Birraio dell’Anno 2017: ecco tutti i vincitori

23 gennaio 2017

Marco Valeriani del birrificio Hammer è il Birraio dell’Anno. Ad annunciarlo al teatro ObiHall di Firenze è stato, come ogni anno, Lorenzo Dabove Kuaska, davanti a una folla di appassionati e curiosi.è l'unico riconoscimento rivolto esclusivamente ai birrai e non alla birra in sè A sceglierlo, invece, una giuria di esperti birrari provenienti da tutta Italia, che in due turni, ha decretato una classifica basata su criteri riguardanti la bravura tecnica, la filosofia di produzione, il lavoro svolto durante tutto l’anno e la capacità di emozionare di un birraio. Il riconoscimento, istituito dal gruppo di Fermento Birra, dal 2007 il magazine cartaceo di riferimento per il settore, è uno dei più ambiti: in Italia è, infatti, l’unico a premiare colui che (la birra) la fa, anziché la birra in sé. La vittoria di Marco Valeriani non è stato un fulmine a ciel sereno. La sua competenza si era già fatta notare altrove, per esempio nel birrificio Menaresta, dove ha lavorato fino alla fine del 2014. È stata la sua mano, infatti, a creare due grandi birre come La Verguenza e la 2 di Picche. Nel 2015, quando due soci aprirono il birrificio Hammer a Villa d’Adda e chiamarono Marco alla guida, decise di incentrare la produzione sugli stili anglo-americani, con qualche fuga in terra germanica. Pale ale, Ipa, Double Ipa (che vi avevo già consigliato) sono tra le birre di Marco più conosciute e apprezzate.

Marco Valeriani

Marco Valeriani

A vincere il premio come miglior Birraio Emergente, invece, è stato Conor Gallagher-Deeks del birrificio Hilltop di Bassano Romano. Nonostante il birrificio fatichi ancora a trovare una distribuzione capillare, forse anche a causa della produzione davvero esigua, è uno di quelli che si fa ricordare: Barry’s Bitter e Gallagher Stout sono due birre che, oltre a mettere insieme le origini inglesi e irlandesi di Conor, regalano sempre un’emozione particolare nella bevuta. Conor, nella sua vita, ha provato un po’ di tutto: dopo la laurea in Scienza degli Animali – da lui stesso definita “un misto di agraria e biologia” – ha lavorato come stagista al bioparco di Roma nel reparto carnivori, come aiuto cuoco in un ristorante di Trevignano e ancora in veste di mister per una squadra di calcio femminile.

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Amante della birra, ha iniziato a realizzarla in casa quando il padre gli confessò che, in gioventù, si mise lui stesso all’opera tra pentoloni, malti e luppoli. Cominciò così un lungo percorso – non lunghissimo in verità, data la sua giovane età – che lo ha portato a bussare alle porte di Leonardo Di Vincenzo di Birra del Borgo, dove Conor è rimasto per ben tre anni. Chiusa questa esperienza, Conor ha aperto il birrificio dove tutta la famiglia è impiegata in qualcosa: lui e il padre Barry lavorano a tempo pieno, la madre Ethnie viene coinvolta inevitabilmente in mille e più faccende, la sorella Tess ha creato il logo (che rappresenta il panorama che si vede da casa), Tess e Sydney (il cognato) hanno lavorato insieme alla creazione della taproom, mentre Mama aiuta negli assaggi di lotti diversi e osserva criticamente quando il birrificio viene pulito. Curiosi di sapere i nomi dei birrai più bravi tra veterani e new entry? Vediamo di seguito le classifiche complete.

  1. Luigi D’Amelio del birrificio Extraomnes di Marnate (VA)
  2. Agostino Arioli del Birrificio Italiano di Limido Comasco (CO)
  3. Alessio Gatti del birrificio Canediguerra di Alessandria
  4. Emanuele Longo del Birrificio Lariano di Dolzago (LC)
  5. Marco Valeriani di Hammer di Villa d’Adda (BG)

La classifica completa del Birraio Emergente

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Dal primo al quinto classificato, ecco i nomi dei più promettenti birrai emergenti: Conor Gallagher Deeks del birrificio Hilltop di Bassano Romano (VT); Marco Ruffa del birrificio CR/AK di Campodarsego (PD); Luciano Landolfi del birrificio Eastside di Latina; Flaviano Brandi del birrificio Bibibir di Castellalto (TE); Michele Solimando del birrificio Ebers di Foggia.

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