Voi lo mangereste un gelato nero?

5 maggio 2017

Le anime dark ne vanno già matte, ma anche le altre stanno capitolando. Complice il ritorno della bella stagione e quell’aspetto che di certo non passa inosservato, anzi ha un innato mistero che esercita grande fascinazione. il gelato nero sta conquistando le gelaterie americane Fari puntati, dunque, sul Black Ice Cream o Dark Ice Cream, che dir si voglia. Il gelato nero, insomma. Fra i primi locali a proporlo (era il maggio 2016) c’è la gelateria newyorchese Morgenstern’s Finest Ice Cream, il gusto per l’esattezza si chiama black coconut ash e per la sua preparazione è utilizzata la cenere di cocco, la quale a sua volta si ottiene carbonizzando la noce intera. Il black coconut è buono in tutti i sensi: “Il carbone attivo – spiega la nutrizionista Beth Warren – aiuta a eliminare le tossine dal corpo e previene il riassorbimento”.

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In questa primavera targata 2017 è entrata invece in scena una variante già candidata a diventare il trend dell’estate. Little Damage, nota gelateria di Los Angeles, ha infatti creato il gusto almond charcoal: si utilizzano le mandorle e il colore deriva dal carbone vegetale. Una combinazione che fa anche la gioia dei vegani, poiché questa opzione incrementa il menu a loro dedicato. La fredda e rigenerante delizia è disponibile sia in coppetta che nel cono: quest’ultimo, per coerenza, è naturalmente nero. E se il tono su tono dopo un po’ vi annoia, nessun problema. Gli abbinamenti con altri gusti sono concessi e numerosi; si può optare per i tradizionali nocciola, crema, caffè o alzare ulteriormente il tiro con lo zenzero, il riso, l’avocado (che con le mandorle si sposa alla perfezione). Non ci sono particolari veti, a voi la scelta.

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Un’alternativa consiste nel puntare sui topping, adesso tanto in voga nel mondo dei dolciumi: cereali, granella di vario tipo, biscotti, pezzi di frutta fresca, scaglie di cocco, salsa al cioccolato oppure al mou e via dicendo, fin dove arriva la fantasia. L’almond charcoal appare in decine e decine di scatti su Instagram: molti fra i clienti di Little Damage immortalano felici il loro cono prima di prenderlo a morsi e lasciare che si incammini verso l’apparato digerente. L’effetto è notevole, questo gelato nero risulta decisamente scenografico. E la fila davanti alle porte di Little Damage s’ingrossa giorno dopo giorno.

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Doveroso, però, citare l’antenato – se così possiamo definirlo, visto che parliamo comunque di tempo moderni – del Black Ice Cream: il gelato al sesamo nero, tenebroso ma decisamente buono. Si trova in quasi tutti i ristoranti giapponesi, ma è difficile reperirlo in una normale gelateria italiana. Mission impossibile, almeno finora, per quanto riguarda gli oscuri gelati a stelle e strisce. Arriverà?

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