Starbucks apre in Italia a partire da Roma: daje?

16 febbraio 2017

Se ne parla da così tanto, dell’arrivo di Starbucks in Italia, che il fatto ha assunto ormai i contorni della favola, tipo sbarco sulla Luna. Infiniti commenti entusiastici di chi nel caffè americano ci annegherebbe, illimitate proteste accanite di chi il caffè lo tollera in un solo modo: bollente, ristrettissimo, in una perfetta tazzina di porcellana. Così, quando la notizia arriva, ti coglie inevitabilmente impreparato; come la vecchiaia: sapevi che sarebbe sopraggiunta, ma non immaginavi così presto.

antonio-percassi

L’imprenditore Antonio Percassi ha dichiarato ufficialmente: il colosso arriverà in Italia e si punta a un successo importante. Starbucks è stato fondato a Seattle nel 1971 e se provate oggi a contare i punti vendita in tutto il mondo dovete superare le diciannovemila unità; tutte le capitali europee hanno almeno un locale nelle piazze principali, da cui affamati avventori e nostalgici turisti escono con pasticcini e bibitoni. Nonostante l’ispirazione dichiarata ai caffè italiani, alla loro storia di luoghi vitali di ritrovo, il fondatore Shultz ha in passato rivelato: “agli Italiani non piacciono le tazze di plastica: loro non concepiscono la possibilità di bere fuori dal bar, mentre camminano o guidano”. Fino a adesso, evidentemente.

starbucks

I fanatici del locale americano possono già cominciare a spostarsi verso Milano, dove la prima sede dovrebbe apparire dopo giugno del 2018; armati di tablet (con cui sfruttare il wi-fi), faccia tosta (da sfoggiare atteggiandosi mentre si sorseggia dai bicchieroni), come reagirà il pubblico italiano all'arrivo della catena di caffè stile americano starbucks?richieste viziose (perché minimo si pretenderà del latte di cocco o una spolverizzata di tamarindo), si potranno ritrovare in Piazza Cordusio, dove nell’ex stabile delle Poste si darà il benvenuto a Starbucks in Italia. Chi invece sostiene che il caffè si può bere in un’unica maniera (in piedi, col gomito appoggiato al bancone, mentre si chiede al barista di fiducia un bicchiere d’acqua) non può che cominciare ad arrendersi e accettare la realtà. Secondo Percassi, se il successo sarà buono, nel giro di pochi mesi apriranno molte nuove sedi  nella stessa Milano e a Roma, per puntare alla cifra monumentale di trecento locali in tutta Italia.

macchina da espresso

Nell’arco di cinque anni, perciò, cambieranno le nostre abitudini riguardo il sacro caffè quotidiano? Cammineremo per strada in posa come le star americane? I vecchi baristi che ci porgevano prima il piattino, poi il cucchiaino, poi lo zucchero e infine l’acqua, resteranno abbandonati e depressi, a lanciare sorrisi a nessuno? Noi qui, disponibili a tutto per vocazione, proponiamo un compromesso che farà felici i nostri animi (e magari indisporrà i nostri cardiologi): aumentiamo a dismisura il numero delle pause caffè. Dal 2018 non rinunceremo a nulla: caffè di fiducia sul bancone di legno del caffè storico, bicchierone fumante da bere sul marciapiede, distributore automatico da farcire di monetine, moka a casa che erutta sul fornello. Saremo sempre svegli, eccitabili, in una perenne fibrillazione, ma senza alcun dissidio: senza dover scegliere tra la nostra storia e i nuovi scintillanti Starbucks. NO?

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