La vasocottura? Si può fare in lavatrice

6 aprile 2017

La vasocottura in lavastoviglie? Ormai decisamente obsoleta. La nuova frontiera della cottura-con-i-normali-elettrodomestici è mettere i cibi nel cestello della lavatrice e cuocerli insieme a magliette e pantaloni. mettere i cibi nella lavatrice e cuocerli in speciali buste, come nella cottura sottovuoto Come? Grazie ad alcune buste alimentari, messe a punto dal creativo israeliano Iftach Gazit nell’ambito di un progetto per la Bezalel Academy of Arts and Design. Battezzate Sous la Vie (in francese nella vita), queste buste sfruttano lo stesso principio della cottura sottovuoto, un vero must della cucina degli ultimi anni, che prevede di cuocere i cibi sigillandoli all’interno di una speciale plastica alimentare, per poi immergerli in acqua a una temperatura compresa tra i 50 e i 100 °C. Questa tecnica consente agli alimenti di rimanere più morbidi, visto che riescono a conservare una gran parte di liquidi che, invece, su una piastra o con una cottura a temperature molto alte, rischiano di andare persi.

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I contenitori inventati da Gazit sono realizzati in tyvek, un materiale impermeabile al cento per cento, sono dotati di un’ulteriore protezione interna in plastica per tenere i cibi certamente lontani dal sapone e permettono di sfruttare l’acqua calda di un normale ciclo di lavaggio al posto di quella scaldata sui fornelli. Su ogni confezione prototipo, oltre a riportare le proprietà nutritive del contenuto, è indicato anche il metodo di lavaggio da impostare per la cottura: Per le verdure è sufficiente un semplice lavaggio rapido per cotone, mentre per la carne è consigliato un programma completo per tessuti sintetici, intorno ai 60 °C.

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Nella creazione del packaging, il designer ha spiegato di aver trovato l’ispirazione dopo una ricerca sul consumo di cibi pronti, di solito consumati a cena di fronte alla tv, un’abitudine che secondo Gazit trae le sue origini dopo la seconda guerra mondiale, quando le donne hanno cominciato a intraprendere lavori e carriere e ad avere meno tempo per i lavori di casa. Ma, nel progetto, il designer ha tenuto a mente anche i bisogni dei senzatetto, avendo letto storie sulle lavanderie 24h come rifugio sicuro per coloro che vivono in strada. “Può essere divertente pensare di cucinare il proprio cibo in lavatrice – ha quindi spiegato – invece la cena ‘Sous la Vie’ vuole anche ricordare di case perdute e del sogno americano e non è soltanto pensata per i senzatetto. Lo è molto più per noi: un prodotto che riflette sul nostro gusto, sulla nostra capacità economica e sulla nostra cultura”.

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