50 Top Pizza: chi sarà il migliore pizzaiolo di Italia?

26 maggio 2017

Non scapicollatevi. Mancano per la precisione meno di 2 mesi, quasi 7 settimane, 53 giorni. Solo il 20 luglio a Napoli (a Castel dell’Ovo) si saprà chi calzerà la corona e impugnerà lo scettro del migliore pizzaiolo di Italia. Secondo la guida 50 Top Pizza si intende. 50 Top Pizza è la nuova guida alle pizzerie più buone d'Italia Dalla vetta sembreranno uno stuolo i 149 nomi nei gradini più bassi e una infinità i 350 indirizzi che si collocano parimerito al 151° posto. E se non doveste riuscire ad aspettare tutto questo tempo, sappiate che i primi 350 nomi si conoscono già e per avere news, a partire dal 29 maggio, potrete curiosare sul sito. Verranno svelate 3 posizioni al giorno, per un lento countdown. E ci saranno anche premi speciali: 18 per l’esattezza. I primi tre sono stati già assegnati. La più brava pizzaiola è Isabella De Cham di 1947 Pizza Fritta, il miglior fornaio Pierluigi Roscioli dell’Antico Forno Roscioli e la pizzeria novità dell’anno è Morsi & Rimorsi di Gianfranco Iervolino. 

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Ma chi c’è dietro? Chi ordisce le trame di questo complicato e avvincente gioco? Formamentis come editore e un terzetto di curatori che di eccellenze enogastronomiche, napoletanità (nel senso più onnicomprensivo del termine) e territorio hanno fatto la loro cifra stilistica. Li avevamo lasciati a Paestum, alle Strade della Mozzarella, Barbara Guerra, Albert Sapere e Luciano Pignataro, li ritroviamo a Roma (ospiti dell’Open di Antonio Colonna) per il tempo esatto che si impiega a sfuggire un’altra volta, il tempo esatto che occorre per darsi appuntamento a Napoli. Non pensando affatto di poterci metterci solo un’ora di treno superveloce. #RoadtoNaples è il percorso che conduce alla città partenopea attraverso la strada più lunga e una serie di eventi.

pizza new york

Per dirne uno: il 30 giugno Albert, Barbara e Luciano saranno a dare anticipazioni direttamente da New York. Perché non può mancare uno sguardo all’estero. In questa guida, la sezione internazionale si apre a tutti i continenti e ai 7 stili di pizza che più li rappresentano. Perché la pizza è sì, veicolo di cultura italiana, ma anche luogo di meticciato e fusione di gusti, conoscenze, tradizioni. E all’estero si mangia la pizza napoletana come la conosciamo, ma anche versioni ibride con aggiunte locali o prodotti che del cibo primigenio hanno, alla fine dei conti, ben poco.

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Ma avevamo davvero bisogno di un’altra guida delle pizzerie? I curatori pensano proprio di sì. Perché il lavoro è massivo e capillare, redatto da una 20ina di curatori regionali e 100 ispettori su tutto il territorio. Anonimi, goderecci e paganti come solo degli assaggiatori di pizza instancabili devono essere. Hanno giudicato la qualità, la ricerca, il servizio, la carta del vino e della birra, l’arredamento del locale. Hanno guardato, annusato, assaggiato, mangiato e abbinato, gustando la pizza napoletana a Napoli, la napoletana in Campania, la napoletana in Italia, la romana, il risultato della corrente dei pizzaioli veneti, le nuove tendenze, le vecchie tradizioni. Ne vengono fuori 500 indirizzi: nei primi 350 è la Campania la capolista con 65 locali, l’Emilia Romagna risulta attiva e vitale con 42 pizzerie, una Sicilia popolosa di indirizzi di qualità (34 segnalati) e poi 27 per la Liguria, 22 per il Veneto, 19 per la Calabria e per il Lazio, 17 per la Lombardia, 16 per l’Abruzzo, 15 per il Friuli-Venezia Giulia, 13 per le Marche, 12 per la Toscana, 11 per il Piemonte e la Puglia, 8 per la Basilicata, 6 per il Trentino- Altro Adige, 5 per l’Umbria, 4 per il Molise, 3 per la Sardegna e uno per la Val D’Aosta. Ogni territorio italiano può dire la propria.

pizza

Nulla di cartaceo ma solo un sito 50toppizza.com che punta ad essere altamente fruibile e volutamente privo di imbellettamenti.  Perché è di pizza che si vuol sentir parlare e di come sia facile (visto quanto ci hanno dimostrato) di trovarne di buona in ogni angolo di Italia.

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