Jungle Juice, il birrificio romano da tenere d’occhio

25 maggio 2017

Umberto Calabria ha iniziato a fare birra che era un ragazzino. Continui erano gli sfratti ai danni della madre per trasformare, seppur momentaneamente, la cucina in un piccolo birrificio casalingo. umberto calabria ha iniziato a fare birra giovanissimo, passando dall'esperienza della beer firm al suo birrificio vero e proprio Una laurea in giurisprudenza, un lavoro in un ambito diversissimo e un sogno: quello di mettersi a fare birra sul serio. Desiderio cresciuto dopo un viaggio in Belgio e un corso con quella che oggi è l’Unione Degustatori Birre, associazione di cui ancora fa parte ma in qualità di docente. Il primo passo è stato passare dai pentoloni e i fornelli di casa a un birrificio vero. Si chiamano beer firm, ovvero quelle realtà senza impianto di produzione ma che fanno birra su propria ricetta, affittando birrifici di altri. Il nome? Jungle Juice (via del Mandrione, 109), colori fluorescenti e una banana come simbolo.

jungle juice

Due anni da birraio errante, in giro per l’Italia di cotta in cotta, a Livorno presso il Piccolo Birrificio Clandestino, da Birra Turan a Viterbo, nel Molise al Birrificio La Fucina, e ancora nel viterbese da Hilltop Brewery e a Roma da Eternalcity Brewing. All’inizio del 2016 la decisione e l’inizio dei lavori. In collaborazione coi ragazzi dell’Hopificio, locale del quartiere dell’Appio Latino, individuano un ex pastificio nella non distante via del Mandrione. Un vero birrificio urbano dunque e per di più dotato di una bella tap room con tanto di impianto di spillatura. Un luogo davvero unico, con tutto il fascino di uno spazio industriale ma a ridosso dei resti di un acquedotto romano. Capacità produttiva di circa 900 hl l’anno, per realizzare le vecchie ricette rimesse a punto, le nuove birre e le tante altre in fase di progettazione.

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Ecco dunque alcune delle loro creazioni: la Baba Jaga, è una buona American IPA, la Jellyfish è la loro versione della Saison. L’onda delle birre alla frutta è cavalcata con le Fruit Jay: una Belgian Wit ai lamponi e una session Ipa con mango ed ananas. La Marisol è una Pale deidicata all’estate romana, secca e beverina, adatta appunto a una bevuta nella capitale deserta ad agosto. La Ed Wood è un originale omaggio alle birre anglosassoni, nonostante sia brassata con sciroppo d’acero.

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La tap room è aperta dal giovedì alla domenica dalle 18 in poi. Per tutti gli appassionati romani, un indirizzo da tenere in considerazione per bere birra a centimetro zero, sbirciare nell’impianto di produzione e magari fare quattro chiacchiere con Umberto e gli altri ragazzi di Jungle Juice.

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