Palermo in 12 ore: i locali imperdibili

10 aprile 2017

Affascinante, contraddittoria e, soprattutto, golosissima. Una visita a Palermo regala grandi emozioni e piccole scoperte sempre nuove: dall’incredibile vista della città dall’alto della terrazza del Teatro Massimo un itinerario ad alto tasso goloso per conoscere il capoluogo siciliano (visitabile insieme al palco e al foyer con le visite guidate su prenotazione) alla collezione di maioliche italiane, dal cibo rigorosamente a km vero alla bakery internazionale, fino al locale specializzato in sigari e distillati di gran pregio. Se per vedere tutta la città e apprezzarne la vera essenza – nobile e popolare, tradizionale e cosmopolita, abitudinaria e creativa – bisognerebbe passarci almeno un mese, basta un giorno per lasciarsene affascinare e decidere di tornarci spesso. Anche per assaggiare tutto quello a cui si è dovuto rinunciare. Noi proviamo a tracciare un itinerario ad alto tasso goloso – ma con qualche puntatina culturale e molte passeggiate – per trascorrere una giornata indimenticabile nel capoluogo siciliano.

  1. pasticceria-cappelloLa prima colazione: per cominciare la giornata in modo dolce ma non scontato, dirigetevi alla Cioccolateria Lorenzo (via Quattro Aprile 7) , piccolo locale a conduzione familiare (Lorenzo è il piccolo di casa) nel cuore del centro storico, tra lo Steri e la chiesa della Gancia. Affacciata sulla bella piazza Marina e dall’atmosfera vagamente parigina, la Cioccolateria ha un’offerta che ruota principalmente intorno al cioccolato, dalla pralineria ai dolci, ma non solo. Dalle 8 del mattino si può venire qui per mangiare cookies, dolcetti o squisite torte da accompagnare con caffè o tè. Se preferite però restare sul classico e non volete rinunciare alla cassatina di rito o a un buon cornetto, l’indirizzo giusto è la Pasticceria Cappello, nella sede più centrale di via Garzilli o a via Colonna Rotta, verso la Zisa.
  2. stanze-al-genio-10La visita: mentre passeggiate per le vie del centro, tra antiche chiese con reminiscenze arabo-normanne, vecchie botteghe che sembrano essersi fermate nel tempo e una sbirciatina oltre gli imponenti portoni dei palazzi nobiliari di un tempo, fermatevi al civico 11 di via Garibaldi, nel quartiere della Kalsa, per visitare l’incredibile Museo della Maiolica delle Stanze al Genio . L’antico piano nobile del Palazzo Torre Piraino – riportato agli antichi splendori riunificando gli appartamenti in cui era stato diviso e restaurando pavimenti e decori murali – ospita oggi una bellissima collezione di quasi 5000 mattonelle napoletane e siciliane, dal ‘500 all’800. Visite guidate solo su prenotazione.
  3. sanlorenzo-frittiIl pranzo: anche se, con la bella stagione, la tentazione di andare a stravaccarsi sulla spiaggia di Mondello è forte noi vi consigliamo di fermarvi nel quartiere San Lorenzo per una sosta al Sanlorenzo Mercato, la bellissima struttura ricavata da un attento restauro dell’antica agrumaria che un tempo era il cuore pulsante della cosiddetta Conca d’Oro, dove arance, limoni e mandarini venivano lavorati anche per l’utilizzo nell’industria cosmetica. Oggi il quartiere rivive grazie al bel progetto di Dario Mirri e della moglie Chiara Mazzarella (l’architetto che ne ha curato il restauro). 9 botteghe di cibo fresco – da comprare o da mangiare sul posto cucinato dalle singole botteghe, dalla carnezzeria alla friggitoria -, 2800 prodotti provenienti da 250 fornitori diretti da filiera corta (con una ragazza che gira tra gli scaffali a spiegarne origine e caratteristiche) e un orto didattico che ospita iniziative per grandi e bambini, ne fanno un luogo da non perdere per avere gran parte della tradizione culinaria palermitana e siciliana a portata di mano. Potrete scegliere cosa portare in tavola voi stessi, tra arancine e pane e panelle, timballo di anelletti e caponata, involtini siciliani e carciofi ammuttunati ca’ tappa i l’ovu (ripieni e chiusi con l’uovo, con il sugo di pomodoro) e molto altro ancora, per chiudere naturalmente con un cannolo o un gelato artigianale e un buon caffè. Oppure sedervi ai tavoli dell’Osteria e ordinare dal menu piatti come le busiate con salsiccia, broccoli e pomodorini o lo squisito falsomagro.
  4. pani ca meusaLa merenda: tornate nelle vie del centro storico e, camminando camminando, concedetevi una merenda a base del più classico street food palermitano, magari chiudendo un occhio sulla precarietà delle regole igieniche. Il pane con la milza (pane ca’ meusa) più buono è quello di Rocky, storico ambulante che staziona all’incrocio tra Corso Vittorio e via Roma. Il miglior panino con le panelle di Palermo si acquista invece dal carrettino di Giacchino: lo trovate in piazza Caracciolo all’angolo con il bar Pirtusiddu, proprio nel cuore della Vucciria, lo storico mercato palermitano originariamente dedicato alla vendita della carne, della cui atmosfera oggi resta ben poco. Se invece avete voglia di qualcosa di dolce e trendy, potete andare da Angelina’s Bakery (via Villareale 24), un locale moderno con una gradevole atmosfera shabby creato da due ragazzi siciliani prendendo spunto dal ricordo della nonna Angelina e del profumo dei suoi dolci. Qui però invece di cannoli e cassate al forno troverete pancake caldi con gelato, cheesecake, torte al cioccolato o alle fragole e caffè anche in varianti rinforzate.
  5. terrazza-teatroL’aperitivo: di locali per l’aperitivo in città ce ne sono tanti ma se volete concedervi un’esperienza davvero unica – e avete un numero sufficientemente ampio di amici d’accordo con voi  – provate il concerto-aperitivo al Teatro Massimo, lo storico teatro lirico palermitano. Su prenotazione e per almeno 10 persone, si può decidere di abbinare alla visita guidata al Teatro anche la sosta nel Salotto del Re annesso al Palco Reale, dove gustare un esclusivo aperitivo seduti sulle poltrone di seta bordeaux. Volendo – ma bisogna essere almeno in 30 – è possibile anche optare per il concerto aperitivo, ascoltando un concerto da camera dedicato in uno dei ridotti del teatro.
  6. i-cucci-milanisaLa cena: per la cena (ma anche per il pranzo e a qualsiasi ora della giornata dalle 10 alle 19, quando ci sono anche i piatti più semplici del bistrot, panini e insalate) una buona soluzione è rappresentata da I Cucci. Affacciato su piazza Bologni, in pieno centro, il grazioso ristorantino è stato creato dai fratelli Giorgio, Nicola e Giuseppe Stassi. Il nome del locale si riferisce colore dei loro capelli. Cucci deriva infatti dalla parola Kuqe che indica chi è rosso di capelli in Albanese, lingua parlata a Piana degli Albanesi, paese Arbëreshë di cui sono originari, famoso per i buonissimi cannoli. Se i fratelli Stassi selezionano personalmente fornitori e prodotti, a trasformarli in ottimi piatti ispirati alla tradizione ma con piglio creativo e in chiave contemporanea e alleggerita ci pensa la brava Sarah Bonsangue. Dal baccalà a sfincione (impanato e fritto e servito a mo’ di sfincione, accompagnato da ricotta secondo l’usanza di Bagheria e dal classico sugo palermitano a base di pomodoro che condisce le pizze locali) alla pasta alla milanisa (versione da emigranti della tipica pasta con le sarde, in questo caso sotto sale e non fresche, e con il pomodoro) fino agli involtini alla bagherese con caciocavallo di Cinisara, per finire naturalmente con un buonissimo cannolo.
  7. bootelg-2-minIl dopocena: per chiudere alla grande un’intensa giornata palermitana, il posto che non ti aspetti è 13 Bootleg (via Mariano Stabile 33). Spirit Store con un incredibile assortimento di Rum, Whisky e Gin (ma pure tequila, Cognac e altro, e una cantinetta dedicata allo Champagne Pommery) provenienti da tutto il mondo, ha anche una cigar lounge: saletta riservata e a prova di fumo (nel senso che viene totalmente aspirato da una potente cappa e una porta isolante non ne fa arrivare nemmeno un filo nel locale) con comode poltrone in pelle dove rilassarsi fumando un sigaro e centellinando un whisky di pregio o, se si preferisce, un cocktail. Dalle 19 infatti il Bootleg diventa anche bar con una piccola offerta di miscelazione classica, senza mixer: il Gin Tonic merita l’assaggio!

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