Pelle di frutta: fatta con la polpa

10 maggio 2017

La bella stagione regala una grande quantità di frutta fresca; c’è davvero l’imbarazzo della scelta e ciò non può che essere fonte di piacere. Ma ogni medaglia ha il suo rovescio e questo caso non fa eccezione. per conservare la frutta, oltre alle marmellate, è possibile preparare la fruit leather Lo sa bene chi possiede alberi di frutta in giardino o chi non resiste alla tentazione di acquistare intere cassette al mercato: è facile che l’abbondanza si tramuti in spreco, che non si riesca a mangiar tutto, che i doni della natura diventino troppo maturi e finiscano per guastarsi. Le marmellate sono una valida soluzione, tuttavia c’è un’alternativa che appare più interessante e decisamente più sfiziosa. Stiamo parlando della fruit leather, la pelle di frutta. La sua origine non è chiara, ma pare che siano stati i popoli del Medio Oriente a ideare questo metodo per utilizzare la frutta fresca in modo – diciamo così – dilazionato e per tutto l’anno.

pelle di frutta

Una cosa è certa: la pelle di frutta piace moltissimo ai bambini, che nel mangiarla si divertono come matti, e può essere consumata anche dai diabetici e da chi segue una dieta. E’ sostanzialmente uno snack homemade, economico, poco calorico e decisamente salutare. Perché la frutta, si sa, fa bene ed è ricca di vitamina. Sotto qualsiasi forma si presenti.

fruit leather

Per la preparazione della fruit leather è possibile utilizzare diversi tipi di frutta, anche se i migliori risultati si ottengono con le pesche, le albicocche, le prugne, i frutti di bosco. In alcuni casi occorre aggiungere altri ingredienti, per esempio le ciliegie richiedono un po’ di farina di mandorle. Avete deciso di cimentarvi con quest’impresa culinaria? Allora cominciate col decidere se aggiungere zucchero o meno e, soprattutto, se ridurre la frutta in pelle da cruda oppure dopo averla cotta. La prima opzione consente di avere un sapore più intenso, la seconda uccide eventuali batteri. Nel primo caso basta sbucciare la frutta, tagliarla a pezzi e frullarla la frutta con la giusta dose di acqua, del succo di limone e (se piacciono) spezie come la cannella e la noce moscata; nel secondo caso il procedimento è praticamente uguale, però c’è la fase in cui la frutta è fatta precedentemente bollire per circa un quarto d’ora. Qualcuno, inoltre, dopo il passaggio nel frullatore riprende la bollitura in modo che la purea si addensi ulteriormente.

pelle di frutta

Che si prediliga un iter piuttosto che l’altro, la frutta ridotta in poltiglia va poi spalmata su una teglia ricoperta con carta da forno, badando che lo spessore sia di 3-4 mm, e infornata a circa 80 °C fino a quando non diventa un foglio asciutto. Si può anche usare un disidratatore. A questo punto il foglio dev’essere tagliato a strisce nel senso della lunghezza e le strisce devono essere arrotolate su se stesse. Srotolarle è una goduria, provare per credere. La fruit leather si conserva in frigorifero per diversi mesi e nel congelatore dura ancora più lungo.

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