La vera pizza napoletana si fa in Giappone

22 febbraio 2017

Il Giappone è attualmente uno dei primi Paesi al mondo che segue pedissequamente il modello italiano legato alla pizza napoletana, contando più di 60 esercizi riconosciuti dall’Associazione Verace Pizza Napoletana. il pubblico giapponese apprezza la pizza di qualità, senza avere pregiudizi su come debba essere la pizza Questo significa che i giapponesi non si limitano solamente a copiare le gesta dei grandi pizzaioli partenopei: si dedicano anima e corpo alla produzione di ottime pizze in linea con i migliori maestri campani. Nel rispetto di quella sana attitudine tutta orientale che valorizza il chiaro riconoscimento e il rispetto del ruolo maestro-allievo, è previsto quasi sempre un periodo di praticantato in Italia per apprendere le tecniche da esportare in terra giapponese. Morale della favola: in Giappone attualmente si possono mangiare, senza ombra di dubbio, pizze napoletane di alto livello. E così come già accade in altri Paesi oltre confine italiano, il pubblico apprezza una pizza di qualità senza farsi troppe fisime o avere pregiudizi sul come debba o non debba essere la pizza. Atteggiamento, quest’ultimo, tutto italiano e prettamente campanilistico che penalizza sicuramente la diffusione dei vari stili di impasto fuori dai rispettivi confini regionali di appartenenza. È parere personale e soprattutto professionale pensare che chiunque possa imparare a fare delle ottime pizze: basta avere passione  e voglia di studiare. L’esperienza porterà miglioramenti e risultati col tempo e questo avverrà in qualunque nazione, a prescindere della nazionalità del pizzaioli.

Materie prime e forni

Forno pizza

Le difficoltà di approvvigionamento riguardanti le materie prime sono state alleggerite negli anni grazie all’importazione di ottimi prodotti: farine, mozzarella e pomodori pelati su tutto. Le pizzerie giapponesi hanno tutte dei forni napoletani artigianali assemblati direttamente nel locale: quest’ultimo fattore è di fondamentale importanza per la replicabilità del disciplinare  di produzione al quale le pizzerie si ispirano direttamente. Un’altra caratteristica fondamentale dell’approccio orientale al mondo della pizza napoletana è quella del semplificare la produzione sfornando grandi numeri: pochi tipi di pizza – quasi sempre margherite e marinare – fatti bene e nel rispetto della natura degli ingredienti importati. I prezzi sono ovviamente più alti rispetto a Napoli, ma in Giappone la pizza stessa è celebrata come alimento di grande qualità e l’utilizzo di materie prime di importazione incide ovviamente sul costo finale.

I pizzaioli giapponesi

japanese-pizza-akinari-makishima

L’iter è quasi sempre lo stesso: i pizzaioli fanno scuola in Italia o imparano da pizzaioli napoletani di stanza in terra giapponese. In seguito, solo dopo aver acquisito la giusta esperienza, aprono locali in proprio proponendo delle ottime pizze. Alcuni anni or sono fece scalpore il podio di Akinari Pasquale Makishima nel Campionato Mondiale del Pizzaiuolo svoltosi a Napoli: makishima conquistò il premio proprio nella categoria pizza napoletana stg Makishima vinse proprio nella categoria pizza napoletana STG. Il giovane pizzaiolo, che prese il soprannome dal suo primo maestro napoletano, tuttora continua a proporre pizze napoletane alla clientela senza effettuare la minima variazione in ricetta per assecondare i gusti del pubblico locale. Altri nomi importanti del panorama della pizza del Sol Levante sono quelli di Tetsuya Ikeda della pizzeria Bella Napoli, Yoichi Watanabe della pizzeria Partenope e infine Susumu Kakinuma della pizzeria Seirinkian, un vero e proprio pioniere che ha contribuito alla diffusione della pizza napoletana in suolo giapponese.

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