Pizza Formamentis: Il meglio dell’edizione 2017

9 febbraio 2017

Napoletana, classica, gourmet… Quale futuro per la pizza di qualità? Questo era il claim del Pizza Formamentis, appena concluso a Napoli, presso Palazzo Caracciolo.un'edizione che ha visto protagonisti alcuni dei maggiori esponenti del mondo della pizza Un’edizione 2017 che ha voluto focalizzarsi sul il punto della situazione, senza eccedere in dibattiti troppo accesi (come invece era successo l’anno precedente). Le varie sessioni sono riuscite a susseguirsi nei tempi previsti, con un plauso sentito all’organizzazione e ai moderatori dei singoli dibattiti. Pizza Formamentis si è aperto, fin da subito, a tematiche di spessore, a cominciare dal ruolo che assumono le associazioni di categoria, con un interessante intervento dell’Assessore Regionale Chiara Marciani – supportato da Giuseppe Melara – in merito alla necessità di investire risorse nel campo della formazione degli stessi pizzaioli. La creazione di un albo certificato non può bastare: serve una vera e propria attività formativa per far crescere e maturare le nuove leve. Tra i presenti, Antonio Pace dell’Associazione Verace Pizza Napoletana e Sergio Miccù dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani: entrambi hanno raccontato la genesi e il ruolo attuale che ricoprono le associazioni di categoria. Con la seconda sessione si è entrati nel tecnico. Sullo stesso palco alcuni fra i principali produttori di farine: Agugiaro e Figna, Molino Caputo, Molino Quaglia, Molino Pivetti. Nord e Sud quindi, in un’ideale geografia, rappresentata da chi produce le farine più vendute e diffuse nel mondo della pizza.

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Ogni mulino ha raccontato la propria mission, ponendo l’accento sulla sbagliata demonizzaione che spesso ha come oggetto i grani stranieri, i quali, che piaccia o no, rappresentano nella maggioranza dei casi quasi il 40% delle materie prime utilizzate in produzione. L’italia è sì un paese che produce tantia farina ma il grano nazionale non basta e non possiede, in certi casi, le qualità reologiche necessarie per ottenere determinate linee di produzione. Ecco il motivo per cui la ricerca dei migliori grani esteri è una scelta obbligata. Il molino moderno deve mettersi a disposizione del professionista facilitandogli il lavoro, per consentigli di sfornare prodotti sempre migliori. Il terzo atto del convegno ha dato voce ad alcuni giovani pizzaioli, i quali hanno raccontato il loro punto di vista sul mondo della pizza: Luca Amabile, Gennaro Battiloro, Giacomo Guido, Tommaso Mastromatteo, Cristiano Piccirillo, Ciccio Vitiello. Le testimonianze dei ragazzi, tramite le loro personali esperienze, hanno posto l’accento sull’evoluzione del mestiere di pizzaiolo, in Italia e all’estero. Un gruppo eterogeneo sia per luoghi di lavoro che per tradizione familiare: Europa, Italia, Campania e Napoli, terze generazioni o prime generazioni di pizzaioli. Dai racconti dei pizzaioli si è palesato un mondo pieno di contrasti, con soddisfazioni lavorative alternate a momenti di difficoltà, ma con un’unica grande passione a muovere tutto il resto. Il palco ha poi ospitato un interessante dibattito dedicato al mondo dei social e al ruolo della rete nella promozione dei singoli professionisti.

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Un parterre composto da Sabino Berardino, Alberto Cauzzi, Lorenza Fumelli, Antonio Lucisano , Francesca Marino e Vincenzo Pagano. Quale deve essere, per un pizzaiolo, il giusto modo di promuoversi in rete? E quanto questo aspetto può condizionare positivamente o negativamente il successo di una pizzeria? Un tema importante, sviluppato grazie agli interventi dei relatori e centrato sulla necessità di ampliare la conoscenza dei mezzi di promozione sul web, evitando di comunicare nella maniera sbagliata.

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L’ultima sessione, dedicata alle catene e alle singole pizzerie che lavorano in Italia e all’estero, ha visto la partecipazione di Franco Manna, Paolo Aruta, Alessandro Condurro, Ciro Cristiano e Rosario Procino. Il punto chiave era quello di mettere a fuoco le caratteristiche di un giusto processo di espansione, raccontando come si possa arrivare, passo dopo passo, a replicare il successo di un singolo punto vendita mantenendo la massima standardizzazione nel metodo e nella qualità. Pizza Formamentis 2017 si è quindi posta l’obiettivo di stimolare una presa di coscienza, necessaria, dello stato attuale della pizza napoletana, nel tentativo di capire quale saranno i nuovi trend per gli anni a venire. Che sia questa la mission di Formamentis 2018?

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