7 regole contro lo spreco alimentare secondo Slow Food

7 febbraio 2017

Dal 30 agosto 2016 lo Stato italiano ha emanato una legge sugli sprechi alimentari, che mira a ridurli favorendo il recupero delle eccedenze, la donazione di prodotti, il riuso degli scarti, contribuendo così alla ricerca e alla sensibilizzazione sull’argomento.per evitare gli sprechi alimentari sono necessarie poche accortezze Slow Food, da sempre attento a restituire valore al cibo, a incoraggiare il rispetto dell’ecosistema, ha messo a punto l’ennesimo strumento per aiutarci nella vita di tutti i giorni. Il nostro spreco quotidiano è una sorta di prontuario, scaricabile in forma gratuita, che ha lo scopo di aiutare i consumatori a diventare più avveduti e coscienziosi.

buttare cibo

Quante volte ci siamo ritrovati in frigo prodotti scaduti da tempo, magari da rifilare al più accomodante della famiglia o ingredienti che non siamo riusciti effettivamente a sfruttare? Senza contare le decine di confezioni che acquistiamo per poi scoprire che in realtà non ne servivano così tante. Ma evitare di buttare cibo e soldi si può, bastano poche e semplici accortezze. Vediamo quindi 7 regole da seguire per ridurre gli sprechi, acquistare con lucidità e mangiare meglio.

  1. spesaScrivere la lista della spesa e andare al supermercato con la pancia piena. Se c’è qualcosa che crolla in via definitiva durante la spesa da affamati, è la dignità; prima ancora dell’autocontrollo. In preda al più nero languore, ci scopriamo ad acquistare prodotti che da lucidi non vorremmo nemmeno nominare, vaghiamo dietro al carrello (perché è lui che guida noi) come allucinati. La fame non è mai buona consigliera ma al supermercato ci rende addirittura vittime facili delle seduzioni commerciali pensate appositamente per le nostre debolezze. Non dategliela vinta: selezionate la spesa quando siete davvero in grado di ragionare. La lista fatta a casa, con calma, assennatezza e una penna che scriva bene, può farvi da prezioso alleato: in generale, vi muoverete con le idee più chiare; nello specifico, ridurrete le possibilità di scordare quel che vostra moglie voleva tanto, con relative conseguenze.
  2. spesaEvitare di fare una spesa unica per un lungo periodo. Secondo il vademecum di Slow Food, occuparsi esclusivamente della spesa utile per pochi giorni può aiutare a mantenere il controllo su quel che si acquista, su come utilizzarlo e anche a calcolare meglio le quantità veramente necessarie. Le spese monumentali per interi reggimenti, quelle che producono scontrini chilometrici e portabagagli straripanti, hanno il loro fascino festoso ma fanno smarrire in oceani di ingredienti di cui non si è più nemmeno in grado di carpire la scadenza.
  3. pomodoriComprare dai produttori. Come Miss Italia, i banconi dei supermercati sono crudeli selezioni di bellezza, in cui riesce soltanto la frutta più levigata, l’ortaggio più lucido, la verdura bella e leziosa. Cominciamo a sprecare cibo quando pretendiamo che questo rispetti canoni estetici fuori natura; se acquistiamo da contadini e coltivatori diretti, troveremo spesso anche quei prodotti normalmente considerati fuori standard, salvandoli.
  4. agricoltoreScegliere l’agricoltura sostenibile e di piccola scala. I piccoli agricoltori, presumibilmente, non hanno la capacità, la voglia e le possibilità economiche di sprecare risorse e disperderle a pioggia nei vari passaggi della fabbricazione; scegliere ingredienti che derivino dall’agricoltura di piccola scala potrebbe aiutare a privilegiare metodi di produzione sostenibili, improntati a un uso misurato delle risorse e controllato con rigore in ogni suo processo.
  5. frutta e verduraComprare meno cibi pronti e più ingredienti. In fin dei conti, pure Benedetta Parodi ha imparato a usare meno buste di surgelati e più ingredienti freschi; possiamo farlo anche noi. Slow Food rimarca da anni come le nuove tecniche di produzione industriale stiano impoverendo i prodotti, con la diffusione di alimenti non più riconoscibili e lontani, anche culturalmente, dal mondo in cui sono stati originati e usati. Scegliere i prodotti freschi significa non soltanto ritrovarne il gusto e l’identità, ma anche riappropriarsi della loro storia.
  6. frittata di pastaImparare a cucinare con gli avanzi e gli scarti. Ci vuole coraggio per definire scarto un timballo, un pasticcio, una polpetta ben fatta; eppure, tanti dei nostri piatti migliori nascono così, dall’ardimentosa volontà di nonne buongustaie, suore nei conventi, chef dediti a non sprecare quel che avanzava. Con pochi ingredienti passepartout, da tenere sempre in casa e usare in ogni forma, si può continuamente dar vita a nuovi piatti. Ricordatevi che, in senso metaforico e non, si può fare una frittata praticamente con tutto.
  7. pesce frescoSe si ha voglia di pesce si compri solo quello che c’è. Quando i genitori severi usano nell’arte di educare il monito O mangi la minestra o ti butti dalla finestra, devono ricordarsi di seguire lo stesso criterio nella scelta quotidiana del pesce. All’interno dell’e-book antispreco, Slow Food ricorda che il mare non ha produttori, che le tecniche di pesca sono danneggiate e negativamente influenzate da quello che noi consumatori pretendiamo sul mercato. Fino a quando l’unica guida in cucina era Suor Germana, eravamo costretti a cercare il pesce che usava lei; ma oggi le ricette cascano a pioggia. Tentiamo il processo inverso: accogliamo il pesce che c’è e poi impariamo a conoscerlo.

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