di Salina; Gamberi in crosta di fili di patata; Spaghetti alle vongole poverazze e tutta la fragranza del pesce azzurro espressa nei Sardoncini saltati in tegame all’olio e limone, sono solo un piccolo assaggio del menu, tradizionalmente scritto sulle tovagliette. La carta è poi completata da proposte extra come Rigatoni grezzi Cavalier Cocco con ricciola fresca, olive e capperi di salina, brodetto del Mare Adriatico e pan fritto, Calamaretti e carciofi croccanti fritti in olio bollente e l’insuperabile Zuppa di fagioli e vongole, un piatto semplice, forse meno invitante a prima lettura, ma eccellente.

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Una nota di merito va poi anche alla carta dei vini e alle finiture del locale: luci soffuse, ferro, lamiera grezza, legno, colori maschili e nulla che stoni. Un percorso unico tra occhi e palato e un’esperienza sensoriale a tuttotondo coronata dal contesto dell’importante Palazzo Dondini Ghiselli già Marescotti. Architetto del gusto dunque, la nuova chiave di Andrea Bartolini, che con coraggio e passione ha saputo ricreare a Bologna una cucina fatta di materie prime tradizionali, con il valore aggiunto della creatività e di un tocco di innovazione.

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