Per San Valentino provate la share-cooking therapy

13 febbraio 2017

Ci sono uomini per cui la relazione più importante è quella con la loro gelatina, donne che se saltano la lezione settimanale di pilates diventano assassine seriali; questi uomini e queste donne formano coppie dove lui è vanitoso e ostinato, lei sempre sull’orlo della crisi di nervi. Poi esistono coppie in cui lei non fa che criticare lui (come si veste, come si sveste, come guida, quanto dorme), per la coppia, cucinare offre la possibilità di ritrovare complicità e dialogo coppie in cui lui è stanco e ossessionato dalle malattie (le infezioni, i microbi, le buche per strada, i disinfettanti); altri mariti sono dispersivi, confusionari e spenti, altre mogli sono arcigne, fatali e aggressive, pronte a insultare il partner in latino al primo inciampo. In tutti questi casi, la china è pericolosa: si può finire come Michael Douglas e Kathleen Turner ne La Guerra dei Roses, a angariarsi giorno dopo giorno fino a un vortice autodistruttivo di macchinose vessazioni. Coppie disfunzionali di tutto il mondo, ecco a voi un’occasione per non trasformare San Valentino in un truculento fatto di cronaca. La sessuologa Ilaria Paoli non ha dubbi: “Per la coppia cucinare offre la possibilità di ritrovare complicità e dialogo”. Dimentichiamo perciò tutte le orribili discussioni sul servizio di piatti di nonna e avventuriamoci con coraggio nella Share-Cooking Therapy.

share cooking therapy

La premessa è questa: chiedersi che cosa cucinare, cosa si vuole mangiare, come prepararlo, potrebbe rappresentare un’opportunità per ascoltarsi e poi prendersi cura dell’altro, senza addentrarsi ancora in argomenti più intimi o complessi. Il fulcro invece è preparare un piatto insieme, fisicamente: mettere le mani in pasta. Questo comporterà un fiume di vantaggi: cercare affiatamento, collaborare, concentrarsi insieme su un unico obbiettivo; muoversi con sinergia nello stesso spazio, osservarsi mentre si è intenti a sorprendere l’altro; far emergere finalmente brio e fantasia senza pressioni e fatica.

coppia

Il Polly Cooking Lab ha messo insieme panel di 80 esperti e poi eseguito un costante monitoraggio online per scoprire dove trovare la scintilla della passione a San Valentino. Intanto, restare a casa piuttosto che andare al ristorante favorirebbe l’intimità e il senso di libertà dei coniugi (ovviamente, chi ha compiuto questi studi ha almeno due domestiche e non ha quindi tenuto in considerazione che poi bisogna pulire, disperdendo ogni più vago brivido insieme al detersivo per piatti); se avete comunque deciso di risparmiare e restare in casa, studiate una buona colonna sonora: i consigli sono canzoni che ricordino i primi periodi della relazione (quelli lontani e felici), o almeno lenti e jazz; a questo punto si parla finalmente di cibo.

Cosa preparare?

tagliatelle step 3

La chef stellata Valeria Piccini (che sicuramente per San Valentino preparerà una cena prelibatissima, a cui voi non potrete partecipare perché dovete cucinare a casa ascoltando musica degli anni ’70), suggerisce di gettarsi su Ostriche al frutto della passione, cagliata di latte di bufala, tartufo, bottarga, mandorle; per il dessert, ovviamente cioccolato, ma anche liquirizia e frutti esotici. per gli esperti il piatto migliore da preparare in questo caso è la pasta fatta in casa Probabilmente questi ingredienti non sapete nemmeno dove andarli a cercare, perciò avete bisogno di confrontarvi con gli altri dati emersi in rete. Gli esperti rilanciano: dovete preparare la pasta fatta in casa. Tutti quei sinuosi movimenti potrebbero accendervi in maniera irresistibile. Se poi vi rianima sapere cosa cucineranno le altre coppie d’Italia, sappiate che c’è chi si è preso la briga di andarlo a esprimere in percentuali. Un buon 18% tenterà la cucina asiatica (ma, aggiungiamo noi, non gli riuscirà e la ordineranno da asporto), mentre il 72% acquisterà pesce azzurro (champagne e aragosta non può più permetterseli nessuno); tra gli ortaggi vanno forte i carciofi (evidentemente il 42% delle coppie sa pulirli) e i peperoni (evidentemente, il 27% li digerisce bene); per il dolce, nessuna sorpresa: fragole e cioccolato. A questo punto, la sfida sta a voi. Imbarcatevi in questa avventura e se riuscite a superare vittoriosi la spesa insieme, l’assedio della cucina, la distribuzione dei compiti, la lotta per il comando, beh, vuol dire che gli esperti avevano ragione. Anche perché a San Valentino loro saranno su Facebook a vedere se la vostra scintilla è scoccata: se non volete amarvi per voi, fatelo almeno per loro.

I commenti degli utenti