Birre da mangiare: cosa sono le Juicy Ipa

15 maggio 2017

Torbide, succose e tropicali. Basterebbero tre aggettivi per descrivere le Juicy Ipa ma la questione che ruota attorno a queste birre non è così semplice. Intanto, sono conosciute con tre nomi differenti: uno stile, anzi un sottostile, conosciuto come neipa, da new england ipa, o juicy ipa New England Ipa, nell’acronimo Neipa, Vermont Ipa con riferimento più preciso allo stato federale degli Usa dal quale provengono oppure, nome omen, Juicy Ipa. Inoltre, c’è chi si esprime con sospetto e sminuisce questo trend birrario bollandone le birre come fangose o peggio fondazza e chi invece crede che sia lo stile – sottostile, per dirla tutta – definitivo. E il fatto che non siano ancora codificate ufficialmente alimenta questo dibattito. Tutti, almeno per il momento, sono uniti nel dichiarare che questa tipologia appartenga alla grande famiglia delle India Pale Ale. Ma a differenza delle altre Ipa, questa sottocategoria non scommette tanto sull’amaro dei luppoli quanto sugli aromi, quindi aspettatevi un range di IBU piuttosto basso, quindi birre in genere più dolci.

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Ma andiamo con ordine. La prima cosa che colpisce delle Neipa è che sono juicy, appunto, cioè succose. Le juicy si chiamano così proprio perché a guardarle sembrano dei succhi di frutta. Intendiamoci, un certo grado di opalescenza è comune a molti stili birrari, soprattutto nelle interpretazioni dei birrifici artigianali che né filtrano, né pastorizzano. Ma nelle Neipa troverete questo aspetto più marcato, fino alla torbidità più estrema. Se quindi eravate abituati a valutare una birra anche in base al suo grado di pulizia all’aspetto visivo, mettete da parte questi insegnamenti e cercate l’esatto opposto di quanto desiderereste in una Pils. Dal giallo scarico ai toni aranciati, queste birre hanno spesso un bel cappello di schiuma persistente.

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La seconda caratteristica delle Neipa è l’elevata aromaticità. Questo sottostile, infatti, richiede non solo una grande quantità di luppoli, soprattutto in dry hopping, ma anche una accurata selezione delle varietà. Il risultato che si vuole ottenere è un bouquet di frutti tropicali maturi, intenso, come preludio a una sorsata che dovrà essere piena e appagante. Per ottenerlo, i birrai optano per il Galaxy, l’Amarillo, il Citra, il Mosaic e simili, per cui percepiremo note di mango, papaya, ananas, frutto della passione o altri frutti succosi e succulenti come la pesca, l’albicocca o gli agrumi. Si cerca di evitare il carattere resinoso ed erbaceo, troppo pungente per questa tipologia di birre.

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Anche i malti usati per ottenere queste birre hazy devono essere appropriati perché le proteine, insieme al lievito poco flocculante e ai luppoli molto aromatici, sono i principali fautori della torbidità di queste birre. Per questo spesso nelle Neipa si usano fiocchi di frumento o altri cereali non maltati ricchi di proteine. Se queste premesse sono rispettate, in bocca le Neipa non potranno che essere morbide, avvolgenti e dare la sensazione netta di addentare un frutto tropicale maturo, tipo il mango. Sono birre da masticare proprio per questa ragione, per la loro texture quasi vellutata, per il mouthfeel cremoso e anche per il senso di pienezza olfattiva e gustativa che ci lasciano a fine bevuta.

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