Perché tutti mangiano il pangasio?

16 gennaio 2017

Protagonista ormai delle cucine internazionali, il pangasio ha origini asiatiche ed è soggetto a migrazioni stagionali in concomitanza della riproduzione, nel periodo dei monsoni, quando le acque straripano sulle pianure alluvionali. È allevato nei grandi fiumi, in particolare nel delta del Mekong, in Vietnam o nel Chao Phraya in Thailandia. è molto diffuso nei menu di ristoranti e mense anche grazie al costo accessibile delle sue carni Molto discusso per la sua provenienza e per le polemiche circa l’inquinamento delle acque dolci in cui nasce, oggi sdoganato dopo aver superato i test tossicologici che hanno provato l’assenza di sostanze contaminanti, che avrebbero potuto censurarlo dalla nostra dieta. Tuttavia, nonostante la sicurezza ormai appurata, resta comunque un pesce dall’alimentazione non selettiva e dalle proprietà nutrizionali basiche, se paragonato al nostrano pesce azzurro. Molto diffuso, ormai sia nei menu dei ristoranti che delle mense anche grazie al costo accessibile che lo contraddistingue, è un pesce osseo d’acqua dolce, che potrebbe essere assimilato, per fattezze, al pesce gatto: corpo piuttosto allungato, osseo, non particolarmente spinoso, ma allo stesso tempo non filiforme, la testa è piatta, gli occhi grandi, la bocca munita di piccoli sdenti molto affilati. La lunghezza può arrivare fino a un metro e mezzo e arriva a pesare fino a 50 kg, benché sul nostro mercato giunga spesso in dimensioni più ridotte.

Cosa lo rende popolare?

pangasio

Come già sottolineato, i bassi costi di allevamento, che avviene tramite mangime in grandi vasche e il fatto che cresca molto rapidamente, garantiscono una diffusione immediata di questo prodotto. Il fatto poi di non avere un grande quantitativo di spine, porta a ricavare molta carne per ogni esemplare che certamente non vanta elevati apporti nutritivi ma proprio il contenere molta acqua e l’essere povero di grassi e carboidrati lo classifica tra le migliori scelte se si segue una dieta dimagrante, purificante o per l’alimentazione dei bambini. Il sapore neutro, infine, lo rende trasversale a molte ricette: ecco qualche spunto per valorizzarlo.

Cucinare il pangasio

pangasio

Filetti gratinati: la parte gratinata offre ampio spazio alla fantasia, spaziando dal mix classico di aglio, prezzemolo e molliche di pane, fino ad aggiungervi le mandorle o qualche spezia, come pepe o paprika, se si ama il piccante.
Al forno: con olive, capperi, patate, rosmarino o ancora con pomodorini e origano. La preparazione è veloce, il risultato è garantito perché sano e gustoso al tempo stesso.
In padella: basta una semplice cottura come questa per trasformare un sapore delicato in un piatto aromatico. Usate del vino bianco per sfumare, delle foglie d’alloro e una spruzzata di limone per un tocco di acida freschezza.

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