BrewDog lancia la costruzione di un hotel della birra

29 marzo 2017

BrewDog ha lanciato su IndiGoGo l’ennesima campagna di crowdfunding. Questa volta, lo scopo non è la vendita di azioni societarie ma qualcosa di più sensazionale: la costruzione di un hotel della birra con annesso birrificio per sperimentazioni sour a Columbus, Ohio. Si chiamerà DogHouse e qualcuno non ha esitato a ribattezzarla la Disneyland della birra, definizione che non credo si allontani dalla realtà. L’hotel completamente a tema birra BrewDog, infatti, promette servizi da favola per gli amanti del genere e qualche esempio si trova già sulla pagina IndieGoGo: camere con impianti di spillatura per birra on draft a tutte le ore, vasche idromassaggio colme di Punk IPA, docce con minibar a portata di mano, massaggi total body al malto, hoppy feet pedicure, maschere viso al luppolo e colazioni a base di birra artigianale. Per costruire questo paese delle birraviglie più il birrificio sour, BrewDog ha stimato una spesa di 6 milioni di dollari. $200,000 sono già stati raccolti grazie a questa campagna sulla piattaforma di crowdfunding che si avvia alla chiusura.

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È evidente che un colosso come BrewDog, che dalla Scozia esporta in 60 paesi e gode di una cinquantina di bar in franchising, non abbia bisogno del crowd per raccogliere i fondi necessari ai propri progetti. Anche se un’idea come questa – ripetiamo, valutata 6 milioni di dollari – richiede una enorme quantità di denaro che non è detto sia immediatamente disponibile. Quindi, perché anziché pescare dalle proprie tasche, o ricorrere ai metodi canonici, il birrificio di Ellon lancia iniziative di crowdfunding? Com’è intuibile, per un’attenta strategia di marketing. Il crowdfunding può essere, infatti, un ottimo strumento di comunicazione e promozione. Può servire per fare branding, per costruire e rafforzare la propria identità in base a dei valori e per creare una base di sostenitori che, più che semplici consumatori, sono veri ambasciatori dell’azienda. Da semplici bevitori e follower a parte integrante del sistema di produzione (come accade per la campagna #mashtag) nonché proprietari di quote societarie.

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Il crowdfunding di BrewDog mira a coinvolgere il cliente, accorciando la tradizionale distanza tra produttore e consumatore, in linea con i valori punk dell’azienda (il corsivo è d’obbligo, soprattutto dopo le recenti accuse di essere just another multinational corporate machine e le dichiarazioni riparatorie che ne sono seguite).Un altro punto essenziale e da non sottovalutare è che il birrificio sour che sarà costruito vicino all’hotel proporrà nuovi prodotti e il crowdfunding aiuta anche ad accelerare i processi di penetrazione di nuovi prodotti sui mercati internazionali. Come detto altrove, in occasione di altre campagne di finanziamento collettivo “Questo è molto più di un investimento. Si tratta di condividere la visione, la filosofia, l’ideale di BrewDog”, non solo di finanziare un hotel che punta a diventare una delle mete birrarie più gettonate degli Usa con birra che esce dai rubinetti e lenzuola profumate al Cascade. Anche se i $243,390 raccolti fino a oggi non guastano. D’altronde, chi non vorrebbe nuotare in una piscina di Punk IPA? Io, ma questa è un’altra storia…

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