Festa a Vico: 4 piatti per celebrare l’inizio dell’estate gastronomica

8 giugno 2017

15 anni dopo la prima Festa a Vico, ci sono cose che non cambiano. Da un lato i grandi nomi, i piatti da gustare in riva al mare, una location che probabilmente non ha eguali in Italia; dall’altra la tradizione. la notte delle stelle, una serata che illumina e delizia il lungomare di marina di seiano Ma non mi riferisco alla tipicità, ai costumi gastronomici tramandati da decenni: ciò che non cambia è il sentimento di questo evento, una celebrazione che sancisce ogni anno l’arrivo dell’estate per l’enogastronomia. I tre giorni di Vico iniziano con la Repubblica del Cibo, il momento in cui 130 chef animano le vie del centro, coinvolgendo tutto il comune. Il secondo giorno significa cena di gala: 20 chef i cui piatti stellati sfamano 200 commensali per raccogliere denaro da donare in beneficenza. Quest’anno tra i protagonisti abbiamo avuto, tra gli altri, Moreno Cedroni, Valeria Piccini, Chicco Cerea e, naturalmente, Gennaro Esposito. La festa, una vera festa, si conclude con la Notte delle Stelle, una serata che illumina e delizia il lungomare di Marina di Seiano con i piatti di 100 chef, pizzaioli e pasticcieri compresi. Se state pensando di partecipare il prossimo anno, ecco 4 piatti per cui secondo noi ne è valsa la pena già nel 2017:

  1. ciro olivaLa pizza con cornicione ripieno e taralli sbriciolati di Ciro Oliva. Siamo in provincia di Napoli, e comunque non mancano i pizzaioli talentuosi qui sul lungomare di Seiano. Eppure tra una storica pizza a metro, pizze fritte fragranti e margherite inappuntabili, la golosità spinge verso la pizza del giovane Ciro Oliva. Il cornicione è farcito con provola affumicata e salame di Napoli, mentre la base pomodoro e provola è cosparsa da un crumble croccante di taralli ‘nzogna e pepe. Una fetta è più che abbastanza, ma imperdibile.
  2. iside de cesareI ravioli ripieni di pappa al pomodoro di Iside De Cesare. Una presenza delicata ma quasi necessaria quella della chef del ristorante La Parolina di Acquapendente. Così come questi bocconcini che spariscono dai tavoli e dai piatti in un attimo, lasciando indietro quella sensazione di volerne un altro, e un altro…
  3. spaghetti patate bistrot 64Gli spaghetti di patate burro e alici di Kotaro Noda. Bistrot 64 a Roma è un locale che spesso sta sulla bocca di tutti. È il caso anche di questi spaghetti inaspettati, con le patate in due consistenze (la seconda, fritta, a crocchiare piacevolmente al morso) e il ricordo di uno spaghetto burro e alici ricco eppure leggero.
  4. tesse maialinoIl maialino con zenzero candito e frutto della passione di Fabrizio Tesse. Lui è chiassoso, irriverente, ironico; lo si sente per tutto il lungomare, ma il suo piatto non ha affatto bisogno di pubblicità. La carne ha una crosticina croccante irresistibile ed è succulenta; l’accompagnamento di zenzero (dolce e pungente) e frutto della passione pulisce il palato. Un assaggio non basta, il bis è d’obbligo.

I commenti degli utenti