Roma: 6 parole chiave per conoscere l’Osteria di Birra del Borgo

22 marzo 2017

Ne avevamo già scritto, finalmente ci siamo: l’Osteria di Birra del Borgo (via Silla, 26/a) ha aperto i battenti. La serata di presentazione è stata l’occasione per provare nuove birre, i cocktail targati Jerry Thomas e i piatti di Gabriele Bonci e dei fratelli Valente. Ma soprattutto si è potuto ascoltare dalla viva voce dei protagonisti la filosofia ben precisa che c’è dietro questo nuovo ambizioso progetto. Tante idee, espresse come sempre con chiarezza da Leonardo Di Vincenzo e trasporto emotivo da parte di Gabriele Bonci. Ecco dunque le parole chiave essenziali che ci svelano nel dettaglio il credo dell’Osteria.

Collaborazione

osteria-del-borgo-di-vincenzo-bonci

Da sempre Birra del Borgo è sinonimo di sinergie. In questo caso il concetto viene esaltato da una squadra davvero straordinaria. Alcuni dei nomi li abbiamo già citati poc’anzi, vale la pena ricordare anche il coinvolgimento del caseificio di Campo Felice e della galleria d’arte Varsi.

Fermentazione

osteria-del-borgo-di-vincenzo

Tutto ruota intorno a lieviti e cereali e non potrebbe essere altrimenti visti gli attori coinvolti. Ma fermentazione è anche sinonimo di crescita, in questo caso umana e imprenditoriale, di due visionari che circa 15 anni fa hanno creduto fermamente nei rispettivi sogni e ora si trovano di nuovo fianco a fianco consapevoli dei propri successi.

Birra

osteria-del-borgo-impianto

Qui la cucina è a servizio della birra e non viceversa. Non si tratta solo di studiare i giusti abbinamenti ma di pensare i piatti in funzione della produzione birraria, la cui centralità è confermata, anche fisicamente, dalla presenza dell’impianto interno al locale.

Semplicità

dsc_0751-min

L’Osteria vuole essere un posto per tutti, un ritrovo dove gustare piatti semplici della tradizione, magari reinterpretati con l’ambizione di diventare dei nuovi classici in breve tempo.

Atipicità

osteria-del-borgo-pizza-e-mortazza

Nonostante la ricerca della semplicità non si corre alcun rischio di cadere nella banalità. Più volte è risuonata la parola atipico. Non convenzionali saranno sicuramente le produzioni brassicole che si realizzeranno in loco, con anfore e botti pronte ad accogliere mosti e birre. Non usuale è il format di degustazione di pizze al taglio ideato da Luca Pezzetta, allievo di Bonci e tornato nella capitale dopo l’avventura in provincia all’Osteria il Bersagliere. Decisamente controtendenza la scelta di investire Marco Valente del ruolo di oste e non di chef e dunque con un piede in sala e l’altro in cucina.

Produttori

osteria-del-borgo-bonci

Volendo atipica è anche la scelta di non servirsi di un comodo catalogo, ma di ricercare personalmente i fornitori. Secondo Bonci si parla spesso di consumatori e poco dei produttori. Sotto i riflettori finiscono sempre i piatti già finiti e ben presentati, mentre si trascurano gli ingredienti di partenza. Da qui l’esigenza di spostare il focus sulle materie prime e sul rapporto umano e di fiducia, prima che professionale, che va a instaurarsi con allevatori e coltivatori.

  • IMMAGINE
  • Pamela Panebianco

I commenti degli utenti