Parabere 2017: omaggio alla cucina al femminile

28 febbraio 2017

Che la cucina sia donna ce lo dicono i ricordi insinuati nella mente sotto forma di aromi e pietanze che affiorano come gustose carezze;parabere mira a rafforzare il ruolo delle donne all'interno della gastronomia ce lo dicono le cuoche italiane: talentuose, romantiche, innovatrici, tradizionaliste. Ce lo dice Parabere, la piattaforma internazionale indipendente e nettamente orientata verso il mondo femminile. La sfida? Creare una rete di condivisione rosa in grado di rafforzare il ruolo delle donne nell’ambito della gastronomia, della nutrizione, dell’agricoltura, dell’imprenditoria, della politica; una rete in grado di travalicare i confini fisici e mentali, abbracciando tutte le generazioni, in ogni paese del mondo.

marchesa di parabere

La kermesse, che avrà luogo a Barcellona i prossimi 5 e 6 marzo, eredita il nome dalla Marchesa di Parabere, pseudonimo usato dalla gastronoma, scrittrice e imprenditrice spagnola María Mestayer de Echagüe per la pubblicazione dell’opera La Cocina Completa, fondamentale per la comprensione della cultura gastronomica iberica. E proprio in memoria di questa figura cardine, Parabere 2017 omaggia le cuoche italiane, le stesse che portano innovazione, che si mettono in gioco, che dietro ai fornelli continuano a essere mamme, mogli, amiche, figlie. Ma chi sono le donne che parteciperanno a Parabere? Sono chef di ogni regione e formazione, cuoche diverse per modus operandi, età e percorso. Imprenditrici che mettono a disposizione di altre donne le proprie abilità culinarie e intellettive.

  1. Antonia Klugmann Antonia Klugmann de L’Argine a Vencò. Partiamo dalla chef triestina (ma friulana d’adozione) che durante la giornata d’apertura parlerà di green economy. La sua storia inizia circa quindici anni fa, quando decide di lasciare gli studi di Giurisprudenza per dedicarsi anima e corpo alla cucina. Il suo ristorante, situato al confine con la Slovenia, è stato premiato con una stella Michelin. Tanti sono i riconoscimenti che Antonia ha ricevuto durante la sua carriera, tra cui il premio Miglior Chef donna 2017 per la Guida Ristoranti d’Italia de L’Espresso.
  2. Cristina BowermanCristina Bowerman di Glass Hostaria. Una chef controcorrente, mente geniale della gastronomia e una voglia vorace di sperimentare. Cristina Bowerman, prima ancora di essere una delle chef più affermate e amate a livello internazionale, prima di ricevere le due forchette dal Gambero Rosso e la stella Michelin, è un avvocato e graphic designer. Dopo aver studiato e lavorato negli Usa, decide di dare libero sfogo alla sua passione, facendone un mestiere. La sua missione principale L’applicazione della scienza in cucina.
  3. valeria picciniValeria Piccini del ristorante Da Caino. Quella di Valeria è una cucina che trasuda maternità, progresso, rassicurazione. È una cucina che nasce per esigenza, si sviluppa per necessità di conoscenza, per voglia di apprendere – quella voglia genuina, libera – per poi sfociare nella cucina gourmet, pur sempre impiantata nell’autenticità, nei meandri degli ingredienti poveri, basilari, necessari a se stessi per stupire, abbellire, progredire ed esplorare tutte le variazioni del gusto. Due stelle Michelin, un ristorante, un marito e un figlio. Nella descrizione della Piccini non c’è nulla da aggiungere: è semplice e trasparente esattamente come lei, esattamente come i suoi piatti.
  4. nadia-santiniNadia Santini del ristorante Dal Pescatore. Nel 1996 è stata la prima chef donna a essere premiata con 3 stelle Michelin. Una delle cuoche più apprezzate a livello internazionale, che dal 1974 ha fatto del ristorante Dal Pescatore il suo regno di sperimentazione. Nel 2013 è stata procamata la migliore chef del mondo; a pensare che, da giovane, voleva fare la sociologa.
  5. 2-signum-martina-caruso-2Martina Caruso. La giovane chef stellata dell’hotel Signum di Salina è la gioia delle Isole Eolie grazie al suo coraggio di osare e saper usare in modo armonico, ricercato e parsimonioso tutti gli ingredienti basilari della sua terra. Il suo segreto? Essere consapevole che la strada è ancora lunga e tortuosa.
  6. patrizia-di-benedettoPatrizia Di Benedetto del Bye Bye Blues. Rimaniamo ancora in Sicilia per parlare della grande Patrizia di Benedetto, che nel suo ristorante di Mondello, insieme al marito sommelier, ha innescato, parecchi anni or sono, una vera e propria rivoluzione nel modo di intendere la cucina tradizionale. La sua idea di femminilità pervade la filosofia culinaria, diramandosi in piatti salutari e in un’idea di ristorazione come sostitutiva della cucina domestica.
  7. Iside de CesareIside De Cesare de La Parolina. Dalle file della pasticceria, Iside De Cesare ha raggiunto con tenacia, amore e sacrificio tutto il resto della cucina. Accanto al marito Romano Gordini, Iside si districa con fantasia tra tradizione, territorialità e qualche sguardo oltre i confini italiani, facendo tesoro anche degli insegnamenti dei suoi illustri maestri: Heinz Beck e Salvatore Tassa.
  8. viviana vareseViviana Varese. Il sogno di Viviana si chiama Alice, condiviso con Sandra Ciciriello, premiato nel 2011 dalla stella Michelin e basato sulle infinite declinazioni del pesce (fresco, ovviamente). Inserti speciali sono i corsi di cucina dolce, gli insegnamenti di Gualtiero Marchesi, Niko Romito e Moreno Cedroni.
  9. evidenza_annie_feolde-2Annie Féolde dell’Enoteca Pinchiorri. Non occorrono presentazioni per Annie Féolde: lei è l’essenza stessa dell’Enoteca Pinchiorri, la base su cui poggiano sogni, sacrifici, speranze e anche qualche ripensamento. La prima donna ad aver ottenuto tre stelle Michelin non solo in Italia (1993) ma nel mondo fuori dalla Francia. Una donna che col marito Giorgio Pinchiorri – da lei stessa definito un visionario – ha creato una sintonia perfetta tra cucina e vino. Una vera e propria istituzione.
  10. Loretta Fanella sul cuscino © Alessandra tinozziLoretta Fanella. Per Loretta Fanella la pasticceria è un’arte entrata nella sua vita quasi per caso, perfezionata poi ai massimi livelli. La Miglior Pasticcera d’Italia 2007 sa incantare con dessert leggeri ed eleganti, dando vita a dolci che sembrano rievocare paesaggi ed emozioni.
  11. marianna vitaleMarianna Vitale di SUD Ristorante. Parola d’ordine: passione. L’unica capace di rendere tutto possibile, come aprire un ristorante da zero, metterci tenacia, costanza e voglia di fare. Quella passione che ha permesso al ristorante di Marianna Vitale, napoletana doc, di conquistare la prestigiosa stella Michelin.
  12. alice-delcourt_Alice Delcourt di Erba Brusca. Grazie al suo ristorante con orto, Alice Delcourt, italiana per passione e vocazione, ha conquistato Milano a suon di erbe aromatiche e ingredienti a km 0. Nelle sue vene scorrono sangue americano e francese; nei suoi piatti un mix incredibile di tradizioni culinarie.
  13. Rosanna MarzialeRosanna Marziale de Le Colonne Marziale. Dalla cucina di famiglia alla corte di Gianfranco Vissani il passo è davvero breve. Rosanna è testa, cuore e mani del ristorante Le Colonne, nonchè ambasciatrice nel mondo della mozzarella di bufala campana DOP.
  14. hellskitchen-2016-anna_denteAnna Dente dell’Osteria di San Cesareo. Un sorriso dolce, mani e occhi che ne hanno viste e fatte davvero tante, dall’esperienza presso la macelleria-norcineria di famiglia al lavoro in varie osterie della Capitale. Quella di Anna Dente è una missione e una vocazione di pancia atta a valorizzare la cucina romana non seguendo il progresso, semplicemente attenendosi alla verità degli ingredienti base e della loro preparazione. Come dice lei stessa: “Io interpreto e non re-interpreto la cucina romano-laziale, non ri-scopro la cucina tradizionale romano-laziale, semplicemente non l’ho mai abbandonata”.

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