Roma: a lezione di champagne da Remigio

27 gennaio 2017

Remigio Champagne e Vino a Roma (via Santa Maria Ausiliatrice, 15) è senza alcun dubbio il locale che ha fatto nascere e sviluppare la cultura delle bollicine nella Capitale e non solo. Non è stato soltanto il primo a lavorare sulla ricerca e la qualità degli champagne, ma ancora oggi resta praticamente un unicum a livello nazionale. incontri con i produttori di champagne più significativi e giovanissime leve Questo grazie al continuo lavoro sul campo dei due soci Fabrizio Pagliardi e Roberto Scomazzon. Pagliardi, in particolare è stato un pioniere dello champagne dei récoltant-manipulant, portando per la prima volta in Italia, nomi come Beaufort e Aubry ed è uno dei pilastri della guida Le migliori 99 maison di champagne.  Con l’inizio del 2017 parte una nuova iniziativa: Fabrizio e Roberto hanno deciso di ospitare alcuni dei produttori più significativi fra quelli presenti sui loro scaffali, partendo da quelli storici per arrivare alle ultime scoperte, fra le giovanissime leve dei produttori di champagne. Il ciclo è iniziato il 16 gennaio con Christoph Ardinat, terza generazione di una delle aziende storiche del biologico in Champagne: il nonno Faust a Vandiéres, già nei primi anni ’70 cominció a convertire le sue vigne al biologico, contro tutto e tutti. Così come Jean Bliard: anche qui prima il figlio Vincent e oggi i nipoti a Hautvilliers continuano il lavoro iniziato dal nonno (saranno da Remigio il 12 giugno).

champagne-marie-courtin

Continuando in ordine cronologico il 13 febbraio sarà la volta di Pascal Mazet, archetipo del produttore di champagne artigiano, che meglio non potrebbe essere rappresentato dalla frase che campeggia all’ingresso della sua cantina a Chigny-les-Roses: “La passione è come il tergicristallo della macchina, non fa smettere di piovere, ma ti permette di andare avanti“. Il 22 febbraio si andrà nell’Aube, la zona che si trova a 75 chilometri a sud della Champagne, con Courtin e Piollot. Due aziende differenti, gestite, separatamente, da una coppia: Dominique Moreau conduce la maison Marie Courtin, che prende il nome dalla nonna; Roland Piollot, tiene dal 2005 le redini dell’azienda di famiglia. Entrambi convertiti al biologico, sono responsabili di alcuni degli champagne più espressivi della territorialità dell’Aube. L’altro appuntamento con gli champagne dell’Aube sarà il 29 maggio con Ruppert-Leroy, produttori da circa un lustro, anche loro in regime biologico, nei cui vini risalta un’anima borgognona inconfondibile, e d’altronde siamo più vicini a Chablis che a Reims.

a year in champagne

Il 27 marzo si ritorna in Marna con Jerome Blin, ultimo erede a Vincelles di una tradizione che risale alla metà del XVII secolo. E poi, last but not least, sarà il momento delle nuove generazioni: Nowack, due fratelli di Vandiéres, che imbottigliano dal 2013, champagne di affilata salinità (10 aprile) e Guillaume Sergent (3 luglio) che a Vrigny nel 2007 ha rilevato l’azienda familiare e solo da poco ha cominciato ad imbottigliare i suoi vini, uno dei quali, il Les Prés Dieu, è uno chardonnay di rara dirittezza ed eleganza. Da non mancare sarà l’appuntamento con La Parcelle, azienda di meno di un ettaro all’estremo nord della Champagne, nata dalla donazione delle terre da parte del proprietario alle persone che la lavoravano per lui. Una storia da sentire, dei vini, solo da pinot meunier, nelle versioni brut ed extra brut, tutti da bere. Insomma da qui a luglio da Remigio, ci sarà da soddisfare i palati di appassionati e curiosi.

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