Masterchef S06 E07: lettera aperta a giudici e concorrenti

3 febbraio 2017

La settima puntata di Masterchef Italia si è svolta all’insegna della cucina giapponese: tra gli aspiranti cuochi c’è chi, come sempre, ha saputo convincere i giudici e chi invece ha dovuto abbandonare per sempre la cucina di Masterchef. Sono rimasti in dieci, la classe si è dimezzata e qualcuno già azzarda il nome del futuro vincitore. Che idea si saranno fatti questa volta Conte Garozzo e Arianna Contenti? Scopritelo con le lettere aperte a giudici e concorrenti.

lettera ai giudici (conte garozzo)

Giudici carissimi, eccoci alla settima puntata. S’inizia alla grande, a tutti viene data una bellissima statuetta. La prova consiste proprio nel fare la spesa per il concorrente rappresentato dalla statuetta in questione trovata nella box. Arrivano piccoli dispetti e grandi reazioni, dico bene Bruno? La sfida parte e tu, Carlo, t’inquieti con Daniele perché il decimo ingrediente l’ha proprio dimenticato. È un brutto momento per lui, sembra essere la versione maschile di una desperate housewife. Ma ora, instancabili arbitri, dovete trovare il migliore. Tra i tanti esperimenti è quello di Valerio il vincente e ne siete assolutamente convinti. Carlo, per te il ragazzo promette proprio bene. Ci si sposta in dispensa dove c’è lo chef Masaharu Morimoto, un’assoluta autorità a livello mondiale. Che fortuna Valerio, questa è un’opportunità fantastica. Sarà la dispensa, saranno le luci ma sembra un momento magico. Tra i piatti da rifare, Valerio sceglie la tempura e udon noodles soupe. Lo Chef Morimoto, in giapponese, spiega a tutti la ricetta. Incredibile, sarà proprio lui a controllare le preparazioni. I quattro moschettieri vanno in balconata. Fichissimo!

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Vi muovete come grossi rapaci in attesa di individuare la preda, ma vi pare giusto? Certo, dall’alto è ancora più facile osservare, notare errori e marachelle. “Uno di voi va a casa“: il tuo grido, Tonino, arriva dritto nel cuore di tutti i concorrenti. Lo chef Morimoto inizia a controllare le varie postazioni e Valerio piomba nuovamente nell’oblio. Il tempo scorre veloce, tutti sono concentrati a perfezionare il brodo e a stendere la pasta per gli udon noodles. Cristiana dimostra di avere una gran bella manualità e tu, Antonino, te ne sei accorto benissimo. Suona il gong, le ciotole sono pronte per l’assaggio. Il piatto di Gloria è proprio buono. Come il maestro Morimoto, anche tu caro Joe hai belle parole e complimenti vivissimi per lei. Alcuni inchini e, prima di lasciare la cucina, con tono perentorio, Morimoto proclama vincitrice Gloria: la rivedremo direttamente alla prossima mistery.

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A lasciare la cucina è Daniele, tra tutti c’è molta emozione. Il suo sorriso e la sua disponibilità non son passati inosservati. Lui come me! All’improvviso appare il mare. Sullo sfondo c’è il Vesuvio. Siamo a Napoli. Tonino, proprio non riesci a celare l’emozione. Lo comprendo perfettamente. Questa è la tua città e vicino a te c’è Giuseppe Abbagnale, una delle stelle più fulgide del canottaggio mondiale. Questa puntata, finalmente, ci regala qualcosa di più. Carlo e Joe andate con Giuseppe a far parte dell’equipaggio. Nel frattempo squadra blu e squadra rossa si sfidano a colpi di pasta: è questo l’ingrediente base con cui realizzare antipasto, primo, secondo e dolce. Al Circolo Savoia quaranta atleti sono pronti a ricevere il lauto pasto. I piatti arrivano sui tavoli e tutti sono molti soddisfatti. Nel buio del golfo s’illuminano due bracieri, uno blu e uno rosso. Quale dei due rimarrà acceso? Sono i rossi a vincere e Giulia si rammarica per la sua performance non adeguata. I rossi vanno al Pressure ma Michele Pirozzi si salva. I vincitori possono tornare nella cucina di Masterchef, per tutti gli altri l’appuntamento è a bordo di un bellissimo catamarano attraccato al molo di Procida. Il pressure fuori dagli studi? Finalmente una novità.

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Si salpa e tu, Carlo, resti impressionato dalla bellezza del mare e del paesaggio. Un tuffo ci vorrebbe proprio, siete d’accordo? Beh, caro Tonino, il tuo a cufaniello ha incuriosito proprio tutti ma vallo a spiegare a questi nordici che a Napoli questo è il tuffo più divertente. Nel frattempo, dopo aver fatto cambusa, gli aspiranti chef arrivano in cucina. Carissimi giudici siete affamati? Iniziano le ordinazioni e i concorrenti partono a velocità siderale. C’è chi desidera un’insalata di anguria con bottarga, chi un pesce all’acqua pazza e chi un astice. Mi mancava la tua scelta raffinata caro Joe: tu vorresti l’astice alla piastra. Meno male che si alza un no vigoroso da parte degli altri tre giudici! Mi sento più sereno. Comunque, è bello vedervi chiacchierare mentre assaggiate le portate. Tonì, dimmi un po’, non è che Joe ti stia provocando un po’ troppo? Ogni tanto ti vedo spazientito. Gli ordini sono conclusi, è ora di dare un giudizio. Chi sarà stato il peggiore? Giulia e Michele sono salvi mentre Roberto e Gabriele tornano in cucina a Milano. Chi si salverà? E come in ogni racconto che si rispetti, il seguito alla prossima puntata.

Curate ut valeatis

Il vostro affezionatissimo Conte

lettera ai concorrenti (arianna)

Cara Loredana, ci ho pensato un po’ prima di scriverti questa mia, visto che, se non hai bisogno dei consigli dello Chef Cracco, figuriamoci se ti servono queste poche parole. Sei stata molto chiara, conquistare le simpatie dei tuoi compagni di avventura non è fra le tue priorità e tra loro sei così benvoluta che ti vogliono tutti a casa. Ti temono tutti a quanto pare. Gloria, Michele, Giulia, Mariangela, te lo hanno manifestato chiaramente. Sei il peggior incubo del caro Michele, probabilmente gli ricorderai una sua vecchia professoressa. I tuoi occhi di ghiaccio incutono terrore anche alla cara Giulia. Solo l’atra amata del gruppo, Mariangela, ha la grinta per cantartene quattro: sei lì per essere giudicata come gli altri non per giudicare. Il destino ha voluto regalare a Giulia l’occasione per vendicarsi. Ti ha fatto una spesa con i fiocchi: lamponi, aglio, papaia, menta, fegato, scalogno, fagioli freschi, datteri, melanzana e cavolo viola. Dieci ingredienti per metterti in difficoltà. Li devi usare tutti e creare il tuo miglior piatto per vincere la Mistery Box.

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Ti senti talmente superiore che la schernisci e nella tua presunzione sei persino convinta che poteva essere più cattiva. Poteva fare di meglio? Come vedi ha avuto ragione, non sei fra i migliori, per te nessun vantaggio e lo smacco di vedere fra i primi tre proprio quella che consideri uno degli ingranaggi più deboli del gruppo: Mariangela. Cosa c’entra la fortuna? Questa volta anche lei ha cucinato meglio di te, fattene una ragione. La cucina nipponica ti riporta con i piedi per terra, se non altro per un attimo torni alunna davanti al maestro Barbieri, peccato sia solo un attimo. Anche l’invention è vinto da una delle tue nemiche: Gloria. Lei vola diretta fa i primi 10. Ha conquistato il giro di boa mentre tu voli a Napoli per la prova in esterna. Giulia figuriamoci se ti prende in squadra. Non solo, ma ti molla anche Mariangela. Questo te lo devo riconoscere, senza dubbio sei una brava stratega. Prendi subito il controllo della partita, non c’è spazio per nessuno. Capitano non convincibile, decidi tutto tu. L’astuzia non ti manca, la mina vagante Mariangela è sotto controllo, sarà il tuo braccio destro, non muoverà un mestolo senza la tua supervisione.

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Hai tante idee, ma non le tecniche, cara mia non basta immaginare il risultato finale, un bravo cuoco trova l’espediente e la giusta strada per arrivare all’obbiettivo. Cristina è più brava di quello che pensi e i giudici se ne sono già accorti. È lei a trovare la soluzione per il dolce e anche la presentazione è piaciuta. La tua squadra vince, un importante traguardo è stato superato, sei fra i dieci finalisti a contenderti il titolo di sesto Masterchef italiano. A questo punto, visto che peli sulla lingua non ne hai, potresti riportare un mio messaggio al caro Bastianich: dovresti dirgli che c’è poco da prendere in giro lo Chef Cannavacciuolo per qualche chiletto in più visto che lui, fino a qualche anno fa, non era certo così magro. Ti auguro il meglio, perché anche se non brilli per simpatia sei certamente preparata.

Un caro saluto

Arianna

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