Il Balut è il cibo più immorale del mondo?

30 aprile 2017

Le vie dell’universo food sono infinite. E a volte conducono verso mete che possono sembrare piuttosto improbabili, almeno per il palato degli italiani; guai, però, fermarsi alla prima impressione. Perché il balut, pur essendo generalmente considerato un esempio di gastronomia estrema, per molti intenditori rappresenta una vera e propria prelibatezza. il balut è generalmente considerato un esempio di gastronomia estrema È un piatto tipico in diversi paesi del Sud-Est asiatico, in particolare nelle Filippine, in Cambogia e nel Vietnam. Anzi, diciamo pure che il filippino medio lo reputa semplicemente delizioso. Ma cos’è esattamente? Un uovo di anatra o di gallina fecondato e fatto bollire nel suo stesso guscio poco prima della schiusa, quando l’embrione è quasi completamente formato. Molto nutriente, è un alimento base per chi lavora fino a tardi la notte o comunque fa le ore piccole. È considerato anche afrodisiaco, di conseguenza è assai facile trovarlo presso i venditori ambulanti nei quartieri dedicati al divertimento e al piacere. Se fino a qualche tempo fa era identificato come un piatto povero, adesso ha fatto il suo ingresso nell’alta cucina e nei ristoranti di lusso.

balut

Si consuma direttamente dal guscio, dopo aver fatto un buco grande all’incirca quanto il tappo di una bottiglia. Prima si beve il brodo all’interno e poi si aggiunge un condimento: nella lista delle preferenze troviamo il sale grosso e l’aceto speziato con peperoncino e cipolla tritata. C’è chi preferisce che sia servito al piatto insieme a salse di vario tipo. In ogni caso il tuorlo si morde e, dulcis in fundo, si arriva all’embrione. Da inghiottire senza fermarsi all’immagine, che non è il massimo della seduzione culinaria. I vegani (e non solo loro) tremano all’idea di mettere sotto i denti un pulcino, perché in fondo di questo si tratta. Anche chi segue un’alimentazione senza limiti di sorta potrebbe come minimo avere qualche tentennamento. Una cosa è certa: il balut non è per tutti.

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Se siete indecisi se cimentarvi o meno con questa nuova esperienza, può essere d’aiuto qualche informazione sulla preparazione del piatto in questione. Inizia con la raccolta delle uova inseminate, che sono collocate in canestri esposti al sole e tenuti al caldo, in modo da favorire lo sviluppo dell’embrione. Dopo una settimana le uova sono esaminate in controluce per verificare all’interno la presenza dell’embrione; quelle che lo contengono continuano a essere incubate per altri 7-8 giorni, quindi si procede lessandole. Il tempo totale di incubazione, in realtà, varia in base al paese: nelle Filippine si lasciano passare, per esempio, 17 giorni affinché l’embrione si mantenga tenero ed edibile, con il becco molle e le zampe nonché le ossa ancora non sviluppate. In Vietnam le uova sono invece cotte dopo 20 giorni e anche di più, ovvero quando lo scheletro è già formato ma non calcificato e quindi ancora morbido. Voi lo mangereste?

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