Quello che non sapevate sulle fettuccine Alfredo

8 febbraio 2017

Ogni volta che qualcuno ordina fettuccine Alfredo, un gourmet italiano si sente male. Cominciamo subito con lo sfatare il primo mito:il 7 febbraio si è festeggiato il national fettuccine alfredo day le fettuccine Alfredo esistono e, non ce ne vogliano i più suscettibili, sono anche buone. Anzi, considerando il luogo d’origine, sono anche bone. Le abbiamo assaggiate in occasione del National Fettuccine Alfredo Day, lo scorso 7 febbraio. Prima di partire con ingiurie e minacce diffamatorie, dovete sapere che le Alfredo (e qui si sfata il secondo mito) non solo esistono ma sono una ricetta romanissima, nata ormai un secolo fa esatto in un ristorante – Alfredo alla Scrofa – grazie alle attenzioni di un marito premuroso. Il marito premuroso si chiamava, indovinate un po’, Alfredo che, preoccupato per l’inappetenza della moglie incinta, si ingegnò per inventare una ricetta il più possibile stuzzicante.

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Da qui, il fenomeno inarrestabile delle fettuccine: Alfredo alla Scrofa diventa, negli anni della Dolce Vita, l’indirizzo più blasonato, frequentato dai più famosi divi di Hollywood; chiunque sia stato in America si sarà accorto della loro onnipresenza, affiancate dall’immancabile doppietta d’attacco Pepperoni Pizza e Spaghetti with meatballs. Ma cosa sono precisamente le fettuccine Alfredo?

National Fettuccine Alfredo Day

fettuccine alfredo

Come abbiamo scritto, in America le fettuccine Alfredo sono una leccornia famosissima, raffinata (e su questo nutriamo i nostri fortissimi dubbi) degna di un giorno di celebrazione tutto suo. Proprio in occasione del National Fettuccine Alfredo Day, Alfredo alla Scrofa ha deciso di unirsi ai festeggiamenti organizzando una serata a tema, confermando la propria dedizione verso un piatto spesso considerato un oltraggio alla nostra gastronomia. Ingiustamente, aggiungiamo noi, perché seppur non scenografiche, certamente non dietetiche, le fettuccine Alfredo prevedono l’uso di ingredienti alla base della cucina: burro e parmigiano (una quintalata) mantecati insieme fino a creare un condimento cremoso e, appunto, gradevole. Quello che abbiamo assaggiato da Alfredo alla Scrofa, circondati da una piacevole e caratteristica atmosfera d’antan, è un piatto che ha fatto la storia, nonostante tutto.

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Per un risultato impeccabile e cremoso bastano pochi ma fondamentali accorgimenti: parola di Mario Mozzetti, attuale proprietario di Alfredo alla Scrofa (il locale era stato ceduto ai Mozzetti negli anni ’50 dallo stesso Alfredo). In primis la pasta: una sfoglia sottilissima all’uovo dà vita alle fettuccine, da cuocere appena 30 secondi (capito americà? Secondi, non minuti). Una volta cotta, la pasta è trasferita in padella con il burro (circa 30 grammi a porzione) e mantecata – nel caso di Alfredo alla Scrofa è fatto al tavolo dall’esperto mantecatore – con la sua acqua di cottura e abbondante parmigiano grattugiato. Utilizzate preferibilmente parmigiano reggiano 24 mesi ed evitate di aggiungere panna, besciamella o altri tipi di formaggi: rischiereste solo un ammasso liquido di pasta informe. Provate, e fateci sapere.

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