Perché è importante l’etichettatura dei prodotti ittici surgelati

9 giugno 2017

I pesci non sono tutti uguali. E anche i prodotti surgelati variano molto tra loro. Con quale criterio, allora, il consumatore riuscirà a districarsi tra le diverse offerte dei produttori? Per sua fortuna, una grande mano gli proviene dall’etichettatura dei prodotti ittici, stabilita dal Regolamento 2065/2001/CE, il quale impone di riportare in etichetta la denominazione commerciale della specie, il metodo di produzione e la zona di cattura, consentendo quindi una precisa tracciabilità dei prodotti ittici.

Etichettatura dei prodotti ittici: perché?

Pesce surgelato

La normativa europea obbliga produttori e rivenditori a riportare in etichetta precisi elementi che determinino la tracciabilità del pesce lungo l’intera filiera. Il consumatore può informarsi, in pochi istanti, sul tipo di pesce, sul metodo di produzione (se è stato pescato in mare, in acque interne, o allevato) e sulla zona di cattura, potendo dare, così, la priorità ai prodotti più pregiati. L’etichettatura del pesce surgelato, per esempio, prevede che, in aggiunta a quanto già menzionato, vengano riportati obbligatoriamente anche:

  • il termine “surgelato”;
  • l’elenco degli ingredienti, se si tratta di una preparazione;
  • il peso netto;
  • il termine minimo di conservazione;
  • il nome del produttore o la ragione sociale;
  • la sede dello stabilimento in cui è stato prodotto o confezionato;
  • il lotto di appartenenza;
  • le modalità con le quali conservare il prodotto in modo ottimale;
  • l’avvertenza di non ricongelare un prodotto scongelato.

Etichettatura dei prodotti ittici: il valore della tracciabilità del pesce che compriamo

findus

Per comprendere in pieno l’importanza della tracciabilità dei prodotti ittici, basti pensare all’enorme differenza che intercorre tra un pesce catturato in una zona inquinata ed uno catturato in un’area non inquinata: la specie potrà anche essere la stessa, ma quello che andremo a mangiare sarà alquanto diverso. Vi sono poi anche contenuti etici, che un consumatore sensibile alla salvaguardia dell’ambiente, alla tutela di particolari specie a rischio d’estinzione, e al rispetto dei diritti dei lavoratori che operano nel campo della pesca e della produzione del prodotto finito, pretende di conoscere al momento dell’acquisto. L’eventuale presenza di allergeni, infine, rappresenta un altro capitolo essenziale delle informazioni cui il consumatore ha diritto, per poter scegliere in piena autonomia il prodotto che meglio risponda alle proprie esigenze.

gamberi surgelati

In questo contesto, l’introduzione dell’etichettatura del pesce, stabilita dall’Unione Europea nel 2001 e integrata nel 2014 con ulteriori disposizioni, ha segnato l’inizio di una nuova era a tutela del consumatore comunitario, rendendo decisamente più trasparente e completa la gamma di informazioni a disposizione di chi, in definitiva, il pesce lo acquista per mangiarlo. Ecco, allora, che grazie al controllo sulla tracciabilità dei prodotti ittici, oggi siamo in grado di conoscere tanto la provenienza del pescato, quanto un insieme di parametri che stabiliscono una sorta di carta d’identità del prodotto che andremo ad acquistare. Il pescato proveniente dai mari europei, per fare un esempio, deve riportare in etichetta non soltanto la zona, ma anche la sottozona o divisione, il che consente di stabilire con trasparenza da dove proviene il pesce che arriva sulle nostre tavole.

Per approfondire il tema della etichettatura e tracciabilità dei prodotti ittici: Etichettatura dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura.

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