La birra IPA che si produce con i bonsai

21 marzo 2017

Gli amanti delle birre artigianali esultino, la piccola birreria Heroica, nel villaggio Hyundai in Brasile, ha creato qualcosa di eccezionale per placare la loro sete: una IPA creata a partire dagli scarti dei rami di bonsai centenari giapponesi. La storia, come racconta Munchies di Vice, comincia a partire da uno scambio: il veterinario e maestro di bonsai Renato Bocabello riceve come pagamento per un intervento chirurgico un kit per fare la birra in casa e lo regala a suo cognato, Lucas Domingues, che presto comincia a sperimentare a partire dai germogli ritagliati dalle piante che Renato coltiva con amore nel suo giardino in stile giapponese, un’idea che gli è venuta dopo aver assaggiato una cachaça infusa con rami di pino nero.

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Dopo i primi tentativi, i due sono rimasti estremamente soddisfatti del risultato. Così, con il beer sommelier Fabio Walsh hanno aperto la fabbrica e creato la Kuromatsu Kamikaze IPA, da kuro, che in giapponese significa nero, e dal matsu, che è il pino. Soddisfatti da ciò che avevano ottenuto, hanno quindi creato la SuperSonic SourTonic, una birra amara ispirata alla ricetta del classico gin tonic e realizzata con cetriolo e bacche di ginepro.

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Per alcune ricette, i rami potati provengono da alberi che possono costare anche più di ventimila dollari. Queste piante, infatti, sono state regalate a Bocabello da un membro della terza generazione di una famiglia giapponese, arrivata in Brasile a bordo del Itsukushima-maru nel 1912, la seconda nave giapponese sbarcata nel Paese e il veterinario di solito pulisce i suoi bonsai, un centinaio dei quali proprio Kuromatsu, due volte l’anno, per cui si ritrova con molti chili di questi avanzi, da poter utilizzare per la ricetta dell’IPA. Al momento i prodotti dell’Heroica sono disponibili solo in Brasile, ma, vista l’alta richiesta, potrebbero essere presto esportati verso gli Stati Uniti.

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