Bolkestein: che fine fanno i mercati rionali?

18 febbraio 2017

Da anni in Italia una normativa pende come una spada di Damocle sui mercati del Paese: è la direttiva comunitaria Bolkestein.le concessioni saranno affidate tramite gare pubbliche, con limiti minimi e massimi di durata Questa prescrizione prevede la concorrenza per concessione di beni demaniali, tra cui anche gli spazi pubblici destinati ai banchetti per la vendita al pubblico. Compresi i mercati rionali. La direttiva, numero 2006/123/CE, prende il nome da Frits Bolkestein (commissario europeo per il mercato interno) che l’ha curata e sostenuta e si concentra sui servizi del mercato unico europeo. Finora in Italia le concessioni in scadenza sono state sempre rinnovate in maniera automatica, quasi come fosse un rapporto privato tra operatori e Stato e senza messa a bando. A luglio dell’anno scorso, la Corte di Giustizia europea ha stabilito invece che le proroghe automatiche non sono più possibili: è stato quindi deciso che l’Italia dovrà rimettere in gara tutte le concessioni. Gare pubbliche, trasparenti e imparziali, adeguatamente pubblicizzate, con limiti minimi e massimi di durata entro i quali le varie regioni potranno fissare i propri paletti di tempo.

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Per i commercianti, uno smacco che porta con sé il terrore di perdere il posto di lavoro: dà infatti la possibilità a nuovi operatori, stranieri compresi, di poter iniziare l’attività lavorativa, vincendo la concessione di uno spazio pubblico tramite regolare gara. Il timore, per chi già lavora da tempo nel settore, è che la liberalizzazione consenta ai nuovi arrivati di soffiare il posto ai più anziani o ai veterani del mestiere. Nei giorni scorsi la tensione tra ambulanti e governo è arrivata alle stelle, con tanto di protesta in piazza, definendo la norma “un vero esproprio di Stato ai piccoli e micro commercianti”. La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha accolto le proteste dei lavoratori e prorogato fino a tutto il 2018 la direttiva per gli ambulanti: le concessioni sono quindi estese fino al 31 dicembre prossimo, comprese quelle per cui erano state già avviate le procedure di assegnazione.

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Gli ambulanti locali possono quindi tirare un sospiro di sollievo, almeno fino alla prossima scadenza, in attesa di mettere in regola i mercati rionali. Il vero problema è che la nuova normativa, pur prevedendo tutele per chi già opera in un determinato mercato o spazio, non tiene conto di un problema, ancora una volta, molto italiano: l’abusivismo. Alcuni dei nostri mercati non sono infatti a norma e, proprio per questo, gli spazi non potranno mai essere messi a bando. Ciò significa che, se quel banchetto sotto casa, sempre aperto e che tanto ci piace non sarà a prova di legge entro fine 2018 (salvo altre proroghe) potremmo dire addio, a partire dal 2019, al nostro caro verduraio di fiducia. E voi? Cosa ne pensate?

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