Perché i festival del cibo hanno così tanto successo?

2 maggio 2017

Che il cibo sia sinonimo di socialità e condivisione è un dato di fatto. Fino a qualche anno fa era sufficiente ritrovarsi attorno a tavolate di ristoranti o agriturismi, scambiarsi consigli e ricette nella cucina di famiglia in occasione di lunghi e impegnativi pranzi domenicali. Interessarsi di questioni che parlassero di cibo e simili poteva essere facilmente scambiato come il rovescio della medaglia di quell’emancipazione tanto sofferta e combattuta. manifestazioni gastronomiche di ogni tipo che fanno numeri da capogiro, con affluenze oltre le aspettative Poi ad un tratto tutto è cambiato e condividere esperienze culinarie è diventato quanto di più attuale ci possa essere. Fenomeno evidente di questa inversione di rotta sono i numerosissimi festival di cibo che costellano puntigliosamente il calendario senza lasciare scoperto neanche un weekend. Percorrendo lo stivale si alternano manifestazioni gastronomiche di ogni tipo e genere: dal cibo di strada passando per le eccellenze nostrane fino ad approdare a eventi a tema dedicati a singoli ingredienti. Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti e i risultati si notano eccome. Numeri da capogiro, affluenze che nulla hanno da invidiare a quelle di lanciatissimi eventi musicali, con la conseguenza però che non sempre se ne riescono a prevedere gli effetti.

vinòforum

La realtà è che partecipare a un festival di cibo è un po’ come ritrovarsi in un grande centro commerciale dove il soddisfacimento dei bisogni di ciascuno avviene in modo diretto e senza alcuna intermediazione. Ci si sente avvolti da una vastissima scelta di prodotti, menu e degustazioni da osservare, assaporare senza alcuna fretta. Un modo di approcciare il cibo del tutto informale che mette a proprio agio e – aspetto non affatto secondario – consente di guardare al contenuto dei nostri piatti con qualche strumento in più. Quale che sia la vera ragione del grande successo che stanno vivendo i festival gastronomici, non si può rimanere indifferenti ai problemi logistici e organizzativi che ne possono derivare.

Birroforum

Un chiaro esempio, in questo senso, è quanto è avvenuto in occasione dell’evento Città della Pizza di Roma, una tre giorni dedicata all’eccellenza di un prodotto nostrano, costretto alla chiusura anticipata per esaurimento delle materie prime. Un’affluenza al di sopra delle stime più rosee che ha condensato il successo del festival in due giorni lasciando a bocca asciutta un gran numero di avventori. Un episodio sì singolare, ma sicuramente sintomatico di una realtà che sta cambiando. Prendere atto di questo cambiamento è senz’altro il primo passo da compiere: se fino a qualche tempo fa era possibile prevedere delle stime di massima rispetto alle affluenze registrate nelle precedenti edizioni, oggi il successo di questi eventi dipende da una rete di variabili molto più ampia e frastagliata.

Taste of firenze

I festival del cibo stanno diventando parte di un ecosistema più complesso dove cultura, scambio umano e socialità rappresentano nuove dimensioni da vivere attraverso la lente del cibo. Che servano strumenti diversi per raccontare questo nuovo modo di sentire?

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