La pizza Deep Dish di Chicago arriva a Roma

4 aprile 2017

Se fosse un marchio registrato, la pizza sarebbe l’esempio più rappresentativo di made In Italy nel mondo. Una parola diventata universale che solo a pronunciarla fa venire l’acquolina in bocca a ogni latitudine e longitudine. la pizza che più rappresenta chicago nel mondo è indubbiamente la deep dish pizza Napoli è senza dubbio il luogo di nascita, ma la sua semplice bontà e la presenza di italiani in ogni angolo del globo ha fatto sì che nascessero delle interpretazioni locali che nel corso degli anni si sono ormai consolidate. Un caso emblematico è quello di Chicago, la metropoli statunitense che ha dato i natali addirittura a diversi stili. La variante più celebre è certamente la Deep Dish Pizza: con il suo bordo alto, cotta in teglie profonde e tonde dalla quale prende il nome, è farcita con grandi quantità di formaggio, pomodoro e salumi vari. L’impasto prevede oltre alla farina di frumento anche l’utilizzo di mais e semola. La teglia è abbondantemente oliata in modo da consentire una facile rimozione delle fette una volta tagliate e per creare un effetto fritto nella parte esterna. Visto lo spessore, i tempi di cottura sono lunghi e questo determina un vero e proprio capovolgimento dell’ordine degli ingredienti: per evitare di bruciare la mozzarella la si mette sul fondo dell’impasto, coperta da ingredienti a di ogni tipo e ultimata con salsa di pomodoro.

Non solo deep dish: le varianti di Chicago

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Vi è poi la thin crust: una pizza molto sottile, che si presenta tonda e di solito è tagliata a tranci quadrati. Altra variante è la stuffed pizza preparata per la prima volta da un tale Rocco Palese, originario di Potenza e trasferitosi a Chicago e ispiratosi alla ricetta della scarcedda, tradizionale pizza rustica pasquale potentina, ripiena di ricotta o toma e arricchita con salumi locali come salame o soppressata. Questa versione fusion nata nell’Illinois, ma con richiami alla tradizione lucana, si presenta con bordi ancor più alti rispetto alla deep dish e con il disco di pasta sopra il ripieno a sua volta condito con pomodoro.

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La storia di Rocco Palese ha incuriosito Salvo Cravero, chef executive di BurBaCa (Burger Bakery Cafè), piccola catena che propone piatti e ricette americane con la qualità delle materie prime italiane e che proprio a Potenza ha aperto il primo locale nel 2015. Chef Cravero ha studiato una versione più adatta al gusto italiano che da qualche mese è presente nei menu di BurBaCa. La cosa ha incuriosito Luciana Squadrilli, una delle autrici del blog Pizza on the road e del libro La Buona Pizza, in cui insieme a Tania Mauri e alla fotografa Alessandra Farinelli racconta storie di pizzaioli con un legame speciale col territorio. Da qui l’idea di far tornare la Chicago pizza utilizzando prodotti di eccellenza. Per scoprire le Chicago Pizza di BurBaCa, l’appuntamento è per il 6 aprile presso il locale di via del Porto Fluviale 5 a Roma dove sarà possibile degustare tutte e quattro le versioni.

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Ecco la proposta: Potenza (base mozzarella alici di Cetara, peperone crusco di Senise IGP, scaglie  di cacio cavallo podolico lucano e prezzemolo); Viterbo (base mozzarella, salsiccia semi stagionanta a base di fegato Susianella di Viterbo, patate lesse di viterbo e finocchietto selvatico); Roma (base pomodoro, mozzarella guanciale croccante di Amatrice e pecorino romano DOP); Matera (la base pomodoro accoglie stracciatella, il salame pezzente e le olive di Ferrandina, entrambi Presidi Slow Food).

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