Tiny food: piccole passioni gastronomiche

19 gennaio 2017

Padelle grandi quanto quelle che usa Barbie, coltelli e forchette delle dimensioni di un dito mignolo, cubetti di tofu che sembrano molliche, cucchiai che si tengono con il pollice e l’indice, quantità di zuppe e fiocchi di alghe che farebbero sgranare gli occhi (forse) anche a un lillipuziano: signore e signori, benvenuti nell’universo del tiny food, altrimenti detto mini food. Ovvero il cibo in miniatura. pizze, ciambelle, sushi, uova strapazzate: tutto è minuscolo e commestibile Su Youtube si trovano numerosi video dimostrativi che sortiscono un effetto quasi ipnotico e collezionano milioni di visualizzazioni. Su Instagram proliferano fotografie di piatti che possono essere considerati delle vere e proprie opere d’arte. Il trend sta diventando una mania, sia pur innocente. Sì, perché davvero ci si incanta a guardare i pancake il cui diametro non supera quello di una monetina, gli hamburger così compatti e piccoli da essere capovolti con le bacchette in un secondo, quelle porzioni di riso che sono pari a un cucchiaino da caffè. Ma anche pizze, ciambelle, sushi, persino bistecche di carne, uova strapazzate e croissant per la colazione. Il bello è che tutto risulta perfettamente commestibile. Si tratta di cibo vero, verissimo, preparato con cura e dedizione.

Nemmeno a dirlo, la trovata arriva dal Giappone. All’inizio erano modellini realizzati con la plastilina, poi è venuta la voglia di fare sul serio. E gli chef orientali ricorrono anche ad alcune controfigure: le uova di gallina, per esempio, sono sostituite con quelle di quaglia. Per la cronaca, non mancano deliziose torte preparate con singole bacche.

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I piatti sono generalmente presentati in contesti ad hoc, ovvero case di bambole arredate di tutto punto: tavoli, sedie, piatti, bicchieri, lampade da terra, piante nei vasi. Ogni elemento è rigorosamente in formato mignon. Comprese le cucine e i vassoi per sistemare le varie portate, naturalmente. Gli ingredienti sono assemblati con delle pinzette e altri utensili e poi si procede alla cottura servendosi della fiamma di una candela. Gli antropologi spiegano tutto questo con la passione dei giapponesi per le kawai, ossia carine, adorabili. Una cosa è certa: con il tiny food non si corre il rischio di ingrassare. Chi desidera cimentarsi con l’impresa, deve soltanto accendere il pc e scegliere fra i tanti tutorial. Di certo, se si desidera stupire qualcuno con effetti speciali questo è il modo giusto. A patto di mettere in tavola, finito l’effetto sorpresa, un pasto delle dimensioni giuste…

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