Napoli: le migliori pasticcerie (per la pastiera, ma non solo)

13 aprile 2017

Napoli ha una grande tradizione culinaria che non si basa unicamente sulla pizza. C’è tanto da raccontare sulla pasticceria napoletana, una storia che va avanti da secoli: dove apprezzare il meglio dei dolci tipici della tradizione culinaria partenopea, dalle sfogliatelle ai babà è qui che sono stati creati i dolci tipici della tradizione culinaria partenopea, dalle sfogliatelle ai babà, fino ad arrivare alla pastiera. Ogni prodotto ha il proprio racconto legato ad un evento storico importante o ad antiche ricette tramandate da generazioni e nate un po’ per caso o frutto di grandi esperienze. Questi dolci rappresentano ancora oggi un grosso bagaglio culturale, sono realizzati rispettando rigorosamente le ricette, ma c’è anche chi nel tempo ha provato a modificarle per renderle più moderne. In città sono presenti molti laboratori di pasticceria che hanno contribuito a farla conoscere e a renderla famosa in tutto il mondo. Ed essendo i napoletani fortemente legati alle tradizioni, soprattutto la domenica a tavola non può mai mancare il vassoio con le paste per il dopo pranzo. Questo è un percorso che indica le pasticcerie storiche di Napoli, puntando uno sguardo anche a quelle di nuova generazione ma non per questo meno importanti.

  1. scaturchioPasticceria Giovanni Scaturchio (piazza San Domenico Maggiore 19): una tappa fondamentale per chi si reca in visita a Napoli, è Scaturchio, una vera e propria istituzione. La pasticceria ha origini molto antiche e la sede storica si trova nel centro della città, ma negli anni sono nati altri due punti vendita: uno è Scaturchio Opera Cafè all’interno del teatro San Carlo e l’altro è al Vomero in via Luca Giordano. I dolci che rappresentano Scaturchio sono il Babà Vesuvio, a forma appunto di vulcano, e il Ministeriale, un dolce inventato per amore, una cialda farcita di crema di latte e nocciole, ricoperta di cioccolato.
  2. leopoldo-dal-1940-01Pasticceria Leopoldo dal 1940 (piazza degli Artisti 6/7): a Napoli questo nome è sicuramente noto per il tarallo ‘nzogna e pepe, ma Leopoldo dal 1940, con le sue numerose sedi che si dividono tra via Chiaia, via Scarlatti, via Toledo/piazza Carità e via dei Tribunali, è una delle pasticcerie storiche. I fratelli Marco e Fabio Infante sono eredi di Leopoldo di via Foria e sono cresciuti nel laboratorio di famiglia dove hanno appreso dal padre Patrizio i segreti fondamentali dell’arte pasticcera. Hanno dato vita, successivamente, anche a una catena di gelaterie chiamata Casa Infante. In vetrina dolci tradizionali, tra cui lo zeppolone e la crostata di fragoline, ma anche una linea di dolci al barattolo che hanno riscosso un notevole successo.
  3. pasticceria-bellaviaPasticceria Vincenzo Bellavia (piazza Muzii 27/28): questa pasticceria è una delle più storiche della città. Nel 1925 Antonio Bellavia si trasferì da Palermo a Napoli, portando con sé la tradizione della pasticceria siciliana. Aprì un punto vendita di dolci siciliani prima a Port’Alba e poi due nuove sedi nella zona collinare della città. Il figlio Vincenzo è colui che ha portato avanti la passione del suo papà, unendo la tradizione pasticcera del Regno delle Due Sicilie. Oggi gli eredi Lucio, Germano e Ursula gestiscono l’attività, proponendo dolci golosi, alla ricerca della qualità e di invenzioni sempre accattivanti.
  4. l-di-leopoldo-infanteL di Leopoldo Infante (via Luca Giordano 45): anche Leopoldo Infante è tra gli eredi di nonno Leopoldo, infatti ha il suo stesso nome. Figlio di Gianni Infante, Leo ha deciso di dar vita a una linea sua di pasticcerie chiamata L di Leopoldo Cafebar, dove propone sia i dolci tradizionali che quelli un po’ più moderni di origine americana. In tutto ciò che realizza si nota la sua vena artistica, cercando di mettere insieme tradizione e innovazione. Ha aperto varie sedi in città, tra cui quella di via Vittoria Colonna, via Toledo/piazza Dante e via Benedetto Croce.
  5. carraturoPasticceria Carraturo (via Casanova 97): per la nascita di questa pasticceria bisogna risalire all’anno 1837, quando nacque Carraturo a Porta Capuana, da non confondere con le altre sedi omonime. Si è giunti alla quinta generazione, rappresentata dai fratelli Ulderico ed Alessandro, che continuano a difendere la propria storia a suon di sfogliatelle e zeppole. Ulderico e Alessandro amano farsi chiamare, infatti, con una umiltà dei semplici sfogliatellari. Carraturo, come altre pasticcerie, ha contribuito alla diffusione della pasticceria napoletana nel mondo.
  6. attanasio-01Sfogliatelle Attanasio (vico Ferrovia 1-4): chiunque si trovi di passaggio alla Stazione Centrale di Napoli ha una tappa obbligatoria da cui non si può prescindere, quando si parte o quando si arriva. Stiamo parlando delle sfogliatelle di Attanasio. La storia della sfogliatella è nota a molti, sappiamo che è nata in un monastero della costiera amalfitana, nella versione Santa Rosa, ossia riccia con crema e amarena, e dopo un bel po’ di tempo approdò a Napoli, diventando uno dei dolci simbolo della città. Attanasio le prepara sia ricce che frolle, oltre a presentare al banco anche altri dolci, come le code di aragosta, una variante della sfogliatella farcita con crema o panna. Armatevi di santa pazienza, perché la fila c’è sempre, a qualsiasi ora del giorno.
  7. cuori-di-sfogliatellaCuori di sfogliatella (corso Novara 1 e/f): questa pasticceria nasce oltre 25 anni fa proprio di fronte all’ingresso della Stazione Centrale di piazza Garibaldi. Risulta davvero difficile, se non impossibile, non lasciarsi tentare dal profumo di sfogliatelle appena si mette piede fuori dalla stazione. Ferrieri è uno dei noi più noti in città per la produzione di dolci e Antonio Ferrieri è colui che ha contribuito a tenere alto il buon nome di questa famiglia. È riuscito a proporre la sfogliatella in tante versioni, anche in quella salata con salsiccia e friarielli o con acciughe e provola. Una sosta da non perdere, un luogo in cui si può far pace con il resto del mondo grazie a una sfogliatella.
  8. sfogliatella marySfogliatella Mary (galleria Umberto I): il nome di questa pasticceria è già tutto un programma, perché lascia ben intendere quale sia una delle specialità, anche se la vostra vista sarà annebbiata subito dalla vetrina ricca di babà in tutte le forme e farciture, oltre che dalle sfogliatelle. È un piccolissimo negozietto che si trova proprio all’ingresso della Galleria Umberto I in Via Toledo. Impossibile non vederlo perché c’è sempre tanta gente, in particolare i turisti vengono attratti dall’esposizione dei dolci e dalla loro bontà. Chi conosce la storia delle pasticcerie napoletane sa bene che i pasticcieri di Mary hanno una lunga tradizione alle spalle, hanno trasmesso i loro metodi di produzione a molti pasticcieri che hanno poi aperto dei propri punti vendita in giro.
  9. babà capriccioIl Capriccio (via Carbonara 39): Raffaele Capparelli è uno di quelli che ha letteralmente rubato il mestiere ai maestri pasticcieri che sono passati nel suo bar, aperto dal papà negli anni Ottanta, quando lui era ancora molto piccolo. Il Capriccio è noto non solo nel quartiere, ma in tutta la città, per i suoi babà tagli XL. Per coloro che tendono sempre a storcere il naso, non si tratta di un babà pesante, anzi l’impasto è davvero leggerissimo e si digerisce facilmente. Oltre che per il mondo della pasticceria, Raffaele nutre una forte passione per la lavorazione del cioccolato, quindi nella sua vetrina, oltre ai babà, troverete anche tante sculture in cioccolato, cioccolatini di tutte le specie e forme e anche prodotti lievitati artigianali come panettoni e colombe.
  10. babà capparelliPasticceria Capparelli (via dei Tribunali 325/327): anche Salvatore è un altro erede della famiglia Capparelli, quella del bar Il Capriccio. Come suo fratello, si è formato nella pasticceria di famiglia, cercando di carpire tutti i segreti soltanto osservando ciò che accadeva nel laboratorio. Un giorno ha deciso di mettersi in proprio e di aprire la sua pasticceria nel ventre di Napoli, in via Tribunali. La proposta è la stessa, dolci della tradizione, soprattutto babà, sempre dalla forma gigante. Per realizzare questo dolce, sono utilizzati degli stampi appositi di alluminio dalla forma molto grande. Grazie a Salvatore e alla sfilata di Dolce&Gabbana tenutasi lo scorso anno nel centro storico di Napoli, i babà di Capparelli sono diventati noti in tutto il mondo.
  11. pasticceria-poppellaPasticceria Poppella (via Arena della Sanità 24): il fiocco di neve è uno dei dolci napoletani più discussi negli ultimi anni. Nasce nella Sanità grazie a Ciro Poppella. La famiglia è nota per la rosticceria del quartiere, ma poi Ciro si dedica all’arte pasticcera, aprendo in breve un suo punto vendita. Dopo alcuni anni di attività, nascono i fiocchi di neve, delle piccole brioche ripiene di crema di latte e ricotta, ricoperte di zucchero a velo. La miccia si è subito accesa ed in poco tempo la pasticceria Poppella è stata presa d’assalto per poter accaparrarsi questo dolce zuccheroso e delicato. C’è chi dice che Poppella non abbia inventato nulla di così eclatante, c’è chi lo ha copiato spudoratamente, c’è ancora chi ne rivendica la paternità, fatto sta che è grazie a Poppella se questo dolce si è diffuso a mo’ di macchia d’olio in così poco tempo. Ciro è in continua sperimentazione, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo da proporre ai propri clienti.
  12. pasticceria-colmayerPasticceria Colmayer (via Pietro Giannone 16): la pasticceria nasce nel 1989 nel quartiere San Lorenzo. Qui si punta da sempre all’eccellenza, partendo dalla selezione di ottime materie prime. Ci si aggiorna e ci si forma costantemente per garantire successo ad ogni singolo prodotto. Pasquale Colmayer è l’inventore del Via col Vento, un dolce fatto di pasta bignè a forma di ciambella, ricoperto di granella di zucchero. In seguito sono arrivate le varie farciture: crema, cioccolato, pistacchio e così via. Oltre al Via col Vento la pasticceria produce dolci tipici, tra cui deliziosi funghetti al cioccolato. Ma la cosa che più stupisce e di cui purtroppo non si riesce a ricavare maggiore informazione è la lavorazione della pasta bignè, con la quale si realizza l’80% dei dolci.
  13. pasticceria-mennella-01Pasticceria Mennella (via Carducci 52): questa pasticceria nasce a Torre del Greco, in provincia di Napoli, ma da alcuni anni ha aperto una sede in città insieme alle gelaterie che hanno reso famoso questo nome in tutta la regione. Mennella, infatti, è sinonimo di gelato artigianale, ma anche di dolci. L’offerta spazia tra le proposte tradizionali: pastiere, panettoni artigianali. Negli ultimi anni ha ricevuto numerosi riconoscimenti proprio per i loro lievitati. Ma il must di questa pasticceria è il ciambellone, un dolce di pasta bignè grande, in pratica un Paris-Brest farcito con crema e fragoline. La Pasticceria Mennella realizza anche un ottimo latte di mandorla.
  14. chalet-ciro-01Chalet Ciro (via Caracciolo): Mergellina vive nel segno dello Chalet Ciro per quanto riguarda i dolci. Si trova sul lungomare, è un bar pasticceria molto frequentato da napoletani e non. Tutti i giorni c’è il rito delle graffe, dall’impasto leggero e goloso. Ogni pomeriggio, per chi ama fare merenda così, basta recarsi alle 17 in punto per mangiare una graffa calda calda. Ma lo Chalet non offre solo questo, si realizzano ottimi gelati che ultimamente spopolano perché serviti all’interno del cono-graffa, una delle ultime invenzioni dello chalet. Naturalmente non mancano i dolci classici. Il rituale è d’obbligo: passeggiata sul lungomare e tappa allo Chalet Ciro o viceversa.
  15. pasticceria-di-costanzoPasticceria Di Costanzo (piazza Cavour 133/135): Mario Di Costanzo è degno erede di chi gli ha donato questo nome. La pasticceria si trova in una zona centrale, ha sempre realizzato dolci che venivano poi rivenduti in altre strutture di Napoli, insomma faceva da approvvigionamento a numerosi bar. Da alcuni anni si è deciso di dedicare il punto vendita direttamente ai propri clienti affezionati. Mario Di Costanzo junior guarda alla tradizione con occhio innovativo. Inizialmente erano i dolci siciliani quelli maggiormente richiesti e alcuni mesi fa, nel periodo natalizio, è stata presentata la cassata nera, una rivisitazione cioccolatosa della classica cassata siciliana.

Clicca qui per visualizzare la mappa

I commenti degli utenti