Cloud bread, il pane nuvola che sta conquistando il web

3 maggio 2017

Ogni discettazione che si rispetti sul tema della leggerezza muove da Calvino e arriva a Milan Kundera, citando qua e là magari il Gaber di “butta via il dolore, la pesantezza… cerca di inventare la tua leggerezza”; il cloud bread è uno di quei trend di cui già non si può più fare a meno, dai food blog a pinterest ma nessuno può prescindere mai dalle nuvole; niente è più aereo, spumoso, soffice e mobile delle nuvole. Così, il concetto di cloud bread, pane-nuvola, comincia a intrigare già prima di vedere un impasto elasticissimo gonfiarsi lentamente. Per la verità, il cloud bread è uno di quei trend cliccatissimi su internet, già esposti in mille varianti e ancora non necessariamente presenti in natura; uno di quei fatti di cui dobbiamo parlare tutti senza sapere se effettivamente esistano, tipo gli zigomi nuovi della Tatangelo. Sulla carta, il pane–nuvola possiede succosi vantaggi, capaci di far innamorare le fidanzate a dieta di mezzo mondo: si tratta di una variante di pane poverissima di carboidrati e priva di glutine, proteica e, ci si augura, gustosa, anche se tutto fa pensare al decaffeinato del pane.

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Per studiare la ricetta, dovete essere persone molto sul pezzo, molto social, molto all’avanguardia e per niente timide in cucina: se non siete disposti a fotografare la vostra creazione e a assediare Pinterest, chiudetevi pure nell’angolo cottura di un seminterrato coi vostri vecchissimi panini all’olio. Per una versione base, semplice e efficace, dovete procurarvi soltanto formaggio spalmabile (2 cucchiai), uova (sempre 2), lievito (ne basta una punta). I tuorli devono essere mescolati conl formaggio spalmabile, gli albumi montati a neve col lievito; riuniti tutti gli ingredienti, si dispone in piccoli dischi l’amalgama sulla placca da forno (per il vostro bene, foderata), per poi lasciar cuocere una ventina di minuti a 150 °C. L’impasto, all’occorrenza, può essere rinvigorito: se amate il salato, aggiungete qualche altro formaggio grattugiato (magari il parmigiano) e delle spezie (pepe, rosmarino, aglio); se il vostro cuore ha bisogno di dolcezza, sbizzarritevi con vaniglie, cannelle, polveri varie di cacao.

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Una volta cotto, il cloud bread è sicuramente versatilissimo. Con passata di pomodoro e mozzarella (e un’indispensabile foglia di basilico) può dar vita a spumose pizzette; se farcite due pagnottelle con lattuga, pomodoro, hamburger, salse e formaggio, otterrete un perfetto cheeseburger. Ma il pane-nuvola si presta a tutte le preparazioni per cui nei lontani anni ’90 usavate il pane tradizionale: hot dog, blinis, club sandwich, tartine e toast. Arrivati al dessert potete guarnire con ogni ben di Dio: confetture, marmellate, creme, cioccolate spalmabili, frutta, spezie; se siete poi particolarmente ardimentosi, gettatevi in una volatile millefoglie, con ciuffi di panna altrettanto schiumosi. Se vi siete cimentati nella preparazione, siete pronti per Instagram; vi manca solo una perfetta citazione; decontestualizzate allora Battiato, e depauperatelo definitivamente scrivendo solo le vostre pagnotte: “Le nuvole non possono annientare il Sole”. Like a cascata assicurati.

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