Tonno fresco contaminato: c’è il rischio sindrome sgombroide

18 maggio 2017

Il 12 maggio scorso l’agenzia spagnola di sicurezza alimentare Aecosan ha diramato un comunicato ripreso sul sito del ministero della Salute italiano circa il rischio di sindrome sgombroide, un’intossicazione alimentare legata al consumo di tonno fresco con alti livelli di istamina. La sindrome si manifesta generalmente con arrossamento della pelle, prurito, cefalea pulsante, bruciore orale, crampi addominali, nausea, diarrea e palpitazioni e avrebbe già coinvolto ben 105 persone.

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Il problema, riporta l’agenzia, riguarderebbe alcuni lotti commercializzati dalla ditta Garciden della provincia di Almerìa, distribuiti dal 25 aprile scorso sia a livello nazionale, che in altri Paesi europei come Francia, Germania, Italia e Portogallo. Il tonno, spiega ancora l’Aecosan, potrebbe essere stato venduto anche sfuso in piccole quantità e in diversi formati nelle pescherie. Si invita dunque chi avesse acquistato tonno fresco a partire dal 25 aprile a contattare gli esercizi di vendita per verificare se si tratta del prodotto richiamato.

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