A Parigi è di nuovo tempo di Cultural

21 marzo 2017

Piatti semplici, senza tecnicismi per esaltare il meglio delle materie prime, lasciando spazio soltanto al buono autentico del made in Italy. C’è la semplicità al centro della quinta edizione di Cultural, il festival della cultura alimentare che per tre giorni trasforma parigi nella capitale del gusto italiano il festival della cultura alimentare che dal 25 al 27 marzo trasformerà Parigi nella capitale del gusto italiano. Sessanta tra cuochi, produttori, pizzaioli, panificatori, sommelier si avvicenderanno tra masterclass, atelier, tavole rotonde, raccontando prodotti e piatti in veste di ambasciatori del made in Italy. Il punto d’incontro? Il Bastille Design Center, complesso industriale monumentale nella capitale francese, dove i protagonisti racconteranno l’Italia e si racconteranno attraverso il proprio lavoro. Molti i laboratori dedicati ai cibi culto della tradizione italiana, come la pizza, con le tecniche di base su impasti e farciture, dalla classica napoletana alla più contemporanee, realizzate in collaborazione con Pizzeria Gourmet, o come la pasticceria napoletana e siciliana e la storia dei formaggi. Per chiudere, la sera di sabato e domenica, con le special dinner, cene esclusive all’insegna della convivialità.

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Tra i protagonisti della tre giorni anche il maestro pasticcere Corrado Assenza del Caffè Sicilia di Noto, che ha abbattuto i confini tra dolce e salato ben prima del suo collega Ferran Adrià. “La semplicità – dice il maestro siciliano – è un ground zero del pensiero. Uno stato di natura, un travaso diretto dalla materia, senza transiti né sovrastrutture. Una trasfusione continua e lineare di natura, alla quale si arriva per sottrazione”.

Peppe guida

Con lui ci saranno anche Gennaro Battiloro (Associazione verace pizza napoletana); Antonio Biafora (Biafora, San Giovanni in Fiore a Cosenza); Eugenio Boer (Essenza, Milano); Antonin Bonnet (Quinsou, Parigi); Roy Caceres (Metamorfosi, Roma); Manuel e Christian Costardi (Ristorante Christian e Manuel, Vercelli); Michele Farnesi (Dilia, Parigi); Jacques Genin (pasticceria Jacques Genin, Parigi); Giovanni Gigante (Hotel Boutique Tentazioni, Cavigliano in Svizzera); Peppe Guida (Antica osteria Nonna Rosa, Vico Equense a Salerno); Denny Imbroisi (Ida, Parigi); Leonardo Lacatena (Osteria dei sassi, Matera); Vitantonio Lombardo (Locanda Severino a Caggiano, Salerno); Mauro Vanni (pizzeria Popine, Parigi); Gennaro Nasti (pizzeria Bijou, Parigi); Roberto Petza (S’apposentu, Cagliari); Nino Rossi (Qafiz, Reggio Calabria); Angelo Sabatelli (Ristorante Angelo Sabatelli a Putignano, Bari); Christophe Santaigne (Papillon, Parigi); Cristoforo Trapani (Magnolia a Forte dei Marmi, Lucca); Bruno Verjus (Table, Parigi); Mauricio Zillo (A Mere, Parigi).

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L’approccio – spiega Mauro Bochicchio, ideatore del festivalè pedagogico e conviviale insieme. Mettiamo in connessione persone, idee, prodotti. Ciascuno con la sua identità diventa parte di una trama, l’insieme risulta essere una rappresentazione fedele del lifestyle italiano: che vuol dire gusto elevato all’ennesima potenza, capace di sedurre i popoli ai quattro angoli del mondo“.

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  • Michele Amoruso

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